26 giugno, 2007

Mario Biondi al Festival Di Villa Arconati

E, si, siamo emozionati. Questa sera, fortuna, tempo e polizia locale permettendo conosceremo Mario Biondi e potremo fargli un bel po' di domande sul "suo" fenomeno musicale. Per ora ci limitiamo a proporvi il suo fantastico sound e ad elogiare le manifestazioni come quella di Villa Arconati che in tutta italia aiutano a promuovere la musica che noi amiamo e supportiamo. C’è da rimanere colpiti dalla profondità e dal fervore della sua voce, che ricorda i grandi della musica soul e del rhythm and blues. Molti penseranno si tratti di un cantante nero. Invece Mario è bianco e siciliano di Catania. Dopo la prima collaborazione tra la Schema, Mario Biondi e il produttore Alessandro Magnanini, che nel 2004 danno vita alla pubblicazione a nome di Was-A-Bee del singolo “This Is What You Are / On A Clear Day”, “Handful of Soul” è un album che spazia tra sonorità pop jazz e soul. Il risultato è un disco molto accattivante, che passa da suadenti melodie vocali a brani ritmicamente più inclini al ballo.



MARIO E I BRANI

Non è stato semplice scegliere un repertorio consono alla sua voce, che non lo snaturasse, che ne potesse mettere in evidenza la profonda timbrica, ma che allo stesso tempo potesse comunque rappresentare le scelte artistiche e la linea di condotta musicale della Schema. L’amore per il Rhythm & Blues ed il Soul, stili musicali che Mario apprezza particolarmente, gli fanno amare alcuni artisti rappresentativi dell’universo della black music, passato ed attuale, come gli Earth Wind & Fire, Luther Vandross, Lou Rawls, Aretha Franklin, Erykah Badu, Will Downing. Quando il produttore Luciano Cantone e Mario valutarono insieme il repertorio da eseguire, Mario dubitava di riuscire ad eseguire stilisticamente alcuni standard del repertorio classico americano come “Slow Hot Wind” e “On A Clear Day”, oppure “A Handful Of Soul”, ma ne rimase successivamente sorpreso. Questo ispirò lui e gli altri autori alla stesura dell’inedito “Gig”, di chiara matrice americana alla Cole Porter. In questi anni Mario collabora con Alessandro Magnanini (Was-A-Bee), musicista poliedrico ed eccellente arrangiatore. Con Alessandro, Mario scrive due autentiche perle “No Mercy For Me” e “This Is What You Are”. Quest’ultimo, pubblicato su singolo e licenziato per varie compilation, riscuote parecchio successo. In U.K. il singolo è nella top heavy rotation del programma di Norman Jay in onda sulla Bbc Radio. In Italia viene massicciamente programmato da RMC e successivamente diventa la colonna sonora dell’omonimo spot Tv. Altro brano inedito è “Never Die”, scritto da Marco Bianchi, prodotto sulla scia di “This is What You Are”. Un evidente omaggio al rock-blues, al soul-blues ed al rhythm’n’blues è quello espresso da “I Can’t Keep From Crying Sometime” di Al Kooper, un ¾ sulla scia di Deindre Wilson Tabac, “I’m Her Daddy” di Bill Withers e “No Trouble on The Mountain” di L.C Cook. Interessante la versione di “O Child Runs Free” una bossa moderna in perfetto stile Schema, come anche la samba “Rio De Janeiro Blue”.

HIGH FIVE QUINTET

Quando Luciano Cantone propone a Fabrizio Bosso di arrangiare ed eseguire i brani di questo album il trombettista ne rimane entusiasta, a tal punto da coinvolgere il suo gruppo e di far arrangiare i brani a Luca Mannutza e Pietro Ciancaglini. La front-line degli High Five e' composta dal trombettista Fabrizio Bosso, vincitore di importanti trofei nella categoria giovane talento Italiano (Django d'Or 2002 e Top Jazz 1999) e dal tenorista Daniele Scannapieco, vincitore del Django d'Or 2003, affermato nel panorama del jazz internazionale grazie alle collaborazioni con Dee Dee Bridgewater e Henri Salvador. Luca Mannutza, Pietro Ciancaglini e Lorenzo Tucci, rispettivamente al pianoforte, contrabbasso e batteria, costituiscono una ritmica solida e compatta, dotata di ottimo interplay, capace di creare geometrie articolate e raffinati accompagnamenti sui quali i due solisti possono esprimere al meglio le loro pirotecniche potenzialita'. Sebbene gli High Five abbiano all’attivo solo due dischi (su Via Veneto Jazz), hanno riscontrato un grandissimo successo nei più importanti festival jazz come Paris Jazz Festival, Umbria Jazz, Brianza Open Jazz, Clusone Jazz Festival e Teano Jazz. Anche la carriera dei singoli musicisti è un’ulteriore conferma del loro valore artistico: Fabrizio Bosso, si muove con grande agilità dal pop (da anni affianca sia in studio che dal vivo le melodie autorali di Sergio Cammariere) alle collaborazioni con artisti come Phil Woods, Enrico Pieranunzi e Franco D’Andrea; Daniele Scannapieco, di formazione classica, ha collaborato con jazzisti come Maria Pia De Vito, Stefano Di Battista, Giovanni Tommaso, Tony Scott e Roberto Gatto; Luca Mannutza ha nel palmares invece collaborazioni con artisti come Paolo Fresu, Maurizio Giammarco, Bebo Ferra e Steve Grossman; tra gli artisti con i quali ha diviso il palco Lorenzo Tucci invece troviamo Giovanni Tommaso, Maurizio Giammarco, Stefano Di Battista, Dado Moroni, Flavio Boltro, Rosario Giuliani e Piero Umiliani; sebbene Pietro Ciancaglini sia il più giovane degli High Five, ha dalla sua importanti incontri con Nicola Stilo, Kenny Wheeler, Lee Konitz e Rita Marcotulli. Insieme o individualmente poi hanno dato vita ad alcune esaltanti performance, in studio e dal vivo, per artisti come lo Schema Sextet e Nicola Conte.

Ed adesso Mario Biondi...

( Tratto dal sito ufficiale di Mario Biondi )

13 giugno, 2007

Mack Avenue, The Road To Great Music

Questa settimana non vi proponiamo un singolo artista, ma un’intera etichetta : La Mack Avenue. Il motto del fondatore è : Mack Avenue, La strada verso la grande musica. E come si potrebbe contraddirlo ascoltando questo estratto del catalogo. Infatti ogni cd prodotto da questa etichetta è un viaggio musicale per nulla scontato e sempre eccitante. Era dai tempi della indipendente Concord Jazz ( prima che diventasse il pasticcio che è ora ) che non si travava sul mercato una label in grado di credere e di investire nel jazz di qualita’. Gerald Wilson, George Sharing, Terry Gibbs sono sicuramente le punte di diamante di questa etichetta ma le ultime produzioni sono a dir poco intriganti.


Dal trombettista Sean Jones ( presente nella nostra radio e, cosa ben piu’ importante segnalato come uno dei piu’ importanti e promettenti trombettisti d’oltre oceano dall’autorevole Downbeat ) al sassofonista Ron Blake, dalla raffinata saxophone woman ( ascoltate al dolcezza di questo piano sax ) Tia Fuller all’energia degli Hot Club Of Detroit la Mark Avenue ha tutte le carte in regola per essere presente nella discografia di ogni amante del buon Jazz di italica passione.
Buon Ascolto e buona lettura con una breve presentazione di ogni cd che forma questa fantastica label tutta da scoprire. Downbeat lo ha gia’ fatto...., noi aspettiamo

11 giugno, 2007

Leggere....

Leggere
Librarsi sulle ali della Fantasia
per contemplare la sagoma di un mondo
modellato a misura d'uomo

Leggere
Usare la capacita' critica
della tua esperienza
e deporre il tuo giudizio soggettivo
sulle pieghe dei corsi e ricorsi
della Storia

Leggere
sognare fra le onde volubili dell'estro
il soffio inventivo della soave ironia
che si fa Poesia della vita

Enrico Vaghi

Ho trovato questa poesia scritta sul segnalibro della "nostra" libreria stampato in occasione dei suo 25 anni. La poesia è del "nostro" Enrico. Entrambi, la "nostra" libreria che si chiama "La Ghiringhella" e il "nostro " Enrico, sono per tutti noi dei piccoli grandi eroi perchè ambedue hanno speso tantissimi anni della loro vita a servizio della "nostra" Citta'. Molte volte non si capisce quanto sia importante avere una piccola libreria, un cinema, un ritrovo all'interno della comunita' che possano essere definite "nostre" in quanto patrimonio di noi tutti. E allora teniamoceli ben stretti......

09 giugno, 2007

Basta Con La Tratta Di Esseri Umani

Sandra Pite aveva 21 anni quando una conoscente della madre le ha proposto un lavoro in Italia come parrucchiera: così insieme ad altre 15 ragazze nigeriane è partita per l'Europa. Dopo un viaggio rocambolesco, l'impatto con l'Italia è stato durissimo. Sandra è stata costretta a prostituirsi fin dalla prima sera dietro minacce di ritorsioni e violenze. Sulle sue spalle a pochi giorni dall'arrivo in Italia pesava già un debito di 60milioni di lire da restituire per riconquistare la libertà. «Lavoravo sia la sera che il mattino dormendo appena tre ore per notte - racconta - Tutto quello che guadagnavo lo davo alla mia maman, a cui dovevo pagare un affitto di un milione al mese oltre al mio debito. Per più di un anno non ho potuto inviare soldi a mia mamma. E se non guadagnavo abbastanza venivo picchiata e minacciata di subire riti wodoo». Dopo 14 mesi di inferno Sandra ha incontrato un ragazzo italiano che l'ha convinta a denunciare i suoi sfruttatori: oggi ha trent'anni, si è sposata e vive a Torino.

Ma riuscire a uscire dal giro è sempre più difficile: il racket della prostituzione al chiuso si sta allargando, diminuiscono quindi per le donne straniere le possibilità di entrare in contatto con altre persone a parte clienti e sfruttatori.

50 MILA ALL'ANNO IN ITALIA - E' uno dei dati emersi nel convegno «Luna e i Falò» organizzato a Torino per illustrare il progetto «Vie d'Uscita» partito in Piemonte, Lazio, Valle d'Aosta, Campania e Toscana contro la tratta delle straniere da avviare alla prostituzione. Un fenomeno che interessa tra le 29mila e le 38mila donne in Italia. I confini di questa moderna schiavitù, che si intreccia sempre più con la criminalità organizzata, sono difficili da tracciare. Si stima che ogni anno 500mila ragazze straniere vengano portate in Europa con l'inganno. Di queste 50 mila sono dirette in Italia. Dall'agosto 2000 al giugno 2006 sono arrivate al Numero Verde antitratta, da tutta Italia, oltre 494 mila segnalazioni di situazioni di sfruttamento e violenza contro le donne straniere.

NUOVA ONDATA THAILANDESE - Ma al di là delle cifre, sono i mutamenti in corso a preoccupare: cresce il numero delle minorenni vendute, il 7-10% del totale, e aumentano le nazionalità delle donne vittime della tratta. Accanto alle nigeriane e alle ragazze dell'est (albanesi, rumene, moldave, ucraine, russe) si sta diffondendo sempre più la presenza delle ragazze asiatiche (cinesi, giapponesi, tailandesi, vietnamite e cambogiane). E questa nuova ondata di ragazze dell'Est sta facendo cambiare anche le modalità con cui gli sfruttatori costringono le donne a prostituirsi: si allarga infatti il racket della prostituzione al chiuso in appartamento o nei club. La loro attività è sovente celata da lavori apparentemente legali di massaggiatrici, accompagnatrici, ballerine.

I CULTISTI - Sempre più spesso, inoltre, le donne sono vittime di violenze fisiche, oltre che di violenze psicologiche. In Piemonte, soprattutto a Torino, destano allarme i «Culti», associazioni criminali nigeriane di stampo mafioso-massonico. Nel capoluogo piemontese pare sia ubicato il «quartier generale» dei «Culti segreti», che si stanno pericolosamente sostituendo alle «maman», principali detentrici del business dello sfruttamento della prostituzione nigeriana.

CONTRASTO - «Una seria azione di contrasto al fenomeno della tratta e della prostituzione- secondo Francesco Carcheddi, del Parsec di Roma, coordinatore della ricerca - sarebbe instaurare un dialogo con le strutture assistenziali delle località di provenienza delle giovani, località abbastanza facilmente individuabili. È bene anche sottolineare come stiano crescendo nei paesi d'origine, ad esempio in Romania e in Albania, reazioni della popolazione contro i cosiddetti «reclutamenti forzati delle proprie donne».

( Fonte Corriere Della Sera )

A noi non resta che ricordare, per chi sapesse di casi di sfruttamento o di tratta di donne che il numero verde e'
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