25 marzo, 2008

Dormo Sulla Spiaggia, Qui Arrivano I Clienti.

SANTO DOMINGO (Repubblica Dominicana) — «La notte, quando non piove, dormo con gli altri sulla spiaggia, sotto le palme. Ogni tanto qualche turista ci avvicina nel buio. Che cosa vuole da noi? Rapporti orali, sexo por atrás». Josìa ha occhi verdi e capelli scoloriti dal sole, il sopracciglio tagliato da una cicatrice, «una manganellata della polizia », dice. Josìa vive sulle strade di Boca Chica, si porta indosso tutto ciò che possiede: un paio di pantaloncini da basket infilati sui jeans, una t-shirt lisa, in tasca una moneta da 25 pesos, meno di un dollaro. Josìa parla di sesso anale («por atrás») con l’indifferenza di chi nella vita ha già provato molto. Josìa ha 12 anni.

I Bimbi Sperduti di Santo Domingo dormono sulle sabbie immacolate di un’Isola- che-non-c’è: quella dei resort a 5 stelle e dei viaggi all inclusive, dove il ritmo del merengue scandisce giornate fatte di sole, mare e piña colada. Un’isola che esiste per i 4 milioni di stranieri che ogni anno sbarcano nei suoi aeroporti, ma non per gli 8,9 milioni di abitanti di un Paese che vanta l’11˚ posto nella classifica mondiale della disoccupazione, un Pil pro capite di 8.220 dollari (contro i 28.530 italiani), il 40% della popolazione di età inferiore ai 15 anni. I bambini vittime di sfruttamento sessuale sono almeno 35mila, chiunque può portarseli a letto per un pugno di dollari, dai 10 ai 30 dicono le stime. Per un turista, il prezzo di una cena. Per un dominicano, la paga di una settimana.

Sulla spiaggia di Las Terrenas, nel nord della penisola di Samanà, si sente parlare quasi solo italiano. Giovani coppie con figli, comitive di pensionati, villette immerse nel verde. Nessuno sembra far caso al turista sessantenne che amoreggia con due ragazzine, a mollo nell’acqua trasparente. Abbracci, carezze, baci appassionati. I costumi scollati rivelano seni inesistenti, i fianchi sono appena pronunciati. Non hanno più di 14 anni. A Boca Chica, nel sud del Paese, l’ora dello «struscio » scatta alle 7, quando il buio cala su sdraio e ombrelloni. Davanti ai pub di Calle Duarte sfrecciano i motorini. A bordo, turisti di mezza età che rallentano di fronte alle dodicenni in minigonna ferme sui marciapiedi. Niente bordelli in stile Bangkok: qui il mercato della carne avviene alla luce del sole, senza pudori o sensi di colpa; per il gruppo di trentenni romani alle prese con un cuba libre al bancone del bar, l’adolescente con le treccine che si lascia accarezzare le gambe con sguardo assente è solo un piacevole elemento d’arredo.

Del resto, l’all inclusive è la formula che, da queste parti, va per la maggiore. «I turisti valutano le opportunità: ci sono la barriera corallina, la Zona Coloniál (il centro storico di Santo Domingo, patrimonio dell’umanità, ndr)... e poi, perché no, si può fare sesso con minorenni», commenta amara Maria Elena Asuad, che per l’Unicef segue i progetti di contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori nella Repubblica. «Quando si parla di questo problema, il focus è sempre sull’Asia. Ma oggi le rotte si sono spostate». Le nazionalità «sotto accusa»? Sempre quelle, in ogni angolo dell’isola: Italia, Germania, Francia, Canada. Qualche svizzero, pochi americani. Da Puerto Plata a Boca Chica, Punta Cana, Samanà: «Tutti i luoghi dove c’è una spiaggia e un intorno urbano sono a rischio», spiega Camilo Medina, della Fondación Azúcar. Nella sede scalcagnata dell’associazione, a Las Terrenas, gli scaffali sono carichi di fascicoli su casi di violenza a danno di minori; a farla da padroni sono i «turisti della seconda casa, che stanno qui 3-4 mesi, stabiliscono un rapporto di fiducia con la famiglia... Ma denunciarli è quasi impossibile: se la legge (la 136/2003) è buona, le politiche di attuazione sono inefficienti». Perché per un arresto servono le prove. E prima ancora, una denuncia. «Ma guardi che qui le ragazze si sviluppano presto — sbotta Nathalie, una francese sui 35 anni che a Las Terrenas gestisce un’agenzia turistica —, sono loro che si offrono ai turisti...». «Un ex diplomatico italiano —ricorda la Asuad— mi disse: meglio, così gli danno qualche soldo per mangiare, no?». In Calle del Carmen i bambini giocano nei canali di scolo, le strade sono fiumi di fango, le baracche si appoggiano esauste alle recinzioni di ville hollywoodiane. Una ragazzina in tacchi alti e hot pants candidi aspetta nel buio.

A Santo Domingo, le statistiche dicono che la clientela dei «baby prostituti» è in maggioranza nazionale. A Boca Chica, l’associazione Caminantes accoglie i niños de la calle fuggiti da un padre stupratore, una madre prostituta. «Ma qui vediamo uomini camminare per il barrio sventolando mazzette di euro, resort dove le turiste si portano in camera ragazzini di 14-16 anni — racconta la responsabile, Denisse Pichardo —. È inutile: lo straniero che viene qui lo fa per il sesso. Per i responsabili del settore, l’85% dei turisti sono famiglie; ma lo chieda ai dipendenti, cosa capita nelle stanze...». Quanto a quello, basta sfogliare le pagine del Listín Diario: «In un hotel di Boca Chica hanno scoperto un turista che realizzava pellicole porno con minori », ricorda il caporedattore Tomás Aquino Méndez. Dieci anni fa, stesso luogo, un italiano è stato ucciso da un 13enne che imbottiva di droga, filmando gli abusi. «Dopo sei anni di galera è venuto da noi. Completamente impazzito », dice Denisse.

Allo scalo internazionale Las Américas, chi sbarca è accolto da un cartello: «L’uso di minori per prostituzione e pedopornografia è punito con il carcere (fino a 10 anni) e multe (fino a un milione di pesos)». È uno dei risultati del lavoro della Commissione interistituzionale contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori (che riunisce governo e Ong, Unicef e Ilo, associazioni del turismo, polizia...). I fronti aperti sono molti, dalla campagna realizzata con Unicef, Ecpat e cooperazione italiana alle 9 «case di accoglienza » per minori a rischio, alle convenzioni con hotel e guide turistiche. Perché «l’abuso sessuale è un crimine. Ignorarlo pure», ricorda uno spot in tv. Alle 19.30, ai tavolini del Café Las Flores, in piena Zona Coloniál, un americano sui 65 anni, occhialini dorati e barba da Babbo Natale, circonda con un braccio la vita di una ragazzina di 14, forse 15 anni. Il flusso di turisti prosegue oltre, lo sguardo fisso sui negozietti di sigari e souvenir.

Gabriela Jacomella

Nota Della Redazione : Si ringrazia Gabriela per gli ultimi due articoli pubblicati.
Come detto in precedenti post il nostro blog vede nello sfruttamento sessuale di minori e donne e nella povertà le due piaghe che in questo periodo storico pesano piu' di altre sulla coscienza dell'umanita' cosidetta giusta e perbene.

La crisi economica e istituzionale va sempre di pari passo con la crisi morale di un paese. Fino a quando continueremo a chiudere gli occhi su questi problemi l'Italia e l'Europa non potranno che continuare a conoscere un lento ma inesorabile declino.

Un Orrore Di Primato.

È giovane, ha poco meno di 30 anni. È tecnologico, scivola nei meandri della Rete come un pesce dentro l’acqua. È di cultura media, non necessariamente con un reddito alto, e ama visitare un po’ tutto il mondo, dal Kenya alla Colombia, dalla Cambogia all’Ucraina. Ed è, sempre più spesso, italiano.

Il nuovo identikit del «turista sessuale con minori » — definizione giuridicamente asettica, che cela l’orrore di due milioni di piccole vite violentate e spezzate per sempre — è un pugno nello stomaco del nostro Paese. Sono oltre 80.000 i viaggiatori che ogni anno lasciano la Penisola per andare a caccia di sesso proibito, con bambini e adolescenti; non solo pedofili (il 3% del totale), ma soprattutto uomini e donne normali. Lo dicono i dati raccolti dall’Ecpat (End Child Prostitution, pornography And Trafficking in children for sexual purposes), una rete internazionale di Ong presente in 70 Paesi. In Italia, Ecpat è attiva dal 1994 (www.ecpat.it). Nel 1998 le sue azioni di lobbying hanno contribuito alla nascita della legge 269 (poi migliorata dalla 38/06), che combatte lo sfruttamento di prostituzione, pornografia e turismo sessuale a danno dei minori, anche quando il fatto è commesso all’estero; è grazie a questa normativa che nel marzo 2007 il veronese Giorgio Sampec è stato condannato a 14 anni di carcere, e nel settembre scorso, a Trento, un 55enne è finito in manette per aver commesso atti sessuali con ragazzine thailandesi e cambogiane tra i 12 e i 16 anni. Nel 2000, infine, Ecpat ha promosso il «Codice di condotta dell’industria italiana del turismo».

Ma nella primavera 2008, per Ecpat Italia è di nuovo allarme rosso. «Negli ultimi anni— spiega il presidente, l’avvocato Marco Scarpati—l’italiano ha scalato pesantemente i primi posti di questa terribile "classifica": se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in Kenya (il 24% dei clienti di prostituti/e minorenni è italiano, contro il 38% di "locali"), Repubblica Dominicana, Colombia...». La soglia di attenzione si alza, e si abbassa l’età del turista sessuale, «che non corrisponde più al cliché del "vecchio ricco e bavoso". La media è intorno ai 27 anni, i low cost permettono di spostarsi di più, il Web consente di gestire tutto da soli e di oltrepassare le "dighe" che avevamo cercato di erigere a difesa di questi ragazzi». Come gli accordi con catene alberghiere e tour operator, che in alcuni Paesi vietano l’ingresso in hotel ai minori non accompagnati da un genitore o un tutore. O le alleanze con i tassisti, sguinzagliati a «controllare» i predatori di bambini. «Ma oggi il turista sessuale sa come trovare un autista clandestino, alberghi "senza stelle" e senza formalità, contatti locali che lo aiutino a "cavarsela" in caso di denuncia...». E i nuovi territori di caccia si spingono in luoghi lontani e quasi dimenticati: in Mongolia, per dire, una segnalazione ad Ecpat Italia «ha rivelato l’esistenza di tour operator che organizzano viaggi a sfondo sessuale, presentandoli come battute di pesca sportiva». Tutto online, sfuggente, inafferrabile; intercettare i flussi è complicato e costoso, il materiale si scambia in siti peer-to-peer che come garanzia per l’ingresso richiedono foto del «candidato » impegnato in situazioni hard con minori.

Dai dossier di Ecpat, nati da indagini sul campo e dossier medici, interviste a beach boys e giovanissime jineteras («i ragazzi in genere sono più grandicelli, dai 13 ai 18, per le bambine la fascia è 11-15 anni»), affiora il ritratto «di un italiano turista del sesso che in Kenya, ad esempio, una volta su 2 non vuole il profilattico. In molti poi filmano gli incontri, anche con il cellulare, e li mettono in Rete». C’è poi il mondo inesplorato del turismo sessuale femminile, «fatto di donne dal reddito e livello culturale alti; le mete? Kenya, Gambia, Senegal, ma anche Cuba, Brasile, Colombia». Da parte sua, Ecpat non sta con le mani in mano: ci sono i progetti di cooperazione e i centri di recupero nei Paesi a rischio (tra gli ultimi nati, quello in Bulgaria, «ci arrivano bambini che hanno avuto fino a 6.000 "clienti" l’anno»), formazione congiunta per poliziotti italiani e stranieri, progetti di campagne sociali («se l’età del turista sessuale è calata in modo così drammatico, questo significa che la prevenzione, qui, va fatta sin dall’adolescenza»). Perché l’Italia, Paese d’origine di tanti predatori del sesso, è anche in prima fila tra chi li combatte: «Come finanziamenti governativi, siamo al primo posto in Europa e sul podio mondiale. Un impegno costante, dal 2000 ad oggi», conferma Scarpati. L’appuntamento, ora, è per il III Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei minori, organizzato da Ecpat, Unicef e Ong per la Convenzione dei diritti dell’Infanzia. Luogo: Rio de Janeiro. Data: dal 25 al 28 novembre prossimi. L’Italia, anche stavolta, ci sarà.

Gabriela Jacomella

Tratto Dal Corriere Della Sera.

18 marzo, 2008

Artist Spotlight : Lucinda Williams Live

Neil Young v/s Jeff Healey

TORNANO I CONCORSI DI RADIO MOONLIGHT

Questa settimana vogliamo fare un tributo a Jeff Healey e per questo abbiamo scelto la bellissima Like An Hurricane quale canzone per il nostro concorso. Avrete la possibilitla' di ascoltarla interpretata prima in versione acustica ( organo e armonica ) da N. Young e poi in versione piu' blues da Jeff. Buon Ascolto e votate inviandoci una mail con la vostra preferenza e i vostri commenti ( che poi pubblicheremo sul nostro blog )

PER ASCOLTARE I DUE BRANI CLICCA QUI O DIGITA

http://www.radiomlr.it/Concorso/index.html

Il concorso terminera' 19 marzo alle ore 24.00 e tra tutti coloro che parteciperanno verra' estratto un vincitore sempre usando come riferimento il primo numero estratto sulla ruota di Milano di Sabato 22 Marzo. Il premio è il nuovo cd di Jeff Healey.

ECCO COME AVETE VOTATO FINO AD ORA

1 - Andrea A. - Neil Young
Commento : Ragazzi, ma è un confronto che non può esistere... con tutto il rispetto, come si confrontare Young con Healey?... sono di due categorie completamente diverse, è come un combattimento tra un peso massimo e un peso leggero: non c'è storia, non ha senso!... :-)

2 - Francesco T - Neil Young
Commento : Con tutto l' amore e il rimpianto per il grande Jeff Healey, di cui ho tutti i dischi e ho assistito ad entrambi i concerti italiani, la versione che preferisco e' quella di Neil Young. Intanto il brano e' suo, e si sente. Poi per quanto il buon Jeff fosse un grandissimo bluesman e chitarrista. Neil Young e' il piu' grande genio musicale vivente. Non c'e' confronto con nessuno!! Saluti carissimi. Francesco

3 - Nicola C - Neil Young
Commento - Un soud nostalgico per Neil Young

4 - Andrea L - Jeff Healey
Commento - IO PREFERISCO LA SECONDA SOPRATUTTO PERCHE' E' PIU' ORECCHIABILE E MI SEMBRA UN PO' PIU' MODERNA.

5 - Lorenzo U. - Jeff Healey
Commento - Lasciando perdere l'esecuzione tecnica (sarà l'alcool) dei due personaggi direi che preferisco di gran lunga quella di Jeff Healey, decisamente più movimentata e roccheggiante... Anche se con un arrangiamento molto classico e a volte un po' scontato. Vocalmente preferisco Neil Young ma l'impostazione è troppo malinconica. Va bene se hai appena bevuto molto!

6 - Giovanni A - Neil Young
Commento : Preferisco la versione di Neil anche se quella di Jeff non è nienete male!!!

7 - Emanuele P : Jeff Healey

8 - Franco B : Neil Young
Commento : La mi scelta cade su Neil Young, il quale non credo abbia bisogno di presentazioni. La sua versione di Like a Hurricane, contrapponendosi al titolo, è più acustica ed intima e la sua voce inimitabile. Bella anche l’altra versione del compianto Jeff Healey, molto diversa nell’interpretazione e più appassionata.

9 - Francesco C : Jeff Healey
Commento : Questa è dura da decidere. La versione di Neil Young è quella autentica, dell'autore dovrebbe quindi essere superiore e però non si può fare a meno di citare la bravura ed il pathos della versione di Jeff Healey che ci ha lasciato con un ottimo ultimo album, possa riposare in pace. Voto per Jeff Healey

10 - Gianluca D : Neil Young

11 - Renato C : Jeff Healey
Commento : Preferisco sicuramente la versione di Jeff Healey; quella di Neil Young, pure bella, ma sentita e risentita troppe volte...

12 - Sergio : Neil Young
Commento : bellissimo pezzo cantato stupendamente dal grande Neil che preferisco naturalmente

13 - Edo : Neil Young
Commento : scelgo Neil Young, perchè la sua versione con l'organo fa venire la pelle d'oca. Non c'è più l'elettricità selvaggia, ma la carica emotiva rimane la stessa... anche i walkabouts hanno fatto una gran versione di questa canzone...

14 - Gianluca : Jeff Healey
Commento : Molto bella la versione di Young, ma forse sin troppo "ieratica"!
Preferisco quella di Jeff Haley.
Complimenti per tutto il vs. lavoro, leggere le vs. mail con aggiornamenti e spunti musicali è diventato un piacere a cui non saprei più rinunciare.

15 - Flavio F : Jeff Healey
Commento : Premetto che è molto difficile scegliere,anche perchè i due artisti sono di caratura e di provenienza musicale molto diversi,non ho perà mai amato Young,quindi voto per la versione di Healeymolto più blues e con una grinta a cui l'ARTISTA ci aveva abituato.
Grazie Jeff.

16 - Maicol P : Jeff Healey
Commento : bellissime entrambe ma per il compianto jeff vince

17 - Raffaele C : Neil Young
Commento : Ciao a tutti, la versione che preferisco è sicuramente quella di Neil Young.
Un caro saluto

18 - Flavio B : Jeff Healey
Commento : Preferisco la versione di Jeff Healey

19 - Carlo : Neil Young
Commento : Ciao, decisamente meglio Neil Young, sarà perchè lo ascolto da diverso tempo

20 - Simone S : Neil Young
Commento : Direi che non c’è dubbio: Neil Young! Senza nulla togliere al grande Jeff ed alla sua memoria!

21 - Enrico P : Jeff Healey......non sò perchè ma oggi mi sento più cattivo(sarà che è lunedi mattina)

22 - Walter T : J E F F H E A L E Y
Commento : J E F F H E A L E Y è come vedere le stelle anche se piove ! ! !

23 - Antonio D. F. : Neil Young
Commento : Jeff Healey è molto bravo ed ho avuto anche modo di ascoltarlo in concerto…ma sono stato e sono troppo innamorato del vecchio californiano/canadese.
Il mio voto è pertanto x NEIL YOUNG
Ciao !

24 - Raffaele M : Jeff Healey

25 - Ranze : Neil Young
Commento : Ciao Nelly,
Io preferisco la prima versione (Neil Young)! La versione di Jeff Healey (per quanto possa capire di musica) e' troppo rock, a tratti assomiglia, nel modo di cantare, a Bruce Springsteen (per quelle poche canzoni che ho ascoltato).

26 - Andrea C : Jeff Healey
Commento : scelgo Jeff Haley: molto più convincente e accattivante. Il sound è migliore e anche la voce è migliore
Andrea

27 - Marco : Neil Young
Commento : Neil Young (o forse Nelly Young).
Commento Della Redazione : Il mio cognome ( Veronelli ) è divenuto in lunghi anni Nelly. E un Nelly Young è un bellissimo complimento visto anche gli ultimi malanni di stagione che rendono in me sempre piu' solida e profonda la consapevolezza che ormai il Young è un agettivo che sta andando nella mansarda dei ricordi. Comunque grazie a Marco.

28 - Alessandra A : Neil Young
Commento : Una versione molto ben arrangiata e personale. Ho sentito un "hurricane" di emozioni arrivare.. :-)
Ciao

29 - Leo : Neil Young
Commento : Decisamente meglio la versione di Neil Young, (forse avevo gia' deciso prima ancora di ascoltare, lo ammetto) voce incerdibile, e' sempre un piacere ascoltarlo.
L'altro, non so chi sia...ehem...ma non e' che abbia apprezzato particolarmente.
Comunque canzone molto molto bella, grazie.

30 - Giacarlo C : jeff healey

31 - I like the version by Neil Young best for his singing makes a stronger impression to me. Musicwise spoken there is little difference: both very skilful and intense, lots of emotion in both versions. Maybe I like Neil Young's version also more because he needs lesser time than Healey to put forward his message.
Both versions are almost equally strong but in my humble opinion Neil Young's version is just a little bit stronger.
Kind regards from Eddy B. , Bemmel, The Netherlands.

32 - Bizio : Jeff Healey
Commento Difficile scegliere!! Neil è stupendo, però Jeff in questo caso ti fa battere il piede anche se non vuoi, quindi voto per Jeff.

E il vincitori è il numero 21
Enrico P dalla provincia di Varese.

( Metodo estrazione : il numero uscito sulla ruota di milano sabato 22 marzo è 85. Avendo risposto in 32, con il metodo della conta ( 32 + 32 + 21 = 85 ) il vincitore del concorso è il numero 21.
Grazie mille e alla prossima.

La Parola Ad Agnese Moro

"Ricordo mio padre mentre mi teneva per mano, quando mi portava di notte un bicchiere d'acqua, quando mi accompagnava al circo, a teatro e a cinema a vedere i film western. Film che lui non riusciva a seguire e dei quali, all'uscita, mi chiedeva di raccontargli la trama...Sono qui per ricordare non solo mio padre Aldo Moro, ma anche i suoi compagni di viaggio: Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Non accada mai più che i loro nomi vengano dimenticati".

[Agnese Moro, sociopsicologa, figlia terzogenita dello statista rapito il 16 marzo 1978 e ucciso dopo 55 giorni di sequestro,intervenendo ieri a Viterbo all'incontro "Per non dimenticare Aldo Moro, per conoscere la nostra storia", organizzato dalla Provincia, in collabrazione con l'Archivio Flamigni, l'Archivio di stato e la Cgil di Viterbo. In altre dichiarazioni a diversi mezzi d'informazione Agnese Moro, autrice di un "Un uomo così",un centinaio di pagine ricche di ricordi personali che presentano lo statista in termini non ufficiali e non pubblici, ha detto anche: "Credo dentro di me, di avere, è una parola grossa, comunque di aver un po' perdonato tutti. Però dovrebbero anche loro fare la loro parte. Da parte di chi ha partecipato alla lotta armata dovrebbe nascere un senso di responsabilità nei confronti della collettività e quindi anche sentire la necessità di dire la verità su tutto quello che è successo in quegli anni".]



Fonte : Misna

07 marzo, 2008

Sedon Salvadie vs Lautari

LA SEDON SALVADIE
VS
LAUTARI
TORNANO I CONCORSI DI RADIO MOONLIGHT

Questa settimana si scontrano due culture completamente diverse ossia quella sicula e quella veneta. I rappresentanti sono da una parte Massimo Bubola e La Sedon Salvadie e dall'altra il gruppo prodotto dalla stessa Carmen Consoli i Lautari.

Ciò che accomuna queste due sensibilita' tradizionali è Lu Cielu o Il Cil troppo grande per noi.... Grande quanto la nostra libertà.
Buon Ascolto a tutti.... E votate.

1 -Antonio D F : Voto x I LAUTARI …e brava Carmen

2 - Francesco U : Preferisco decisamente "Il Cil Da L'Irlande" anche se la melodia è forse un po' meno originale (magari sono io che non conoscevo l'altra canzone).

3 - Marco : sono attratto dal premio...lo confesso! per questo voto i Lautari ! si sente il "tocco" di Carmen Consoli...

4 - Fede J : a me piace il cielo d'irlanda... sarò brianzola inside, ma il siculo non mi piace...

5 - Andrea L : io preferisco la prima ( Lautari ) , mi sembra piu' nuova piu' romantica. la seconda e' troppo normale.

6 - Andrea C :Voto x I LAUTARI mi piace decisamente di più.

7 -Fulvio : Preferisco il brano dei Lautari. Grazie

8 -Lefti A : La Sedon Salvadie... molto più originale... molto più bello... molto più... tutto.

9 -VINCENZO M : sedon salvadie
Commento : Massimo Bubola è più completa, è più "musica".

10 - Bisio : Il Cil Da L'Irlande! Senza dubbio!
W l'Irlanda, W il buon vino!

11 - Fabrizio I : sedon salvadie

12 - Edu : Lautari
Commento : Ascoltati e prefersico i Laudari. Sono entrambi generi godibili e che apprezzo molto; le “radici” mi son sempre piaciute, anche nella musica americana, figuriamoci in quella “nostrana” (ed ecco perché apprezzo molto anche De Sfroos…). E’ forse questo il motivo per cui preferisco il pezo dei Laudari, magari anche perché sono poco obiettivo perché so bene che il gruppo collabora con una
Grande cantautrice italiana…la mitica Carmen Consoli !!! (il cui ultimo album è a mio parere un capolavoro, quasi a livello, mi si perdoni l’irriverenza, del mitico e compianto Fabrizio…)

13 - Roberto P : Lautari
Commento : Devo dire sinceramente che ho avuto seri problemi nello scegliere l'uno o l'altro brano ambedue a mio avviso semplicemente "fantastici" ma, considerando che sono Italiano e che amo la Sicilia come la sua cultura, scelgo "Lu Cielu di Sicilia" come mio brano preferito.
Grazie come sempre per l'opportunità di farci conoscere anche la musica folcloristica e non solo !!!

14 - Luigi : Voto Il Cil Da L'Irlande

15 - Luigi G - LA SEDON SALVADIE
Commento : Molto più ritmata e divertente l’altra un po’ da vecchietto nostalgico!!

16 - Max C -Lautari
Commento : Sarà per le origini, sarà per dei suoni che in qualche modo sono al primo ascolto più familiari, insomma... LAUTARI

17 - Marcello C : Lautari
Francamente preferisco Lu Cielo di Sicilia.

18 - Saverio F : La Sedon Salvadie- Il Cil Da L'Irlande

19 - Pietro C : Lautari
Commento : La scelta è veramente difficile. Da una parte cè la stima per un grande autore (Bubola) ed una grande interprete, oggi tornata sugli allori, la Mannoia (oltre che l’eleganza e l’originalità dell’attuale interpretazione),
dall’altra l’affetto per le italiche radici e la possibilità di un raro ascolto in dialetto trinacrico. Un po’ ricorda anche il primo Conte, no?
Però devo dare una preferenza. Scelgo il cielo di Sicilia!

20 - Andrea R : LA SEDON SALVADIE

21 - Francesco B : La Sedon Salvadie
Commento : Credo di avere qualche antenato celtico .... IL CIL DA L'IRLANDE (tra l'atro la copertina del CD omonimo è bellissima)

22 - Andrea M : Lautari - ju non sugnu'n pueta
Commento : dice così il collega che devo lasciare un commento...
povera fiorella mannoia!

23 - Renato C : Lautari
L'emozione mi fa preferire i Lautari.

24 - Francesco S : LA SEDON SALVADIE - IL CIL DA L'IRLANDE.
Commento : Porgo cordiali saluti e complimenti per il sito: uno tra i più seri!!

25 - Enzo P : padano di nascita .......ma preferisco LAUTARI


26 - Franco B : La Sedon Salvadie
Commento : La mia scelta cade per ragioni affettive con il Friuli più che per le capacità intrinseche dei due gruppi su: La Sedon Salvadie Anche se non è il genere di musica che ascolto più di frequente devo dire che la musica “etnica” o “folk” (se vogliamo imprigionarla dentro una definizione) riesce ad esprimere attraverso le note e le parole e le forme melodiche la forza culturale dei popoli, forza che spesso è una rabbia interiore. L’Italia pienamente dimostra in tutta la sua lunghezza l’enorme quantità di materiale musicale e di musicisti validi e riconosciuti non solo in campo Jazz. In definitiva due brani diversi non solo geograficamente ma anche nella loro struttura e due belle voci.




Fuori Termine Utile Per Il Concorso ma comunque comunichiamo il suo voto :
- Salvatore G. - Lu Cielu di Sicilia



Il vincitore verrà estratto con il metodo della conta.
Il numero utilizzato come rifermento per la conta stessa sara' il primo numero estratto sulla ruota di milano di sabato 8 Marzo
Ricordiamo a tutti che il concorso terminera' alle ore 24.00 di Mercoledi 5 Marzo .

Non sono neanche passate 24 ore...

Non sono passate 24 ore dal nostro precedente post sullo sfruttamento sessuale dei bambini che oggi cosa appare su repubblica ...

ROMA - Un turista italiano è stato arrestato in Cambogia con l'accusa di abuso sessuale su sei bambini. Lo rende noto l'Ecpat-Italia (Onlus affiliata alla End Child Prostitution Pornography and Trafficking) che riferisce informazioni ricevute da Ecpat International e dalla polizia locale. L'uomo ha 43 anni, ed è stato arrestato a Sihanoukville, martedì notte mentre era in compagnia di un gruppo di bambini. L'uomo di cui non si conosce la città di provenienza, è in attesa di un processo; è accusato di aver molestato quattro bambine e due bambini, tra gli otto e i tredici anni.

Sinanoukville, dove è stato arrestato l'italiano - riferisce Ecpat - è la più importante città cambogiana sul mare: dieci anni fa c'era una mezza dozzina di guest houses. Oggi, fra alberghi di lusso e pensioni, i posti letto sono centuplicati, e centuplicati sono i bambini sfruttati. Lo sviluppo economico viene pagato anche con le vite dei bambini, che perdono la loro libertà e diventano schiavi. Proprio a Sihanoukville aprirà presto un centro finanziato da Ecpat Italia e dalla Ong italiana CIFA per la prevenzione dello sfruttamento sessuale da parte di turisti. "Se le accuse dovessero essere confermate - afferma Marco Scarpati, presidente di Ecpat-Italia - ci troveremmo ancora una volta di fronte ad un caso di turismo sessuale a danno di minori, in quella Cambogia in cui da anni lavoriamo con dei progetti per tenere i bambini lontani dal mercato del sesso. Purtroppo sempre le solite scene. Un turista straniero che con due soldi compra su una spiaggia un bambino".


Secondo stime di Ecpat, i bambini schiavi del mercato del sesso in Cambogia sono circa 20.000. Rapiti o comprati dalle mafie alle famiglie spesso inconsapevoli, sono poi rivenduti ad altre organizzazioni criminali per farli prostituire in strada o nei bordelli. Ecpat-Italia ha attualmente due progetti di prevenzione in Cambogia."Proprio qualche mese fa abbiamo portato i bambini che sosteniamo a distanza, in gita al mare a Sihanoukville - afferma Scarpati - offrire loro la possibilità di andare a scuola, di avere una vita dignitosa per loro e le proprie famiglie e garantire le cure mediche, è la strada maestra per tenere i bambini lontani dal mercato del sesso".

06 marzo, 2008

Steve Earle Presenta Il Suo Nuovo Album



Si vuole ringraziare per questo video You Tube

05 marzo, 2008

04 marzo, 2008

Pubblicita' e Progresso By Nicola C.

Tra il XVI e il XIX secolo la trata degli schiavi dall'africa ( una delle piu' atroci crudelta' umane ) ha causato 11,5 milioni di vittime

In un decennio nel sud est asiatico il traffico delle donne a scopo di prostituzione ha fatto 33 milioni di vittime.

Altre piccole cifre :

L'industria della prostituzione infantile sfrutta:

400.000 bambini in India
100.000 nelle Filippine
200/300.000 in Thailandia
100.000 a Taiwan
200/300.000 negli Stati Uniti
200/500.000 nella Repubblica Popolare cinese
500/2.000.000 in Brasile

In media un bambino che si prostituisce vende i "suoi" servizi sessuali a 2.000 uomini.

Un esempio su tutti.

In Thailandia 2.000.000 di persone vivono o gravitano attorno alla prostituzione e di questi 800.000 sono minorenni e di questi 200/300 mila bambini.

In un contesto piu' globalizzato si stima che il profitto derivante dallo sfruttamento della prostituzione si aggira tra i 5 e i 7 miliardi di dollari e il numero delle persone coinvolte si aggira sui 4 milioni.

Ogni anno 500.000 nuove persone vengono inserite nel traffico della prostituzione nella sola Europa.

Attenzione : Da queste cifre non si considerano quelle donne che decidono di prostituirsi in modo libero.

A qualcuno interessa ?

Fonte : Civilta' Cattolica.

03 marzo, 2008

La finta epidemia gonfiata e l'epidemia dimenticata...

Questa mattina ho trovato due articoli che parlavano di salute. Solitamente non li leggo ma questa volta ho trovato qualcosa su cui riflettere. Da una parte siamo davanti ad una vera e propria epidemia reale, con migliaia di morti e orfani ma che siamo sicuri non ci toccherà. Dall'altra si parla di tre epidemie che hanno riempito le pagine dei giornali ( in Italia devono aver causato penso la morte di una decina di anatre.... ). Insomma, qualcosa su cui riflettere penso ci sia....

FEBBRAIO 2006, ONU - Ogni minuto un bambino di età inferiore ai 15 anni muore di sindrome di immunodeficienza acquisita (sida/aids) e oltre 15 milioni hanno perso uno o entrambi i genitori: è l’infanzia il volto meno noto dell’epidemia che colpisce gran parte della nazioni povere, in particolare quelle africane. A loro, quelli uccisi dalla malattia o i milioni resi orfani dalla sindrome, è stata dedicata una conferenza con la partecipazione di 150 esperti medici e operatori sociali, organizzata dall’Onu e dal governo inglese. Secondo le proiezioni dell’Unaids, competente organismo dell’Onu, presentate alla conferenza, il numero degli orfani africani rischia di aumentare a 18 milioni nel 2010, con una crescita del 10% l’anno. “La conseguenza – ha detto Peter Piot, capo dell’Unaids - è un impatto a lungo termine sul tessuto sociale ed economico delle nazioni colpite, paragonabile a quello del surriscaldamento del clima”.

MARZO 2007, SUD-SUD: Una ‘banca del latte materno’ a Capoverde per le madri sieropositive allo scopo di scongiurare il pericolo di trasmissione del virus da mamma a neonato: la sua creazione, per iniziativa del Brasile, è stata annunciata da Arthur Correia, segretario esecutivo del Comitato per la lotta alla sindrome di immunodeficienza acquisita (sida/aids), ricordando che l’iniziativa fa parte di un progetto di collaborazione chiamato ‘Laços Sul- Sul’ (Legami Sud-Sud), in base al quale l’arcipelago africano lusofono già riceve aiuto dai brasiliani con l’invio di farmaci anti-retrovirali e assistenza specializzata alle gestanti sieropositive. Obiettivo del programma è fare in modo che entro il 2010 tutte le donne di Capoverde in gravidanza facciano il test per diagnosticare la malattia e seguano le cure indicate. In occasione della recente ‘Giornata della Donna di Capoverde’, il Comitato ha diffuso nuovi dati dai quali emerge che la parte femminile della popolazione si rivolge maggiormente ai centri clinici e presenta comportamenti a rischio minori rispetto agli uomini del paese.
Fonte : Misna

Aviaria, Sars, Bse: previsioni errate
Un altro inverno è passato, il terzo da quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità lanciò l'allarme di un nuovo rischio epidemico legato a un virus di origine aviaria, l'H5N1. Sembrava che da un momento all'altro la febbre dei polli, diabolica per i volatili, potesse fare «almeno un milione di morti » disse l'Oms, contagiando l'uomo con la stessa aggressività della micidiale Spagnola, la peggiore pandemia della storia. Dal 2003 ad oggi, per fortuna, nulla è successo di tutto questo. L'aviaria colpisce l'uomo ma poi si ferma. Il rischio endemico (veloce contagio uomo-uomo) non è dimostrato e l'emergenza, soprattutto da noi, si è rivelata quasi esclusivamente veterinaria. E' successo almeno altre due volte negli ultimi 10 anni di veder passare probabili catastrofi epidemiche terminate con bilanci molto modesti sul piano delle perdite umane. Ricordiamo la Sars negli ultimi mesi del 2002. Anche lì l'Oms lanciò (era il marzo 2003) un allarme: «Non si sa quando ma la pandemia ci sarà». E invece è sparita. E ancor prima la Bse, il morbo della mucca pazza, arrivato nel 2001 in Italia. In via di estinzione. Cominciamo dall'H5N1. Qualcuno predisse milioni di morti. I governi occidentali fecero a gara per accaparrarsi scorte di antivirali e assicurarsi la precedenza nell'acquisto di vaccini.
La tabella aggiornata dell'Oms rispecchia una realtà ben diversa. Dal novembre del 2003, la presunta big influenza ha contagiato 369 persone uccidendone 234. La maggior parte in Vietnam, Indonesia, Egitto, Thailandia e Cina. Si è fermata all'Azerbaijan e alla Turchia, dunque alle porte dell'Europa, non è riuscita a fare breccia nei Paesi dove condizioni igieniche e qualità dei sistemi sanitari sono migliori. La trasmissione interumana, che avrebbe potuto dare il via all'ondata contagiosa, non è mai stata dimostrata. Il virologo Fernando Dianzani ritiene che molto difficilmente l'H5N1 potrà scatenare la nuova pandemia perché non possiede le caratteristiche per saltare da uomo a uomo: «La prudenza era doverosa ma ora possiamo dire che abbiamo esagerato nell'annunciare la catastrofe. Predire l'arrivo di una pandemia da H5N1 è un'illazione che non si basa su dati concreti. Fino a questo momento il virus aviario non si è ricombinato con quello umano, non ha cioè scambiato pezzi di genoma, evento che avrebbe determinato un reale pericolo». E allora, a cosa attribuire l'enfasi con cui le autorità scientifiche internazionali, Oms in testa, hanno lanciato e rilanciato allarmi? Ha le idee chiare Maria Rita Gismondo, microbiologa dell'ospedale Sacco: «Dietro fenomeni come questi si celano grossi appetiti industriali. C'è chi ha interessi diversi dalla tutela della salute. Pensiamo a quelli commerciali. Bisognerà poi riconsiderare le modalità di diffondere informazioni. Coinvolgere la popolazione fin da subito significa seminare panico». Andrebbe bocciata anche l'Oms? La microbiologa insiste: «E' un'istituzione politicizzata: quando c'è di mezzo la salute non bisognerebbe muoversi in base a opportunità e pressioni industriali».
E che fine ha fatto la Sars che ha atterrito il mondo tra novembre 2002 e fine luglio 2003? Moderatamente colpiti sono stati soltanto il Sudest asiatico e il Canada, unico Paese occidentale coinvolto: 8.100 casi, 774 morti causati da un virus della polmonite venuto dal mondo animale. Lei sì, incuteva paura per la velocità nel propagarsi attraverso il respiro. E in Italia la paura fu ingigantita dalla morte del virologo italiano Carlo Urbani, che era stato lo scopritore del virus della Sars e che proprio venendone a contatto perse la vita il 29 marzo 2003. Ma oggi non ce n'è più traccia: «Il virus è tornato nel suo habitat naturale perché ha perso le caratteristiche aggressive. In quella situazione la barriera sanitaria dei Paesi occidentali ha funzionato. L'epidemia non ha toccato l'Europa», dice Dianzani. Infine la Bse, «mucca pazza», che ha sterminato gli allevamenti bovini d'Europa e tenuto lontane dalle nostre tavole la prelibata bistecca con l'osso. Si scoprì che l'agente infettivo, il prione, poteva colpire l'uomo con la cosiddetta variante della Creutzfeldt Jakob, malattia degenerativa neurologica. I tecnici predissero migliaia di morti. Il registro mondiale aggiornato a febbraio riporta 163 casi (più tre da trasfusione). «Abbiamo sbagliato, è vero — ammette Maurizio Pocchiari, Istituto Superiore di Sanità —. Ma siamo stati condizionati dalla scarsità delle conoscenze. Però una volta capito, abbiamo aggiustato il tiro. L'emergenza è finita. Anche se qualche dato non torna». In quanto alla Bse bovina, in Italia non c'è più. L'altro anno si sono ammalate 2 vacche. Quest'anno nessuna. «I controlli veterinari sono stati efficaci», dice Maria Caramelli, responsabile del centro riferimento per la Bse all'istituto zooprofilattico di Torino.

Fonte : Corriere

Ciao Jeff, Rimarrai sempre tra i nostri eroi preferiti.

TORONTO - Jeff Healey non c'è l'ha fatta a sconfiggere il retinoblastoma, il tumore con il quale aveva dovuto convivere fin quasi dalla nascita e che già gli aveva preso la vista. Il chitarrista canadese, 41 anni, è morto domenica sera a Toronto per le conseguenze di un cancro ai polmoni diagnosticatogli alla fine del 2006. Healey era sposato e aveva due figli.
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CIECO - Cieco dall'età di un anno, Healey iniziò a suonare la chitarra a soli 3 anni, sviluppando da subito la sua particolarissima postura, con lo strumento appoggiato sulle gambe perché non sapeva come imbracciarla. Il suo album più noto è il primo, See the Light del 1988. In seguito Healey assunse sonorità più jazzistiche. Il 22 aprile uscirà il suo primo disco dopo otto anni, Mess of Blues.

Fonte Corriere

Due note :

La prima è che la vita, comunque ci sia donata, è bellissima quando si ha la voglia e lo spirito di viverla. Esempi come quello di Jeff ne sono la testimonianza.
Healey muore a 41 anni dopo una malattia "atroce". Oggi Jeff potrebbe non nascere grazie al progresso scientifico. La vita di Jeff, cosi' come quella di Gallieno e di Petrucciani prima dimostrano che c'è un limite oltre il quale la libertà degli individui deve cedere il passo a qualcosa di piu' grande.

Seconda Nota : Il cd menzionato nella rassegna è gia' disponibile al pubblico europeo grazie alla Ruf Records. E' stato editato proprio settimana scorsa.

Grazie ancora Jeff per la testimonianza della tua vita che vale di piu' di mille parole vuote dei nostri politicanti.

Dal sito ufficiale della sua etichetta :

Following a lengthy struggle with cancer,Healey passes away on the eve of the release of a new blues rock album Jeff Healey, arguably one of the most distinctive guitar players of our time, died today (Sunday March 2) in St. Joseph's Hospital, Toronto. He was 41, and leaves his wife, Cristie, daughter Rachel (13) and son Derek (three), as well as his father and step-mother, Bud and Rose Healey, and sisters Laura and Linda.Funeral and memorial arrangements are pending.Robbed of his sight as a baby due to a rare form of cancer, retino blastoma, and he started to play guitar when he was three, holding the instrument unconventionally across his lap. He formed his first band at 17, but soon formed a trio which was named the Jeff Healey Band.After his appearance in the movie Road House, he was signed to Arista records, and in 1988 released the Grammy-nominated album See the Light, which included a major hit single, Angel Eyes. He earned a Juno Award in 1990 as Entertainer of the Year.Two more albums emerged on Arista, with lessening success as the '90s passed. Various "best-of" and live packages were released, and he recorded two more rock albums, before turning to his real love, classic American jazz from the '20s, '30s and '40s.By then, however, Healey was an internationally-known star who had played with dozens of musicians, including B.B. King and Stevie Ray Vaughan, and recorded with George Harrison. Mark Knopfler and the late blues legend, Jimmy Rogers.A family man with a three-year-old son and a 13-year-old daughter he preferred to stay close to home. "I've traveled widely before — been there and done that," he told friends, determined to avoid the lengthy, exhausting tours that marked his life in his twenties and early thirties.A long-running CBC Radio series saw him in the role of disc jockey — My Kinda Jazz was a staple for a while, but in recent years he had hosted a programme with a similar name on Jazz-FM in Toronto. A highlight of his broadcasts was always the use of rare — and rarely heard — music from his 30,000-plus collection of 78-rpm records.As his rock career wound down as the millennium came, he recorded a series of three album of early jazz, playing trumpet as well as acoustic guitar in a band he called Jeff Healey's Jazz Wizards. The most recent was It's Tight Like That, recorded live at Hugh's Room in Toronto in 2005, with British jazz legend Chris Barber as guest star.At the time of his death he was about to see the release of his first rock/blues album in eight years, Mess of Blues, which is being released in Europe on March 20, and in Canada and the U.S. on April 22. The album was the result of a joint agreement between the German label, Ruf Records, and Stony Plain, the independent Edmonton-based label that has released his three jazz CDs.Mess of Blues was recorded in studios in Toronto, with two cuts recorded at the Jeff Healey's Roadhouse in Toronto and two at a concert in London England. The backup group on the upcoming CD — the Healey's House Band — played with him regularly at the downtown Roadhouse, and at a previous club bearing his name in the Queen-Bathurst area.Early last year, Healey underwent surgery to remove cancerous tissue from his legs, and later from both lungs; aggressive radiation treatments and chemotherapy, however, failed to halt the spread of the disease.Despite his battle with cancer, he undertook frequent tours across Canada with both his blues-based band and his jazz group; he was set for a major tour in Germany and the U.K. and was to be a guest on the BBC's famed Jools Holland Show in April.Remembered by his musicians — and his audiences — for his wry sense of humour as well as his musical playfulness, Healey was a unique musician who bridged different genres with ease and assurance.

29 febbraio, 2008

AJ & The Shapes

ANDY JUST AND THE SHAPES



Come ogni "vero" armonicista blues della West Coast Andy Just ha catturato, costruito, amato il suo pubblico grazie alle sue esplosive performances live durante le quali si trasforma in un vero ribelle rockin’blues pieno di energia. La sua popolarita’ è cosi’ via via cresciuta sino a varcare i confini nazionali ed è arrivata a noi grazie alla milanese Appaloosa. Il suo sound è potente, innovativo e soprattutto genuino costruito grazie a decenni passati on the road suonando con musicisti del calibro di Robben Ford, Mark Ford, Chris Cain, B.B. King, Bo Diddley, John Lee Hooker, Buddy Guy, Albert King, Paul Butterfield, Al Kooper, Nick Gravenites, Roy Rogers, Ronnie Wood, The Fabulous Thunderbirds, Luther Tucker, Albert Collins, Lazy Lester, Ike Turner, Ronnie Earl, Lowell Fullsom, Norton Buffalo, Jimmy Witherspoon, Junior Wells, Lee Oskar, Chris Cain, Gary Smith, Tommy Castro, James Cotton, John Mayall, Charlie Musslewhite, Fred James, Sista Monica, John Entwistle, Paul Rogers, Maria Muldaur, Angela Strehli, Joe Lewis Walker, Fenton Robinson, Gail Muldrow, Myron Dove, Dennis Chambers, e tantissimi altri ancora . Al momento Andy è in tour con la mitica “ The Ford Blues Band “ di cui è front man da oltre un decennio. Di lui Charlie Musselwhite scrive : “Andy’s Playing shows the feel that’s meant for the harp”.

Sebbene nell’albiente sia ormai una leggenda e il suo stile un vero e proprio marchio di fabbrica la sua capacita’ innovative e soprattutto l’arte di improvvisare con il suo strumento, ossia l’armonica, fa si che ogni sua esibizione crei nei suoi fans delle nuove aspettative che raramente il nostro riesce a deludere. Infatti come tutti i fans della Ford Blues Band riconosceranno Andy ha la grande capacita’ di aprire il suo repertorio piu’ blues a contaminazioni rock e jazz. Cosi’ ogni suo lavoro non è mai banale e la base musicale cosi’ costruitia riesce a dare al suo sound un’energia da rocker in un repertorio propriamente blues. Alla voce e all’armonica Andy ha un talento unico e sebbene nel grande circuito sia propriamente conosciuto per il marchio di fabbrica della sua armonica ormai leggendaria, questo lavoro ve lo fara’ scoprire come musicista completo a 360 gradi con una voce blues in grado realmente di emozionare per la sua potenza e interpretazione. Accompagnato in tutto questo dalla delicata e mai invasiva presenza del talentuoso chitarrista americano Fred James. Questo cd è inoltre l’occasione per conoscere come protagonista il suono della sua armonica che centinaia di musicisti ( quasi sempre senza sucesso ) hanno tentato di replicare. Ma questo suono è dato dalla sua anima e come tale incedibile, chiuso a chiave nel suo cuore. Quel cuore che lo accomuna ai grande dell’armonica blues, James Cotton su tutti. Ma come innovatore del suo strumento Andy può essere considerato alla stregua del Charlie Parker dell’armonica con un talento da far si da amare la sua musica e il suo lavoro.
Cosi’ se vi capitera’ di ascoltarlo in un piccolo club nelle nottate invernali americane o nei grandi festival blues Americani o Europei Andy vi donerà energia da vendere.
Un grazie particolare va alla piccola etichetta indipendente Appaloosa che in un momento difficile come questo per il mercato riscopre la sua vocazione di mecenate e rilancio di grandi musicisti della scena contemporanea Usa e non solo ( Dischi come quelli di Sam Lay, Dirk Hamilton, Eric Wood , Daryl Ryce hanno sicuramente portato momenti di emozioni genuine nella nostra piccola ma bellissima Italia )

In particolare quest’ultimo cd è una specie di reunion per AJ & The Shapes. Andy Just e Fingers Farrell formarono la band un quarto di secolo fa e nel corso degli anni ’80 il gruppo divenne uno dei più popolari live act della San Francisco Bay Area. Registrarono un EP (che ancora deve godere di una ristampa digitale) per un’etichetta indipendente e dopo alcuni anni di grandi soddisfazioni i membri del gruppo andarono ognuno per la sua strada. Fingers ha continuato a lavorare con la band funk/rock Cold Blood e occasionalmente ha continuato a fare musica con vecchi amici come (tra gli altri) Tommy Castro e Chris Cain. Andy si è unito alla Ford Brothers Blues Band ed ha suonato con il leggendario chitarrista blues e jazz Robben Ford. In tempi più recenti Andy ha registrato un album come solista per la Cross Cut Records, mentre Fingers Farrell ha inciso e si è esibito con il pianista blues di Chicago Ken Saydak.

Quando Fingers, alcuni anni fa, si è trasferito in Colorado ha conosciuto il singer/songwriter, chitarrista e produttore Fred James e, assieme al batterista Lenny Campanaro, hanno cominciato a lavorare a un nuovo progetto. Lenny si era trasferito in Colorado dalla California del sud, dove aveva suonato con Iron Butterfly, Badfinger e Private Life, una band con la quale ha realizzato un album per la Warner Brothers prodotto da Eddie Van Halen (e come risultato Lenny si ritrovò ad esibirsi nelle arene di tutti gli USA come opening act per Van Halen nel 1988). Quando Fingers ed Andy decisero di riprovarci con The Shapes assoldarono Lenny come batterista. Quando contattarono Fred proponendogli la produzione del nuovo progetto, questi si offrì anche come chitarrista. L’album è stato registrato nella casa di Fingers di Black Forest, Colorado, con un uno stusio mobile nel corso di una settimana nell’estate 2006. Tutti quanti i musicisti coinvolti hanno contribuito alla stesura delle canzoni e degli arrangiamenti e il risultato è un album di blues rock rilassato ed eccitante che può ricordare le atmosfere create nei giorni gloriosi da gruppi come The Fabulous Thunderbirds e The Blasters. Questo è un album di quattro attempati veterani del music business capaci di creare una classica e scintillante American Roots music.

Per questo post si vuole ringraziare
Franco Ratti per aver creduto nel musicista
Marco Grompi per la recensione del cd
Fred James per il suo immenso talento.

21 febbraio, 2008

A Qualcuno Interessa La Crisi Della Musica ( 3za Parte )

Ogni giorno cerco di leggere tre giornali tra cui il Corriere che ultimamente dedica molto spazio al presidente dellla Fimi Enzo Mazza.

Da questo insieme di articoli che vi stiamo proponendo su questo blog, due dei quali sono proprio interviste al nostro non eroe, stiamo cercando di capire insieme cosa si intenda per musica per lor Signori.

Se per costoro musica sono tutta quella serie artisti che ogni anno si esibiscono a Sanremo, be' che quel tipo di musica fosse finito ( o verra' distribuita su braccialetti, cellulari o quant'altro con magari un breve stacco pubblicitario tra una canzone e l'altra ) lo sapevamo da ancor prima dell'avvento del digitale.

Ma cosa accadra' a quelle centinaia, anzi migliaia di artisti che si esibiscono nei jazz club o nei locali blues, gruppi e cantanti genuini che hanno tanto da dire quanto talento....
E' finita per loro ?
Be, se il cd di Davide Van De Sfross è arrivato quarto in classifica senza una lira di promozione al signor Mazza saranno venuti i brividi di freddo..... A pensare alla quantita' di denaro sprecato dal suo organismo e dagli uffici marketing delle grandi major...

Comunque per onor di cronaca riportiamo le sue ultime ( come sempre ) illuminanti parole :

MILANO – Non è un muro contro muro, ma poco ci manca. Da una parte la crisi del cd e del mercato discografico che attende da anni una legge sulla musica che riconosca il disco come prodotto culturale (con conseguente riduzione dell'Iva), per far sì che la grande industria riduca i prezzi del cd al pubblico a fronte di una recessione economica generale; dall'altra il pubblico, specialmente quello più giovane, che consuma la musica attraverso strumenti nuovi e diversificati.

UN MERCATO «LIQUIDO» – Per approfondire bene tutti gli aspetti del fenomeno, abbiamo incontrato Enzo Mazza, presidente della Fimi, (Federazione industira musicale italiana), l'organo che tutela e promuove le attività connesse all'industria discografica. «La musica è diventata "liquida" – spiega Mazza -: si espande, si diversifica, si adatta alle nuove esigenze di mercato, conservando il proprio valore artistico ma assumendo una nuova "corporeità", digitale, che le permette di essere prodotta, comunicata e consumata in modo più immediato e coinvolgente».

TAGLI DEL 30% - Ma la maggiore facilità di diffusione e di copiatura rende la vita difficile alle aziende che operano nel settore, soprattutto perché i nuovi canali sono quelli in cui maggiormente prospera l'illegalità. «Se le case discografiche tradizionali dal 2000 ad oggi hanno tagliato il personale del 30%, non è solo per colpa della pirateria tradizionale, ovvero il cd contraffatto – sottolinea ancora Mazza – Quella continua ad avere la sua diffusione, ma ha avuto un notevole calo, mentre è aumentata la circolazione di musica illegale. In linea con i tempi».

ETICHETTE DIGITALI – Anche il mercato ufficiale, comunque, guarda sempre di più alla rete. « In Italia – dice Mazza - uno degli esempi pilota è H2O una delle prime case discografiche digitali creata da Sony e Bmg che riassume tutti i concetti in un colpo solo: scovare nuovi talenti e distribuire la musica solo attraverso internet e la telefonia, senza la vendita diretta al pubblico». I talenti si possono dunque cercare anche in rete e anche le case discografiche si interfacciano la nuova linea. «Sia le piccole etichette che le grandi major hanno bisogno di far crescere nuovi artisti in modo innovativo - sottolinea il presidente della Fimi – e hanno compreso che si deve sperimentare attraverso nuove forme di vendita e promozione. Le pubblicazioni avverranno per singolo brano o al massimo con "cluster" di due/tre canzoni. In questo modo si può permettere agli artisti emergenti di crescere organicamente e di consolidare l'esperienza costruendo una personale "fan base"».
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IL BOOM SARA' NEL 2012 – Quale scenario attende dunque il settore discografico? «La crisi del modello tradizionale del fare e diffondere musica – risponde Mazza - si scontra con le esigenze del nuovo mercato. Da una parte il mercato del cd che resiste, in quanto il supporto presenterà sempre delle evoluzioni e dei formati ad alta definizione, dall'altra il mercato digitale prenderà il sopravvento. Si prevede che nel 2012 ci sarà il 23% di diffusione in più».

Ringraziamo come sempre il Corriere da cui questo articolo è tratto.
Alla prossima intervista illuminante e profonda come le precedenti.

20 febbraio, 2008

Eugenia Bonetti, una dei nostri eroi piu' belli

Eugenia Bonetti è una suora di 70 an­ni. Come missionaria della Consola­ta ha passato 23 anni in Kenya. Poi è tor­nata in Italia. Una sera del giorno dei Morti, diversi anni fa, stava andando a Messa, quando l’ha fermata per strada u­na ragazza nigeriana. «Madre, voglio par­larle », fa la ragazza. «Vieni in chiesa con me, dopo mi racconti», risponde la suo­ra – con quell’attitudine dei missionari a non stupirsi mai della faccia di chi li fer­ma per strada, e nemmeno dei vestiti che indossa. La sconosciuta era una prosti­tuta portata in Italia come altre migliaia, per forza o per disperazione. Però, an­nientata dal suo “lavoro” di comprata e venduta, voleva liberarsi, e smettere. È così che una piccola minuta suora lom­barda allora verso la sessantina – l’età in cui gli altri vanno in pensione – comin­cia a mettere su una rete di 110 case di ac­coglienza gestite da suore di vari ordini, sotto la direzione dell’Unione supe­riori maggiori italia­ne. In dieci anni, da quando un articolo della legge sull’im­migrazione consen­te a chi denuncia i propri sfruttatori un permesso di sog­giorno per il reinse­rimento, nelle case e nei conventi di suor Eugenia sono passa­te cinquemila ragaz­ze (come racconta il servizio nelle pagine interne) e in otto su dieci hanno trovato un lavoro, o hanno scelto di tornare in patria. Alcune, che erano incinte, il figlio se lo sono tenute – è bastato avere una faccia amica accanto. Migliaia di rume­ne, moldave, africane, venute qui a sedi­ci anni a battere un marciapiedi, educa­te a una ferrea obbedienza dall’omicidio di qualche compagna trovata ammazza­ta di botte in una roggia, hanno rico­minciato a vivere grazie a suor Eugenia e alle sue compagne. Ma, lo conoscevate il volto di quella suora, e il suo nome? La cosa singolare è che in un mondo in cui si diventa famosi anche per una pa­rolaccia detta in tv, donne così siano, al grande pubblico, quasi sconosciute. Una foresta che cresce non fa rumore, è pro­prio vero: migliaia di donne liberate dai loro “padroni” possono passare inosser­vate, come una notizia banale. Ma qual­cosa affascina nell’operare di queste donne vestite di nero o di grigio, come invisibili, oppure viste solo nell’immagi­ne stereotipata di chi le giudica delle mo­raliste, delle bacchettone, creature fuori dal tempo anacronisticamente soprav­vissute nella modernità. Ciò che meravi­glia è il loro fare pienamente concreto – concrete tanto da sapere accogliere e e­ducare delle ragazze che pochi vorreb­bero in casa; ma senza slogan, senza al­cun rumore, senza alcun proclama me­diatico. Un fare ostinato e invisibile, con­tro a un visibilissimo, assordante quoti­diano rumore. Sembra la cifra, questo lavorio silenzio­so, di un approccio alla realtà che chia­meremmo profondamente femminile, e pazienza se qualcuno se ne scandaliz­zerà. Un’attenzione concreta alla perso­na che si ha davanti: semplicemente a quella, che sia figlio, alunno, paziente, o una poveretta importata dall’Est come u­na cosa. Un’accoglienza all’altro che è poi declinazione in forme diverse di un’atti­tudine materna – altra espressione oggi­giorno politicamente scorretta. Il lavoro oscuro delle sorelle invisibili di suor Eu­genia come di migliaia di altre, negli asi­li, negli ospizi, con gli extracomunitari, è una maternità - più forte ancora di quel­la carnale, giacché è più difficile amare un vecchio o una ragazza della strada, che tuo figlio. Una maternità, e questo spie­ga perché il mondo non se ne accorge. Ma anche perché, nel silenzio dei titoli, lo stesso mondo ne viene trasformato profondamente, alla radice, in ogni fac­cia accolta e amata.



Sul marciapiedi, al fianco di quelle che chiama «sorelle della strada e della notte», per lottare in silenzio contro la nuova schiavitù del terzo millennio, il traffico di es­seri umani. Suor Eugenia Bonetti, 69 anni, milanese di Bubbiano, Missionaria della Consolata, guida dal 2000 l’ufficio anti-tratta dell’Usmi, l’unione delle superiori italiane. Dopo un master negli Usa sul traffico, dieci anni fa ha organizzato in tutta la Pe­nisola una rete molto effi­cace di donne consacrate con l’abito, velo e croce sul petto, determinate a rida­re libertà e dignità ad altre donne, schiave senza no­me e senza storia. Colla­borano strettamente con le istituzioni pubbliche, Caritas e società civile. Premiata nel 2004 dal go­verno di Washington per il suo impegno nella lotta contro il traffico di esseri umani, suor Eugenia è sta­ta ricevuta al Quirinale da Ciampi e Napolitano. Quando George Bush vi­sitò Roma nel giugno scor­so, volle conoscere la sister. Lei ne approfittò per solle­citare all’uomo più poten­te della Terra maggiore im­pegno contro povertà, cor­ruzione e i trafficanti di persone. Oggi, a mezzo se­colo esatto dall’approva­zione della legge Merlin che soppresse le case chiu­se e proibisce lo sfrutta­mento sessuale, l’Italia scopre di avere in casa un modello poco conosciuto, eppure studiato da Usa e Onu per contrastare il traf­fico di esseri umani: la re­te creata da suor Bonetti, che ha reso le suore prota­goniste della lotta alla trat­ta curando le ferite dell’a­nima e la formazione pro­fessionale delle giovani vit­time per aiutarle a co­struirsi un futuro. In me­dia otto su dieci ce la fan­no. Lo Stato finanzia gli in­terventi con bandi per quattro milioni e mezzo di euro l’anno. A livello internazionale, i­noltre, l’esperienza di suor Eugenia ha ispirato un progetto dell’Onu sponso­rizzato dall’ambasciata U­sa presso la Santa Sede per formare suore anti-tratta in Nigeria e in Europa del­l’est. Una delle nuove frontiere per contrastare il traffico globale, che vale 32 miliardi di dollari l’an­no, terzo business crimi­nale del pianeta, è gestito da mafie spietate e porta nel Belpaese dall’Africa e dall’Europa dell’est onda­te di giovani donne, spes­so minorenni. Secondo i dati ufficiali nella Peniso­la sarebbero arrivate, dal 2000 al 2004, 50 mila don­ne dall’est Europa e dal­l’Africa. Per chi opera sul campo, le vittime sareb­bero 100 mila.

Suor Eugenia, quando ha cominciato ad occuparsi di tratta?

«Nel 1993. Ero tornata a Torino alla casa madre do­po 24 anni di missione in Kenya. Stavo interrogan­domi su cosa potessi fare. La sera del 2 novembre mi stavo recando in chiesa per la celebrazione dei de­funti. Mi si è avvicinata u­na ragazza nigeriana. Le ho detto che stavo andan­do a messa, mi ha chiesto se poteva accompa­gnarmi. Abbiamo pregato in­sieme e do­po mi ha confidato una vicen­da terribile di sofferenze, inganni e u­miliazioni. Ho capito che quella era la mia missione. Allora ho studiato il feno­meno, ho lavorato sulla strada, ho incontrato sto­rie terribili. Molte finite con la liberazione e addi­rittura il rimpatrio. Nel 2000 l’Usmi mi ha chia­mata a Roma».

Quali sono i canali di in­gresso in Italia?

«La nuova schiavitù è sem­pre generata dalla povertà e dall’ignoranza. I traffi­canti vanno a cercare le vittime negli angoli più re­conditi dell’Africa e dell’e­st europeo, dove è diffuso l’analfabetismo e nessuno sa leggere i manifesti del­la campagne di prevenzio­ne. In Romania e in Alba­nia circuiscono le giovani, si fidanzano e poi le por­tano qui con la promessa delle nozze. Poi le schia­vizzano con la violenza. In Africa invece promettono un lavoro, poi una volta ar­rivate, sequestrano i pas­saporti e si fanno pagare viaggio, vitto, alloggio e il posto in strada. Ogni ra­gazza contrae con gli schiavisti un debito di 70 mila euro che paga con le prestazioni. Le africane so­no terrorizzate con i riti voodoo praticati dalle ma­man, le carceriere, e le mi­nacce di ritorsioni contro i famigliari».

Come aiutate le donne? «L’Usmi non lavora da so­la, ma partecipa al coordi­namento nazionale anti­tratta, collaborando stret­tamente con organismi cattolici quali Gruppo A­bele, le congregazioni ma­schili, la Caritas italiana e le Caritas diocesane. Le congregazioni femminili hanno raccolto la sfida con entusiasmo, per noi è un ritorno al significato au­tentico dei nostri carismi. Ci siamo messe in rete, ab­biamo 110 comunità sul territorio nazionale dove, in 10 anni, abbiamo accol­to 5000 donne. Offriamo protezione, insegniamo loro la nostra lingua e un lavoro finché camminano da sole. Molte arrivano in gravidanza, le nostre case ospitano spesso mamme e bambini. I progetti, se ap­provati, possono essere pagati dallo Stato. Tutto ciò grazie a un dispositivo di legge, l’articolo 18 della legge sull’immigrazione, rimasto immutato anche nella Bossi Fini che conce­de il permesso alle vittime di tratta che denunciano gli aguzzini. Fu elaborato nel 1998 quando, insieme alla Caritas italiana invi­tammo le parlamentari dei due poli ad ascoltare le te­stimonianze delle nostre giovani».

E a livello internazionale? «La rete delle suore si sta espandendo a livello glo­bale. È strategico lavorare Italia e nei paesi di prove­nienza, in questo modo possiamo favorire i rimpa­tri o almeno far riprende­re i contatti con le famiglie. E difendere le ragazze se i trafficanti osano rifarsi vi­vi denunciandoli alla poli­zia ». Per soccorrere una vitti­ma, aiuta l’abito da suora? «Si, il nostro abito e la cro­ce ricordano l’infanzia, la famiglia. Si fidano di noi, raccontano storie atroci, ti dicono: 'mamma prega con me'. Spesso è l’inizio del cammino verso la li­bertà ». Suor Eugenia Bonetti: «Le nostre congregazioni hanno raccolto la sfida con entusiasmo. In 10 anni abbiamo aiutato 5.000 donne in 110 comunità alloggio»

Si vuole ringraziare Avvenire da cui questo articolo è tratto.

08 febbraio, 2008

Concorso : Petrucciani vs Bollani

Ciao a tutti gli amici di Radio Moonlight. Finalmente, dopo tanto tempo, tornano i nostri concorsi.

Qusta settimana, visto il clima primaverile delle nostre parti, vi proponiamo di scegliere tra la versione di Estate fatta dal trio di Michel Petrucciani e quella del duo Rava Bollani.




Chi ci segue da molto tempo sa benissimo che i premi non sono ecclatanti... ma sinceri e onesti.

Questa settimana tra tutti coloro che parteciperanno vi sara' la possibilita' di vincere i due cd da cui questi brani sono tratti ossia

Rava - Bollani : The Third Man
Michel Petrucciani - Estate

Ecco come state votando :

1 - Lorenzo P : Rava Bollani

Commento : Sono tutte e due belle, ma se sono obbligato a scegliere vada per il made in italy, comunque consiglio a tutti di ascoltare anche la versione di Sabina Sciubba e Antonio Forcione, anche se è cantata!

2 - Filippo C : Petrucciani

Commento : Cento volte meglio la versione di Petrucciani !!! Odio le elaborazioni, le snaturazioni , anche se ammetto e comprendo la buona volonta'! Oramai molti dei nostri musicisti si suonano addosso...e questo ne è il classico esempio !

3 - Walter T : Rava Bollani

Commento : secondo me riescono a emozionarti per le sinergie e le comprensioni musicali.

4 - Luigi F : Petrucciani

Commento : la mia preferenza va alla versione di M. Petrucciani che trasmette un feeling più partecipativo rispetto a quella di Rava e Bollani, che sento più fredda e distaccata, un perfetto esercizio di stile con poco pathos

5 - Piero 2 : Petrucciani

Commento : PETRUCCIANI, TUTTA LA VITA!!!

6 - Giorgio C. : Petrucciani

Commento : Non ho dubbi sulla scelta! PETRUCCIANI.Sarà perche è stata la prima volta che ascoltavo la canzone di Bruno Martino in forma Jazz eseguita, anche dal vivo, da quel favoloso talento che è stato Michel, con quel suo modo un pò particolare di suonare il piano che tanto mi ha affascinato. Inutile dire che ho la discografia completa di entrambi i musicisti e che il confronto è arduo, in quanto la duttilità, la sperimentazione e la semplicità di Stefano mi incuriosisce sempre.Senza dubbio due GIGANTI del piano Jazz!

7 - Matteo S : Rava - Bollani

Commento : Difficile scegliere, non c'è che dire. la versione dell'amato duo è cristallina, libera e frammentata, più che una lettura è una vera e propria ri-composizione dell'indimenticato successo di bruno martino. viene dal cuore, la trovo più intima e raccolta, quasi sussurrata la tromba di Rava, che ha completamente interiorizzato il tema, riproposto - o forse solo suggerito - all'ascoltatore, che lo sente dentro di sè, ma subito assorbito dal solo delicato, lirico, come è nel suo stile. Molto sofisticato, eppur lieve e soffuse le armonie ed i colori che Bollani riesce ad estrarre dal pianoforte, che sia allontanano non poco dal tempo di bossa, usualmente praticato sul meraviglioso standard oggetto delle cure dei due. La traccia del trio di petrucciani, viceversa è molto più aderente alla versione tradizionale, quella resa celebre da chet baker, per capirci: cantabile, malinconica, altrettanto lirica ma, forse, più vicina al ricordo di chi la ascolta. meraviglioso il sotegno ritmico del contrabbasso (Furio Di Castri, mi pare) e della batteria, più sussurrata che suonata da Aldo Romano. molto ispirato il solo di Petrucciani, anche se a volte usa pattern di maniera, poco originali e lontani dal contesto.brutte le blue notes sparse qua e là, come se volesse ricordarci che sta suonando jazz! Avrei preferito un bel solo del contrabbasso! Nel complesso privilegio la creatività del duo italico! Buon ascolto!

8 - L'Anto : Petrucciani

Commento : petrucciani, senza dubbio.bentornati!

9 - Roberto P : Petrucciani

Commento : Penso che il lirismo e la sensibiltà di Petrucciani in questo brano non abbiano paragone con nessuno ....

10 - Claudio C. : Petrucciani
Commento : Michel Petrucciani Trio - Estate

11 - Marco N. : Petruccinai
Commento : Voto Petrucciani: è una interpretazione molto più coinvolgente e meno costruita!

12 - Laudicina : Petrucciani
Commento : Petrucciani, bollani straordinario ma se deve essere votazione...

13 : Giovanni L : Petrucciani
Commento : MICHEL PETRUCCIANI... non ho dubbi.Lefti.

14 - Stefano C : Rava - Bollani
Commento : la mia preferenza è per il duo Bollani-Rava, non perché pensi a una superiorità "artistica" tutta da dimostrare ma perché sanno dare, almeno al mio ascolto, una nuova sfumatura "autunnale" a questo celeberrimo brano. Ma questo è il mio parere espresso in pieno inverno, perché in un'altra stagione le mie preferenze potrebbero essere ben diverse!

15 - Antonio F. : Petrucciani
Commento : Le due versioni di Estate sono entrambe splendide ma Voto per il trio Petucciani-Di Castri-Romano forse xchè la versione Bollani-Rava devo assimilarla completamenti

16 - Raffaele M : Petrucciani
Commenti : belle entrambe le versioni. Io personalmente preferisco la prima

17 : Alessandra A : Rava - Bollani
Commento : Voto Bollani, anche se è durissima scegliere....

18 : Leondino M - Rava Bollani
Commento : La mia preferenza va a rava - bollani

19 : Renato C. - Petrucciani
Commento : Mi spiace per Bollani, che stimo molto, ma per questa versione preferisco la lettura di Petrucciani.Saluti a tutti.

20: Gianvito A. - Petrucciani
Commenti : La mia preferenza, sia pure ammaliato dalla trasposizione intimista del duo Italiano, va alla versione eseguita dal Trio del compianto Michel Petrucciani più solare e facile all'ascolto.

21 - FABRIZIO S. - Petrucciani
Commento : Anche se apprezzo le variazioni su famosi temi classici come quello di B. Martino, queste raramente riescono ad emozionarmi come le versioni originali, o come quelle che, pur improvvisando sul tema originale, non lo stravolgono totalmente. Inoltre non tollero quelle atmosfere troppo riverberanti, totalmente artificiose, che taluni interpreti amano creare nelle loro esecuzioni. Quindi scelgo
senza dubbio Petrucciani .

Rava-Bollani ....................
stratosferici musicisti.


22 - Massimo S - Rava Bollani
Commento :

23 - Franco B - Petrucciani
Commento : E’ difficile esprimere un giudizio su degli artisti di così grande spessore e lo spirito “Italico” potrebbe prevalere.
Sicuramente Bollani e Rava (e dal vivo sicuramente è possibile rendersene conto), in duo manifestano tutto il carisma e le capacità espressive di cui sono maestri.
Nonostante ciò la mia scelta, forse anche perché quel disco ogni volta che lo ascolto mi da una rinnovata voglia di sentirlo,
cade sul Trio di Petrucciani. Le note di Petrucciani toccano più di quanto non faccia Bollani che a volte risulta meno convincente.


24 - Saverio F : Rava Bollani
Commento : Rava/Bollani è stupenda!!!

25 - Marco : Petrucciani
Commento : Preferisco decisamente quella di Petrucciani perchè emoziona ed è meno "costruita" di quella del pur bravissimo Bollani.

26 - Andrea C : Rava Bollani
Commento : Sono tutte e due belle, ma trovo l'interpretazione di Bollani più "sentita", più "personale" !

27 - Adriano G : Petrucciani ( voto arrivato in ritardo ma accettato visto che accomapagnato da commento... ma mi raccomando le prossime volte la puntualita' )
Commento : Il brano di B.Martino ha una melodia calda e accattivante, Petrucciani la esalta sondandola nelle sue sfumature e venature jazz più profonde ma allo stesso tempo lasciandola intatta nella sua forma elegante e raffinata. Bollani e Rava sono più ricercati, il suono un pò troppo etereo e liquido crea atmosfere che snaturano l'originale melodia, rendendo il tutto troppo freddo e distaccato.
Petrucciani decisamente.

Regole del concorso
Il concorso funziona cosi'. Noi vi proponiamo due canzoni, voi ci dite quale delle due preferite via mail ( magari con un piccolo commento ) dopodichè scelta e commento vengono pubblicati sul blog in ordine di arrivo da 1 ad n con accanto il vostro nome e l'iniziale del cognome in modo che ognuno di voi possa identificarsi.
Una volta pubblicati e numerati occorrera' estrarre il vincitore.
Il metodo è quello di una volta : La conta ( io perdevo sempre... )

Per questo concorso, che si chiudera' mercoledi 13 febbraio alle 24.00 prendermo come riferimento la somma dei primi due numeri dell'estrazione del lotto sulla ruota di Milano.

Es
Ruota di Milano primo numero estratto 7
Ruota di Milano secondo numero estratto 4
Somma 11
Ora supponiamo che abbiano partecipato 6 persone al concorso come sotto indicato ossia

1- Eric Bibb
2 - Bruce Springsteen
3 - Tom Waits
4 - Chet Baker
5 - K.D. Lang
6 - Carmen Consoli

Il vincitore sara' ( 6 + 5 uguale a 11 ) il numero 5 K. D. Lang

In Bocca al lupo a tutti quanti

E IL VINCITORE E'......

I primi due numeri estratti sulla ruota di Milano di sabato 16 febbraio sono stati 60 e 53
La loro somma è pari a 113
Dunque in base al metodo della conta il vincitore del nostgro concorso è il concorrente

5 - Piero 2 : Petrucciani Commento : PETRUCCIANI, TUTTA LA VITA!!!

Grazie a tutti per aver partecipato e arrivederci al prossimo appuntamento

07 febbraio, 2008

Unione Europea e Rom : Diritti Umani

Bisogna porre fine "a ogni forma di segregazione" e agli "attacchi razzisti" cui sono esposte le popolazioni rom in Europa. L'"antizingarismo è ancora diffuso" nel Vecchio Continente e la "paura" crescente, spesso alimentata dai media, verso i "camminanti" sfocia in ricorrenti vessazioni da parte degli Stati membri, delle forze di polizia, degli enti locali… Ai figli dei rom non sono pienamente garantiti il diritto all'istruzione e alla salute, mentre la disoccupazione tra gli adulti ha raggiunto limiti "intollerabili". Tutto ciò diventa ancora più grave se si considera che con gli allargamenti dell'Unione avvenuti nel 2004 e 2007 "la maggior parte di essi ha acquisito la cittadinanza Ue", beneficiando così del diritto "di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri". In questi termini l'ultima edizione del notiziario europeo del Sir (Servizio informazione religiosa della Conferenza episcopale italiana) riassume i contenuti di una risoluzione dell'Europarlamento, approvata in sessione plenaria la scorsa settimana a Bruxelles. "Una posizione dai toni fermi ed espliciti, votata in emiciclo ad amplissima maggioranza sottolinea il Sir - cui è mancato il sostegno solo delle forze di destra e nazionaliste".

Fonte Misna

Nota di chi redige il blog : Premesso che non si può che essere d'accordo sulla mozione approvata ieri all'interno del parlamento europeo, è altresì sentita la necessita' che vengano potenziate e rese efficaci le norme che tutelano i minori oggetto di sfruttamento , il divieto di accattonaggio e il rispetto della legalita' da parte di chiunque compresi gli stessi Rom. Quindi tolleranza e rispetto della legalita' senza se e senza ma devono essere le due facce della stessa medaglia, altrimenti è solo utopia o peggio ancora aria fritta.

30 gennaio, 2008

William Parker meets Curtis Mayfield.




Una domenica mattina come tante altre al Teatro Manzoni di Milano. Dopo un sabato sera con gli amici, sveglia presto, nebbia, uscita dalla Brianza, Tangenziale Est, Via Palmanova, C.so Buenos Aires e infine Via Palestro dove posteggio la macchina. Sono in ritardo e devo correre, entro in Teatro, incredibile, persone che rimangono senza biglietto, maschere che per cercare di accontentare tutti portano le sedie del bar all'interno del teatro in modo da "creare" nuovi posti.... L'attesa è alta, si sente nell'aria l'emozione dell'Evento. Io sinceramente sono impreparato, non avendo ( si lo ammetto ) ancora ascoltato il cd. Conoscevo il precedente, il bellissimo Requiem , ma questo non ne avevo ancora avuto il tempo... Insomma arrivo al concerto completamente impreparato....



E' STATO UN EVENTO ECCEZIONALE !!!!


Sicuramente il piu' bel concerto di tutta la manifestazione insieme a quello di Billy Bang. Grazie a Rai Trade avete ora anche voi la possibilita' di ascoltare questa formazione in una dimensione Live.


A tal proposito riporto qui sotto quanto scritto da Vincenzo Roggero su All About Jazz


Tralasciamo per una volta le sacrosante considerazioni sulla centralità della figura di William Parker nella scena attuale, e non solo, della musica improvvisata più creativa. Tralasciamo anche i meriti, culturali, sociali, quasi di testimonianza, di Tracce, collana discografica fortemente voluta da Pino Saulo, diretta emanazione del programma di Radio3 “Battiti“. Leggiamo ad ascolto terminato le illuminanti note di copertina scritte da Parker stesso sull’eterna diatriba riguardante la suddivisione della musica in generi o sui possibili processi di interpretazione della musica altrui. Concentriamoci, piuttosto, su The Inside Songs of Curtis Mayfield - Live in Rome isolandoci da informazioni e condizionamenti esterni, lasciandoci trasportare solo dalla bellezza delle parole e dalla potenza delle note.Ed è subito pelle d’oca. Bastano i primi secondi della voce di Leena Conquest, con qualche rarefatto frullio della batteria di Hamid Drake per dilatare le emozioni, per allertare i sensi, per indebolire la saldezza delle gambe. Poi, all’attacco di “People Get Ready“, il mondo sembra girarti intorno, si perde qualsiasi percezione della realtà, una marea montante di sensazioni contrastanti ti assale trascinandoti in un vortice piacevolmente senza fine.Esagerazioni? Forse, ma William Parker è riuscito nel miracolo di far rivivere una musica irripetibile come quella di Curtis Mayfield senza perdere una goccia dei suoi magici equilibri di rivendicazione sociale e sensibilità poetica, forza comunicativa e semplicità melodica. Con il valore aggiunto di una band elettrizzante, pirotecnica, coesa, geniale nel mettere al servizio della musica di Mayfield il marchio di fabbrica delle improvvisazioni collettive e di un creatività senza limiti, e con un Amiri Baraka ispirato, aggressivo e dolce insieme.Parker possiede un profondo senso della storia sociale e musicale del suo popolo, fieramente ne rivendica l’appartenenza interpretando, questa volta, l’affascinante mondo sonoro di uno dei suoi idoli giovanili. E mettendo in campo l’umiltà e la semplicità dei grandi, esaltando le sue doti di sciamanico catalizzatore di talenti e di straordinario direttore musicale, regalandoci, infine, oltre settanta minuti di grande musica.

OFFICIAL BIOGRAPHY

William Parker is a master musician, improviser, and composer. He plays the bass, shakuhachi, double reeds, tuba, donso ngoni and gembri. He was born in 1952 in the Bronx, New York. He studied bass with Richard Davis, Art Davis, Milt Hinton, Wilber Ware, and Jimmy Garrison. He entered the music scene in 1971 playing at Studio We, Studio Rivbea, Hilly’s on The Bowery and The Baby Grand, playing with many musicians on the avant-garde school Bill Dixon, Sunny Murray, Charles Tyler, Billy Higgins, Charles Brackeem, Alan Silva, Frank Wright, Frank Lowe, Rashid Ali, Donald Ayler, Don Cherry, Cecil Taylor, Jimmy Lyons, Milford Graves and with traditionalists like Walter Bishop, Sr. and Maxine Sullivan. Early projects with dancer and choreographer Patricia Nicholson created a huge repertoire of composed music for multiple ensembles ranging from solo works to big band projects. Parker played in the Cecil Taylor unit from 1980 through 1991. He also developed a strong relationship with the European Improvised Music scene playing with musicians such as Peter Kowald, Peter Brotzmann, Han Bennink, Tony Oxley, Derek Bailey, Louis Sclavis, and Louis Moholo. He began recording in 1994 and leading his own bands on a regular basis founding two ensembles, In Order To Survive, and The Little Huey Creative Music Orchestra. In 2001, Parker released O’Neal’s Porch, which marked a turn toward a more universal sound working with drummer Hamid Drake. The Raining on the Moon Quintet followed, adding vocalist Leena Conquest and the Quartet from O’Neal’s Porch. Most notable among many recent projects is the Inside Songs of Curtis Mayfield. He has taught at Bennington College, NYU, The New England Conservatory of Music, Cal Arts, New School University and Rotterdam Conservatory of Music. He has also taught music workshops throughout the world including Paris, Berlin and Tokyo and the Lower East Side. Parker is also a theorist and author of several books including the Sound Journal, Document Humanum, Music and the Shadow People and The Mayor of Punkville.

As Steve Greenlee of the Boston Globe stated in July 2002, “William Parker has emerged as the most important leader of the current avant-garde scene in jazz.” He is working in many of the more important groups in this genre, some of the most prestigious being his own, i.e. The Curtis Mayfield Project, Little Huey Creative Orchestra, In Order to Survive, William Parker’s Quartet and other groups. Mr. Parker is one of the most important composers in our time period, he is also a poet whose words are beginning to be heard in various media: in print, in song and in his theatre piece, “Music and the Shadow People.”

In ‘95 the Village Voice characterized William Parker as "the most consistently brilliant free jazz bassist of all time." However from the beginning of his career Mr. Parker has commanded a unique degree of respect from fellow musicians. In 1972 at the age of 20, Parker quickly became the bass player of choice among his peers. Within a short time he was asked to play with older, established musicians such as Ed Blackwell, Don Cherry, Bill Dixon, Milford Graves, Billy Higgins, Sunny Murray, etc. In 1980 he became a member of the Cecil Taylor Unit, in which he played a prominent role for over a decade.

Mr. Parker has released over 20 albums under his leadership. Not surprisingly, most of his albums have hit #1 on the CMJ charts. In 1995 after years of obscurity as a leader, he released Flowers Grow In My Room, on the Centering label. This was the first documentation of the Little Huey Creative Music Orchestra. This CD hit #1 on the CMJ charts and The Little Huey began to travel. They have performed in the Verona Jazz Festival and Banlieues Bleues among others. William Parker’s new Quartet has hit with rave reviews for both albums “O’Neals Porch” and “Raining on the Moon.”

These releases and their success highlight William Parker as an outstanding composer and band leader. From the beginning of his musical career, William Parker has been prolific; composing music for almost every group with whom he has performed. His compositional skills span a range including operas, oratorios, ballets, film scores, and soliloquies for solo instruments. He has also successfully explored diverse concepts in instrumentation for large and small ensembles. William Parker is a poet, with three volumes published thus far: “Music Is,” “Document Humanum,” and “The Shadow People.”

“He (William Parker) is something of a father figure” stated Larry Blumenfeld in a New York Times article this past May. He has looked for and encouraged young talent and has been a mentor to some of the younger musicians. Most importantly, for Mr. Parker has been the workshops/ performances for young people that he has conducted, both in the USA and in Europe. This has been for him amongst some of his most important work and greatest successes.”



Infine Vogliamo proporvi la Poesia / Epopea / Poema che Amiri Baraka ha letto, urlato e interpretato per noi durante il concerto. Sperando che anche noi, come cittadini del mondo, sappiamo sconfiggere l'ingiustizia e il soppruso sempre.

SOMEBODY BLEW UP AMERICA



(All thinking people
oppose terrorism
both domestic
& international…
But one should not
be used
To cover the other)

They say its some terrorist, some
barbaric
A Rab, in
Afghanistan
It wasn't our American terrorists
It wasn't the Klan or the Skin heads
Or the them that blows up nigger
Churches, or reincarnates us on Death Row
It wasn't Trent Lott
Or David Duke or Giuliani
Or Schundler, Helms retiring

It wasn't
the gonorrhea in costume
the white sheet diseases
That have murdered black people
Terrorized reason and sanity
Most of humanity, as they pleases

They say (who say? Who do the saying
Who is them paying
Who tell the lies
Who in disguise
Who had the slaves
Who got the bux out the Bucks

Who got fat from plantations
Who genocided Indians
Tried to waste the Black nation

Who live on Wall Street
The first plantation
Who cut your nuts off
Who rape your ma
Who lynched your pa

Who got the tar, who got the feathers
Who had the match, who set the fires
Who killed and hired
Who say they God & still be the Devil

Who the biggest only
Who the most goodest
Who do Jesus resemble

Who created everything
Who the smartest
Who the greatest
Who the richest
Who say you ugly and they the goodlookingest

Who define art
Who define science

Who made the bombs
Who made the guns

Who bought the slaves, who sold them

Who called you them names
Who say Dahmer wasn't insane

Who/ Who / Who/

Who stole Puerto Rico
Who stole the Indies, the Philipines, Manhattan
Australia & The Hebrides
Who forced opium on the Chinese

Who own them buildings
Who got the money
Who think you funny
Who locked you up
Who own the papers

Who owned the slave ship
Who run the army

Who the fake president
Who the ruler
Who the banker

Who/ Who/ Who/

Who own the mine
Who twist your mind
Who got bread
Who need peace
Who you think need war

Who own the oil
Who do no toil
Who own the soil
Who is not a nigger
Who is so great ain't nobody bigger

Who own this city

Who own the air
Who own the water

Who own your crib
Who rob and steal and cheat and murder
and make lies the truth
Who call you uncouth

Who live in the biggest house
Who do the biggest crime
Who go on vacation anytime

Who killed the most niggers
Who killed the most Jews
Who killed the most Italians
Who killed the most Irish
Who killed the most Africans
Who killed the most Japanese
Who killed the most Latinos

Who/Who/Who

Who own the ocean

Who own the airplanes
Who own the malls
Who own television
Who own radio

Who own what ain't even known to be owned
Who own the owners that ain't the real owners

Who own the suburbs
Who suck the cities
Who make the laws

Who made Bush president
Who believe the confederate flag need to be flying
Who talk about democracy and be lying
WHO/ WHO/ WHOWHO/

Who the Beast in Revelations
Who 666
Who decide
Jesus get crucified

Who the Devil on the real side
Who got rich from Armenian genocide

Who the biggest terrorist
Who change the bible
Who killed the most people
Who do the most evil
Who don't worry about survival

Who have the colonies
Who stole the most land
Who rule the world
Who say they good but only do evil
Who the biggest executioner

Who/Who/Who ^^^

Who own the oil
Who want more oil
Who told you what you think that later you find out a lie
Who/ Who/ ???

Who fount Bin Laden, maybe they Satan
Who pay the CIA,
Who knew the bomb was gonna blow
Who know why the terrorists
Learned to fly in Florida, San Diego

Who know why Five Israelis was filming the explosion
And cracking they sides at the notion

Who need fossil fuel when the sun ain't goin' nowhere

Who make the credit cards
Who get the biggest tax cut
Who walked out of the Conference
Against Racism
Who killed Malcolm, Kennedy & his Brother
Who killed Dr King, Who would want such a thing?
Are they linked to the murder of Lincoln?

Who invaded Grenada
Who made money from apartheid
Who keep the Irish a colony
Who overthrow Chile and Nicaragua later

Who killed David Sibeko, Chris Hani,
the same ones who killed Biko, Cabral,
Neruda, Allende, Che Guevara, Sandino,

Who killed Kabila, the ones who wasted Lumumba, Mondlane , Betty Shabazz, Princess Margaret, Ralph Featherstone, Little Bobby

Who locked up Mandela, Dhoruba, Geronimo,
Assata, Mumia,Garvey, Dashiell Hammett, Alphaeus Hutton

Who killed Huey Newton, Fred Hampton,
MedgarEvers, Mikey Smith, Walter Rodney,
Was it the ones who tried to poison Fidel
Who tried to keep the Vietnamese Oppressed

Who put a price on Lenin's head

Who put the Jews in ovens,
and who helped them do it
Who said "America First"
and ok'd the yellow stars
WHO/WHO/ ^^

Who killed Rosa Luxembourg, Liebneckt
Who murdered the Rosenbergs
And all the good people iced,
tortured , assassinated, vanished

Who got rich from Algeria, Libya, Haiti,
Iran, Iraq, Saudi, Kuwait, Lebanon,
Syria, Egypt, Jordan, Palestine,

Who cut off peoples hands in the Congo
Who invented Aids Who put the germs
In the Indians' blankets
Who thought up "The Trail of Tears"

Who blew up the Maine
& started the Spanish American War
Who got Sharon back in Power
Who backed Batista, Hitler, Bilbo,
Chiang kai Chek who WHO W H O/

Who decided Affirmative Action had to go
Reconstruction, The New Deal, The New
Frontier, The Great Society,

Who do Tom Ass Clarence Work for
Who doo doo come out the Colon's mouth
Who know what kind of Skeeza is a Condoleeza
Who pay Connelly to be a wooden negro
Who give Genius Awards to Homo Locus
Subsidere

Who overthrew Nkrumah, Bishop,
Who poison Robeson,
who try to put DuBois in Jail
Who frame Rap Jamil al Amin, Who frame the Rosenbergs, Garvey,
The Scottsboro Boys, The Hollywood Ten


Who set the Reichstag Fire

Who knew the World Trade Center was gonna get bombed
Who told 4000 Israeli workers at the Twin Towers
To stay home that day
Why did Sharon stay away ?
/
Who,Who, Who/
explosion of Owl the newspaper say
the devil face cd be seen Who WHO Who WHO

Who make money from war
Who make dough from fear and lies
Who want the world like it is
Who want the world to be ruled by imperialism and national oppression and terror
violence, and hunger and poverty.

Who is the ruler of Hell?
Who is the most powerful


Who you know ever
Seen God?

But everybody seen
The Devil


Like an Owl exploding
In your life in your brain in your self
Like an Owl who know the devil
All night, all day if you listen, Like an Owl
Exploding in fire. We hear the questions rise
In terrible flame like the whistle of a crazy dog

Like the acid vomit of the fire of Hell
Who and Who and WHO (+) who who ^
Whoooo and Whooooooooooooooooooooo!


AMIRI B 10/01



http://www.amiribaraka.com/


Si vuole ringraziare per questo post


1 - Rai Trade per aver fatto un cd cosi' bello


2 - All About Jazz e in particolare nella persona di Vincenzo Roggero


3 - Il Blogger Mondo Jazz ( è segnalato tra i link utili ) che ci ha dato la possibilita' di avere il testa della poesia di Amiri Baraka.


4 - A Tutti Voi