27 aprile, 2007

PROPOSTA DELLA SETTIMANA - MARTIAL SOLAL - SOLITUDE

DISCO DEL MESE AUDIOREVIEW MARZO 2007

Si resta quasi storditi da tanta bellezza, tanta lucidità, tanta bravura. Applausi scroscianti. Registrazione all'altezza. (Marco Crisostomi - Audioreview)

Dopo il sorprendente duetto di “Rue De Seine” con il trombettista statunitense Dave Douglas, Martial Solal è protagonista di un nuovo album per la CAM Jazz: “Solitude”. Un titolo che è già di per sé emblematico: richiamandosi alla famosa composizione ellingtoniana, ovviamente presente nel CD, il pianista franco-algerino si produce in completa solitudine, cioè una delle dimensioni a lui più congeniali che gli permette di mettere in campo tutto il proprio magistero strumentale ed espressivo. Definito non a caso l’Art Tatum europeo, Solal non è appunto nuovo a imprese del genere, ma ogni volta compie un piccolo miracolo, reinventando completamente ogni materiale al quale si avvicina. Ascoltare filtrata dalle sue prodigiose mani l’ennesima rielaborazione di uno standard è quindi un’esperienza di ascolto sempre appagante, stimolante. Registrato a Parigi nell’aprile del 2005, “Solitude” di standard ne comprende diversi: Darn That Dream (proposto in due versioni, poste alle estremità del CD), On A Clear Day, il gershwiniano Our Love Is Here To Stay. E poi ci sono i due capolavori ellingtoniani Solitude e Caravan. Completano il quadro tre composizioni dello stesso pianista, in realtà altrettante splendide improvvisazioni: Chi va piano, Medium e Bluesine. Illuminante è, in proposito, la descrizione che Yvan Amar ne fa nelle note di copertina del CD: “Nascoste in mezzo a tutti quegli standard, così spesso percorsi in una lunga carriera ed in una lunga memoria del jazz, ecco tre improvvisazioni prettamente solaliane: giochi di trapezio acrobatico, dove si riconosce, ad ogni slancio, la silhouette di Martial, dove lo seguiamo quando la grazia della musica lo guida, come in Medium, per scoprire figure inedite, atmosfere improvvise ed emozioni nuove”.

Nato nel 1927 in Algeria, dove trascorse l’infanzia ed ebbe modo di fare la conoscenza del jazz quando aveva 13 anni, Solal è sempre rimasto profondamente legato al linguaggio moderno di questa musica, ma nello stesso tempo vi ha apportato quella componente prettamente europea ravvisabile anche nel suo essere musicista disponibile ad affrontare imprese diverse. Dal piano solo all’orchestra, passando per i più svariati tipi di formazioni intermedie, anche anomale e talvolta persino in avanti sui tempi (nel 1970, per esempio, non era cosa da tutti ideare un trio per pianoforte e due contrabbassi), Solal non si è mai tirato indietro anche davanti alle sfide più rischiose, uscendone sempre vincitore. In Francia, dove si trasferì nel 1950, è ovviamente considerato una vera e propria istituzione, al punto che da parecchi anni viene organizzato un prestigioso concorso pianistico internazionale che porta il suo nome. E nel 1999 lo stesso pianista è stato insignito in Danimarca del Jazzpar, sorta di premio Nobel del jazz. Nell’arco della sua brillante carriera, Solal ha suonato con illustri jazzmen provenienti da oltre oceano, quali Sidney Bechet, Kenny Clarke, Stan Getz, Lucky Thompson, Art Farmer e Lee Konitz, stabilendo proprio con quest’ultimo un sodalizio protrattosi nel tempo e scandito da numerosi momenti di grande intesa creativa, inclusi i due album del 1968 “European Episode” e “Impressive Rome” pubblicati dalla CAM Jazz. Ma non vanno dimenticate le collaborazioni con i migliori colleghi transalpini, da Stephane Grappelli ad un uomo d’avanguardia come Michel Portal. E grazie al suo poliedrico talento, Solal ha avuto più volte anche occasione di cimentarsi col mondo del cinema, lavorando anche con il capofila della nouvelle vague, Jean-Luc Godard.

Tracks
1 DARN THAT DREAM 4:49
2 CARAVAN 6:27
3 OUR LOVE IS HERE TO STAY 3:51
4 CHI VA PIANO... 4:05
5 MEDIUM 6:18
6 BLUESINE 5:51
7 ON A CLEAR DAY5:04
8 IN MY SOLITUDE 5:49
9 DARN THAT DREAM 5:28



BIOGRAPHY BY WIKIPEDIA


One of the finest European jazz pianists of all time, Martial Solal (a unique stylist) has never received as much recognition in the U.S. as he deserves. Born in Algiers to French parents, Solal has been based in Paris since the late '40s. Although a modernist, he was flexible enough to record an album with Sidney Bechet in 1957 and make other records with Django Reinhardt, Don Byas, and Lucky Thompson. Solal has been primarily heard with his own trios through the years although he has recorded several notable albums with Lee Konitz. (Scott Yanow - All Music Guide) Martial Solal (born August 23, 1927 in Algiers, Algeria) is a French jazz pianist and composer, who is probably most widely known for the music he wrote for Jean-Luc Godard's debut feature film "À bout de souffle" (1960). Solal was the son of an opera singer and piano teacher, who learnt the instrument from the age of six, settling in Paris in 1950. He soon began working with leading musicians including Django Reinhardt and expatriates from the United States like Sidney Bechet and Don Byas. He formed a quartet (occasionally also leading a big band) in the late 1950s, although he had been recording as a leader since 1953. Solal then began composing film music, eventually providing over twenty scores. In 1963 he made a much admired appearance at the Newport Jazz Festival in Rhode Island; the Newport '63 album purporting to be a recording of this gig is actually a studio recreation. At this time, his regular trio featured bassist Guy Pedersen and drummer Daniel Humair. From 1968 he regularly performed and recorded with Lee Konitz in Europe and the United States of America. In recent years, Martial Solal has continued to perform and record with his trio. Throughout his career he has performed solo, and during 1993-94 he gave thirty solo concerts for French Radio, a selection of performances from which were subsequently released in a 2CD set "Improvise Pour Musique France", on JMS Records.

Si vuole ringraziare per questo post Roberto Valentino e Wikipedia da cui molte informazioni sono tratte

08 aprile, 2007

Tre Volte Claudia

Oggi è Domenica di Pasqua, ma il mio pensiero corre sempre al Sabato. Infatti è quello il giorno che trovo piu’ consono a me. E il pensiero va sempre a Lei , a Maria. Il sabato è per me il giorno in cui apparentemente fede e ragione non si fondono, ma si contrappongono. E' il giorno dell'abbandono totale a Dio. Maria ha incontrato Dio, ne ha fatta esperienza, ne ha avuto testimonianza, ne ha ricevuto un grande Dono. Quel Dio che tutti chiamano Glorioso, Misericordioso, che suo figlio le ha insegnato a Chiamare Padre, che Gesu’ stesso non esita a definire Amore, ecco quel Dio ha permesso che suo figlio fosse crocifisso, tolto da lei senza che apparentemente nel mondo nulla fosse cambiato. Il male che vince sul bene, le trame politico – militari che vanno inesorabilmente per la loro strada, ladri che continuano a rubare, poveri che continuano a morire, padroni che continuano a sfruttare…... Maria non aveva ancora davanti a se’ la Pasqua di resurrezione…..
Pensate allora alla Forza di questa Donna. Premesso che un Dio esista chi si sarebbe potuto ancora fidare di Lui dopo tutto questo ? Chi avrebbe ancora potuto aver Fede in un progetto d’amore. Cosa avra’ detto Maria alla sua ragione, a quella ragione che le ha imposto di andare a trovare, gia’ gravida, la cugina Elisabetta anche lei in attesa per “verificare “ la Parola Di Dio ?
Ecco è il sabato il mio mondo. E’ il giorno in cui Dio si riposa dopo aver creato il Mondo lasciandolo nelle mani degli uomini e della loro ragione. E’ il giorno degli uomini. E’ il giorno di Gesu’ uomo.

E guarda caso è proprio un Sabato che ho incontrato Claudia Koll per l’ultima volta. Ma andiamo per gradi.

La Prima Volta.

La prima volta ho incontrato Claudia Koll attraverso gli schermi tv. Non ho molto da dire su questo primo incontro se non un particolare che mi ha colpito fin da subito : I suoi occhi. Una cosa che ho sempre fatto quando guardo film o foto è quella di fissare gli occhi per capire le emozioni che trasmettono . La Bellezza spesso confonde, gli occhi fanno piu’ fatica a mentire. E gli occhi di Claudia trasmettevano voglia di liberta’ e verita’, qualunque essa fosse.

La Seconda Volta.

La seconda volta ho incontrato Claudia attraverso un amico, Enrico Cattaneo. L’argomento era Dio, o meglio l’esperienza che l’uomo può fare di Dio. Mi ricordo ancora che avevamo davanti a noi il Vesuvio , a destra il mare e di contorno bellissimi colori e profumi. Napoli è veramente una citta’ in grado di farti innamorare. In questo contesto Enrico mi passa un articolo ed ecco che mi ricompare davanti il suo nome : Claudia Koll. Di primo acchito mi sono venute in mente tutte le discussioni avute con i miei amici sullo star system e su come la gente sia capace di riciclarsi pur di continuare ad apparire. Tuttavia dopo aver letto quell’articolo ciò che mi interessava di piu' era conoscere Claudia e “verificare” la sua esperienza, un po’ come Maria con Elisabetta ( naturalmente con i dovuti distinguo del caso )

La Terza Volta.

Ora siccome la mia pigrizia è proverbiale non sono io che ho cercato Claudia ma è lei che mi ha trovato proprio fuori da casa mia, in quel di Concorezzo in occasione del suo ultimo impegno teatrale " Prigioniero della seconda strada". L’occasione è stata ghiotta e con il suo consenso ho “registrato” il nostro incontro. La calma che ha saputo donarmi, la sua fragilita’ ma anche la sua sicurezza e grande Fede mi hanno lasciato veramente “innamorato” di quell’incontro cosi’ che ho deciso di proporlo a tutti voi. Piu’ avanti in un post specifico parleremo anche di cosa faccia ora. Ma per il momento vi lascio con questa piccola intervista che vuole essere il regalo di Pasqua di Radio Moonlight.

Buona Pasqua a tutti.

06 aprile, 2007

Venerdi Santo

Non c'è nulla di più alto di una croce per poter contemplare il mondo.


L'autore che proponiamo per la riflessione del Venerdì santo non è certo dei più esemplari: fu archeologo, combattente, agente segreto, avventuriero e saggista. Innamorato del Vicino Oriente, ove aveva vissuto e tramato, era stato così esaltato in patria da essere definito da Churchill come «uno dei più grandi uomini del nostro tempo». Sto leggendo qua e là i Sette pilastri della saggezza (1935) di Thomas Edward Lawrence (1888-1935) e mi colpisce la frase che ho pensato di adattare al giorno della crocifissione di Cristo. Dall'alto della croce più che non dal piedistallo solenne di un trono si riesce a capire il mondo. Da lassù vedi la verità della crudeltà degli uomini, la loro meschinità di traditori, la fedeltà dei veri amici, la generosità di chi rischia la carriera pur di non piegarsi al Crucifige! della massa. Attorno al seggio alto del potere si ha, invece, solo adulazione, falsità, ipocrisia. Ma, se stiamo al Vangelo di Giovanni, c'è un altro valore nella croce di Cristo. Essa ha una forza attrattrice che porta a sé l'umanità: «Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (12, 32). Il crocifisso, infatti, nonostante la grettezza mentale di alcuni, è un «segno universale del dolore umano, della solitudine della morte, dell'ingiustizia prevaricatrice», come affermava Natalia Ginzburg. Ma per i credenti è anche un segno di liberazione, di salvezza e di speranza. Scriveva un'altra donna, Edith Stein (s. Teresa Benedetta della Croce): «La croce si staglia in alto ed è il simbolo trionfale con cui Cristo batte alla porta del cielo e la spalanca per noi».

Gianfraco Ravasi ( fonte Avvenire )

05 aprile, 2007

Giovedi Santo

Fede non è sapere
che l'altro esiste
è vivere dentro di lui
calore nelle sue vene
sogno nei suoi pensieri.
Qui aggirarsi dormendo
in lui destarsi.
Lalla Romano.


Negli ultimi anni della sua lunga vita (è morta a 95 anni nel 2001) l'ho spesso incontrata e ascoltata nella sua casa milanese di via Brera. E sempre il discorso correva oltre le frontiere della ragione, verso i campi della fede, dell'amore, del mistero. Lei, "laica" come si è solito dire oggi, ha detto a me credente parole bellissime sulla fede, proprio come quelle che ho proposto a tutti oggi, giovedì santo, desumendole da una sua raccolta poetica del 1974, Giovane è il tempo (Einaudi).
Credere è, certo, anche un po' sapere, ma è soprattutto comunione di vita con l'Altro, è vivere dentro di Lui, pulsando nel suo cuore, percorrendo il suo pensiero, abbandonandosi a Lui nel sonno, consapevoli - come dice la donna del Cantico dei cantici - che «anche dormendo, il cuore veglia» e batte d'amore (5, 2). Sì, la fede è sorella dell'amore ed è proprio col linguaggio amoroso che i mistici hanno descritto i segreti del credere in Dio. Superiamo, allora, una religiosità fatta solo di sapere e di dovere, pur necessario come prima tappa, e inoltriamoci sulla via dell'intimità e della comunione, "vivendo dentro di Lui", facendo sì che anche Lui viva in noi, come aveva confessato san Paolo: «Cristo vive in me» (Galati 2, 20).

Gianfranco Ravasi ( Da Avvenire )

01 aprile, 2007

Sei Pop o country ossia Eva Cassidy v/s Donna Hughes

Questa settimana riprende il concorso " E Tu Che tipo sei ? " con una canzone davvero molto speciale, Time After Time, interpretata da Eva Cassidy ( Pop nel senso piu' nobile di questo termine ) e l'emergente Donna Hughes. (Country )Tra tutti coloro che parteciperanno al concorso verra' estratto un vincitore e il premio sara' proprio il cd dell'autrice che avra' scelto come preferita.
Buon Divertimento e buon Ascolto e Buon Compleanno a Radio Moonlight che il 4 Aprile compie un anno. Per votare è sufficiente inviarci una mail a simone.mlr@tin.it conla versione preferita

Casualmente anche Venerdi di Repubblica ha "partecipato" al sondaggi dicendo la sua nell'ultimo numero :

‘Eva By Heart’ è un classico della discografia di Eva Cassidy e venne pubblicato nel Settembre del 1998; la spendida voce di Eva Cassidy, scomparsa prematuramente proprio un anno prima di questa pubblicazione, continua ad affascinare milioni di ascoltatori, considerando le vendite del catalogo che ha superato i 5 milioni di copie in tutto il mondo, VENERDI’ di Repubblica di questa settimana ha inserito ‘Eva By Heart’ nella sezione GEMME OSCURE, intitolando il trafiletto UNA VOCE DA BRIVIDO; parole di elegio e grande considerazione per la mitica cantante scomparsa sono un rito che ogni giornalista non può fare a meno di esprimere, parlando delle svariate pubblicazioni della cantante americana.

Hanno partecipato al concorso e quindi all'estrazione del cd che avverra' giovedi 3 maggio con il metodo della Conta prendendo come riferimento la somma dei primi due numeri estratti sulla ruota di Napoli :

1 - Luca Masotto - Country

2 - Cristina - Pop -- Forse sarò di parte...ma Eva Cassidy è la mia preferita da sempre..un'artista poco conosciuta, dalla triste vita, che dovrebbe essere conosciuta molto di più. Voto Eva con la speranza che sempre più persone possano conoscerla ed apprezzarla---

3 - Manuela P. da Concorezzo - Pop

4 - Renato C - Pop

5 - Alberto B - Pop

6 - Andrea M - Pop --Ciao,non me ne voglia la pur brava Donna Hughes, ma la versione di Eva Cassidy è proprio di un altro pianeta...ascoltarla è magia pura (peccato che non può più deliziarci con la sua meravigliosa voce...).Quindi, se non si fosse capito, voto senz'altro per la versione di Eva Cassidy---

7 - Peppino D - Pop

8 - Lidia F - Country

9 - Monica B - Country

10 - Roberto P - Pop ---Premesso che sono un grande fans di Eva Cassidy per cui non potrei fare a meno di votarla in quanto la “amo” nel vero senso della parola!!!---

11 - Emanuele P - Country

12 - Umberto A - Pop --- Eva Cassidy NON SI BATTE!---

13 - Franco B -- Pop -- Sicuramente Eva Cassidy per la particolarità del suo canto e per averci lasciato troppo presto. Da non dimenticare anche la bella versione di Cindy Lauper (intramontabile). ---

14 - Letizia R da Concorezzo - Country

15 - Anto V - Pop

16 - Andrea C - Pop

17 - Federica R da Concorezzo - Country

18 - Amedeo C - Pop

19 - Abele P - Country

20 - Saverio F - Country

21 - Katia A - Pop

22 - Mattia C - Pop

23 - Walter T - Pop

24 - Fabrizio - Pop

25 - Diego C - Country ---La voce di Donna mi piace molto, mi ricorda la brava e, a suo tempo, bellissima Stevie Nicks ... ma l'assolo di banjo finale non mi sembra azzeccatissimo, mi sembra sfiori l'umorismo involontario ...
Eva invece purtroppo mi fa un effetto soporifero ... resto per la versione originale, e per quella di Miles Davis ...----

26 - Massimo - Country

27 - Massimo S. - Country

28 - Pietro M - Pop

29 - Giovanni A - Non si esprime ma ne accettiamo le motivazioni ---E' molto difficile, davvero molto, decidere.La versione di Donna Hughes, quella country, ha forse qualcosa in più ed è molto accattivante anche se dopo 1 minuto e 40 secondi si scolla e diventa leggermente eccessiva, spinta. Forse dovevano meglio amalgamarsi accompagnamento country (troppo bluegrass) e voce.La versione di Eva Cassidy è fantastica sia nell'esecuzione che nell'accompagnamento ma sembra una cosa già fatta, un pochino scontata.Insomma: posso partecipare al concorso senza esprimermi? Altrimenti mi costringete ad ascoltare altre venti volte entrambi i pezzi e... non è il caso.

30 - Gianluca O - Pop

31 - Flavia L da Concorezzo - Pop

32 - Raffaele C - Country

33 - Angelo C - Country

34 - Raffaele S - Pop

35 - Annalisa - Pop

36 - Luca G - Pop

37 - Massimo c - Country --- Indeciso fino all'ultimo.... Tra un "pop non troppo pop" e un "country non troppo country", facciamo Country.---

38 - Concetta C - Country

39 - Nicola C - Country

40 - Gruppo Lule Concorezzo - Country

RISULTATI --- L'esordiente Donna Hughes, che ha inciso il suo primo cd proprio quest'anno per la Rounder, si difende benissimo dal mito Eva Cassidy. Due interpreti veramente bravissime, l'una purtroppo gia' passata alla storia, l'altra ancora tutta da scoprire e Radio Moonlight non manchera' di seguire nel proseguimento della sua carriera. Un rinnovato ringraziamento a tutti voi per aver partecipato al concorso e in bocca al lupo per l'estrazione

Partecipanti = 40

Country = 17 --- 42 %

Pop = 22 --- 56%

Indecisi = 1 --- 2 %