30 settembre, 2008

Rory Block – Blues Walkin’ Like A Man



Da casa Stony Plain, nuovo album blues per Rory Block che, dopo aver interpretato Robert Johnson, continua il suo percorso blues in purezza pagando un tributo ad un altro gigante della musica nera, Son House. Un incontro fondamentale, per l’evoluzione artistica di questa notevole blues-woman bianca.

- Rory Block – Blues Walkin’ Like A Man (A Tribute To Son House) (La signora bianca del blues acustico interpreta Son House in compagnia di John Sebastian, armonica.)

Ricordiamo che è possibile acquistare il cd in oggetto presso Moonlight Records

24 settembre, 2008

Un Bel Video Al Giorno Toglie Il Medico Di Torno



Compositore di fama internazionale, vincitore di Grammy e autore di celebri brani tra cui “Don’t Know How”, singolo che lanciò la carriera musicale di Norah Jones, Jesse Harris torna con il suo settimo album intitolato “Feel”. L’artista di recente ha prodotto e composto la colonna sonora di “The Hottest State”, film di Ethan Hawke, dove i brani sono interpretati tra gli altri anche da Willie Nelson, Cat Power, Feist e ora torna con un nuovo disco, che è un lavoro che supera qualsiasi standard già affermato da Harris. Racconta Harris “ino a un momento prima di registrare non sapevo nulla di Feel, il disco è stato inciso in soli tre giorni, abbiamo suonato tutte le canzoni una sola volta, era un album libero da preconcetti e disegni”.“Feel” è qualcosa di completamente nuovo anche per lo stesso autore, che per la prima volta inserisce anche le percussioni, ed è un album che ha visto la luce molto più come una serata tra amici che suonano l’uno per l’altro, che come uno studio album. I risultati sono più che apprezzabili.

- Jesse Harriis – Feel (Cantautore USA ed una delle possibili rivelazioni della scena rock USA di quest’anno. Attenzione alla campagna di stampa e radiofonica in atto.)

E' possibile acquistare il cd da cui è tratto il video presso

Moonlight Records

23 settembre, 2008

Giusto Per Creare Ancora Un Po' Di Confusione

Molti danno per spacciati cd e lp da tanti di quegli anni che neanche me ne ricordo. Noi siamo tra quelli che sostengono che indipendentemente del formato il problema oggi è l'interesse. Per la Musica naturalmente. Disinteresse che è stato generato da scelte che io definisco alla McDonald dalle grandi case discografiche con il solo scopo di creare idoli ad hoc per adolescenti.

Spieghiamoci meglio anche con l'ausilio di Platone. Un bambino che cresce da McDonald penserà che quello sia il cibo migliore. Poi quando passerà ai quattro salti in padella della findus sarà convinto di trovare il paradiso ed infine quando durante una vacanza per la prima volta assaggerà un salame nostrano dopo i primi tentennamenti per il profumo di cantina che sentirà ( e che il contadino cercherà di far capire che trattasi di un sapore propriamente nostrano )finalmente le ombre cadranno e il fu bambino inizia un nuovo percorso che lo rendera' libero di capire cosa veramente ama mangiare e cosa detesta.

Cosi' per la musica. Gia' da bimbi veniamo continuamente bombardati da Radio e Tv da tutta una serie di finti cantanti costruiti in laboratorio e confezionati per essere i piu' generici possibili. E si è convinti che quella sia la vera musica. Poi ogni tanto una orchestra va in piazza accompagnato da un ballerino e la gente inizia a rimanere a bocca aperta. Ecco allora che inizia a cercare di riprovare quelle sensazioni e sara' li che iniziera' a formare un gusto.

Ora, poichè penso che con McDoanld e Tv dovremo convivere ancora a lungo penso che il nostro scopo sia quello di andare incontro alla gente per far capire che esiste qualcosa di diverso dalle ombre che ci fanno gustare, vedere e sentire ogni giorno.

Questa premessa per capire il secondo grande sbaglio delle case discografiche che contanto le quali continuano a pensare che l'attuale cresi sia generata da un problema di "formato" della musica creando cosi' anche in quei soggetti che la amano problemi su come usufruirne. ( Chi ascolta musica in modo serio sa benissimo che ascoltare un cd su mp3 per le nostre orecchie equivale a guardare un film su un telefonino per gli occhi. Si può fare.... Ma penso che si stia parlando di due prodotti diversi.

Comunque tra i vari formati che nascono oggi ecco l'ultima dall'america : Naturalmente le grandi case discografiche, come un naufrago senza nulla di forte cui aggrapparsi per portarsi in salvo si aggrapperà a tutto ciò che trova, dicevamo, le grandi case vi si sono gia' aggrappate.....

LOS ANGELES - Che l'era del compact disc stia per finire è risaputo. Adesso anche SanDisk si candida a dare il colpo di grazie al supporto fisico nato quasi 30 anni fa: l'azienda californiana di memorie flash ha annunciato la distribuzione delle slotMusic, memory card con precaricato un album musicale in formato mp3, che saranno in vendita negli Stati Uniti forse già da Natale.

Le slotMusic. Il nuovo prodotto consiste in delle microSD, un formato di memory card già largamente utilizzato, vendute con all'interno un album musicale in formato mp3. Le tracce saranno prive di Drm, i lucchetti digitali che impediscono la copia delle canzoni scaricate da alcuni store come iTunes, e verranno codificate in alta qualità a 320 kb/s.

Nei piani di SanDisk, le slotMusic forniranno un'alternativa all'acquisto dei compact disc per chi utilizza supporti di ultima generazione per ascoltare musica, anche grazie all'accordo raggiunto con le quattro grandi major (Sony, Warner, Emi e Universal). Il formato microSD è uno standard largamente utilizzato dai cellulari Nokia, Samsung, Rimm e Motorola, oltre ad essere presente su tanti lettori mp3 (tra cui non ci sono però gli iPod). Grazie a degli adattatori Usb inoltre le microSD possono essere lette anche su un normale computer. L'arma in più proposta da SanDisk è lo spazio non occupato dalle canzoni, che gli artisti potranno utilizzare per includere nei loro album contenuti esclusivi come interviste, testi o video, riprendendo l'abitudine consolidata del mercato dei Dvd. Se poi l'album non è gradito dall'utente, gli sarà facile cancellarlo e riutilizzare la memoria per i suoi file personali.

Le critiche. Pochi minuti dopo l'annuncio del nuovo prodotto, sono fioccate in rete le critiche degli esperti. Tra i commenti più duri quello del New York Times - che rievoca i dischi di cartone per fonografo, ritagliabili dalle confezioni di cereali: un clamoroso flop - sottolineando quindi la scarsa possibilità delle slotMusic di essere un formato pensato per il lungo termine. Il blog tecnologico GigaOm parla invece di un prodotto "destinato al fallimento", evidenziando il crollo delle rendite delle vendite dei cd in America (scese dai 900 milioni di dollari del 2000 ai 500 milioni del 2007) e la scarsa propensione dei giovani consumatori all'acquisto di supporti fisici (mentre iTunes ha già venduto 5 miliardi di canzoni dalla sua apertura). Michael Arrington di TechCrunch ricorda invece come i possessori di cellulari di ultima generazione possano già usufruire di musica gratis in streaming su iMeem o MySpace Music.

La vendita. Una data precisa per il lancio del nuovo prodotto non è ancora stata diffusa, ma con buona probabilità le slotMusic saranno nei negozi a stelle e strisce a fine 2008 o a inizio 2009, mentre l'Europa dovrà aspettare qualche mese. In America sono state coinvolte nella distribuzione le grandi catene Wal-Mart e Best Buy (che qualche giorno fa ha acquistato lo store digitale Napster) e per il giorno del lancio è prevista la presenza sugli scaffali di 29 album diversi tra cui gli ultimi lavori di Rihanna, Usher, Weezer e un best of di Elvis per far felice il pubblico meno giovane. Anche sul prezzo la SanDisk non si è espressa, ma secondo il New York Times si aggirerà tra i 7 e i 10 dollari, un costo davvero basso se si considera che le microSD "vergini" da Wal-Mart costano oggi 15 dollari.

11 settembre, 2008

Joan Baez - Day After Tomorrow



Prodotta da Steve Earle, questo è il primo album in studio negli ultimi cinque anni ed arriva dopo due notevoli live che hanno rinverdito i suoi fasti d’interprete. Nel nuovo album, dove sono presenti strumentisti e vocalist di primissimo piano, interpreta canzoni di Tom Waits, Elvis Costello, Patty Griffin, Steve Earle, oltre che sue composizioni originali. L’album risulta essere uno dei massimi eventi della stagione per i cultori della musica d’autore e la Baez si conferma una delle più belle voci della scena folk-rock di sempre.

E' possibile acquistare il cd :

- Joan Baez – Day After Tomorrow

presso il sito
www.moonlightrecords.com

04 settembre, 2008

Traffico di esseri umani : a che punto siamo ?

FINO a poco tempo fa le ragazze venivano sequestrate con la forza e poi vendute all'asta, e da lì smistate sui marciapiedi di tutta Europa. Un 'lavoro' decisamente rischioso per i malviventi e che ha finito per esporli alle polizie di tutti i Paesi. Il racket, in risposta a questa repressione su larga scala, ha scelto la strada dell'evoluzione: oggi è quasi soft, la violenza è sfumata nelle forme e la catena reclutamento-vendita-trasferimento delle ragazze non viene più gestita da grosse concentrazioni di criminali ma da un immenso arcipelago di piccoli gruppi. Insomma, il meccanismo è esploso, ed è rinato sparpagliandosi sul territorio. Per questo la tratta delle donne è ancora più difficile da contrastare. Il 23 agosto l'Organizzazione internazionale del lavoro ha celebrato la "Giornata internazionale contro la schiavitù". Proviamo adesso, con l'aiuto di alcuni esperti dell'Antimafia e delle Ong, a ricostruire queste nuove forme di schiavitù sessuale e la loro evoluzione.

Il "Mercato Arizona". E' di pochi anni fa - poco dopo il 2004 - lo smantellamento del 'Mercato Arizona'. Era un centro di smistamento "all'ingrosso" di donne, droghe e armi e si trovava in zone impervie nei boschi al confine tra Serbia e Croazia. "All'Arizona Highway", spiega l'economista ed esperta in terrorismo Loretta Napoleoni, "i mercanti ordinavano alle ragazze di spogliarsi e quelle rimanevano nude sul ciglio della strada: gli uomini si avvicinavano, le toccavano, ispezionavano la pelle e controllavano perfino la bocca prima di fare l'offerta". In quegli anni era Israele il maggior acquirente di slave, "molto ricercate da una clientela di ebrei ortodossi" che, spiega Nissan Ben-Ami, dirigente di Awareness Centre, un'Ong israeliana che lotta contro il traffico e la prostituzione, "per motivi religiosi non possono masturbarsi e sprecare sperma: devono farlo per forza con una donna". Spiega la Napoleoni nel libro "Economia canaglia": "In Israele le donne sono trafficate per il 'corridoio' Egitto-Striscia di Gaza: da Rafah, infatti, si snodano complicati labirinti di sotterranei di cui si servono terroristi e anche trafficanti, anche di donne".

La violenza non "rende" più. Visto che l'efferatezza degli anni Novanta aveva provocato una risposta dura dell'antimafia, anche in Italia il crimine ha abbandonato la violenza che "accende i riflettori" per dare il via a una vera e propria mutazione. Il nuovo sfruttamento è "dolce" e poco visibile. Proprio così. Un quadro della situazione attuale su cui sono d'accordo due autorità nella lotta alla tratta delle donne: il magistrato antimafia della Procura di Lecce, Cataldo Motta, uno degli uomini-chiave della Dia (Direzione investigativa antimafia) e il sociologo Pino Arlacchi, esperto mondiale di mafia, ex sottosegretario generale delle Nazioni Unite e direttore, dal 1997 al 2002, sempre per l'Agenzia internazionale, dell'Undccp (l'ufficio Onu per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine).

Il crimine impara a negoziare. Spiega Motta: "Il fenomeno si è modificato, va detto che i criminali sono riusciti a neutralizzare le misure di contrasto con nuove modalità di reclutamento. Gli sfruttatori si sono fatti più morbidi e ora le ragazze non parlano più, grazie a una maggiore partecipazione agli utili e a maggiori margini di movimento". Questa l'istantanea di Arlacchi: "Nonostante la presenza di un forte elemento di costrizione - motivo per cui non si può certo parlare di vero "accordo" - è stato introdotto un minimo di elemento volontario".

"Schiavismo moderato". "Questa nuova forma di "semi-schiavitù" - prosegue il sociologo - se da un lato riduce la dimensione dello sfruttamento - che però rimane - dall'altro consente un allargamento del mercato a nuove vittime". Il cosidetto 'reclutamento morbido', facendo leva su incentivi che spengono il moto di ribellione nelle ragazze, rende inadeguate molte delle norme antimafia. Certo, un forte elemento di coercizione non è cambiato: il sequestro dei documenti per "mantenere le ragazze in uno stato continuativo di ricattabilità e vulnerabilità", spiegano gli esperti riportando le parole stesse del Protocollo contro la tratta. "I grossi numeri si stanno spostando verso questa nuova forma di dominanza", evidenzia Arlacchi, "si può affermare che almeno due casi su tre avvengono secondo le nuove modalità di reclutamento. Prima la violenza caratterizzava tutta la filiera della tratta, ora le ragazze vanno incontro a dure sanzioni fisiche qualora si ribellino e violino l'accordo".

E che le modalità più "crude" siano in via di sparizione lo testimoniano gli stess operatori di Ong che lavorano a contatto con le ragazze sfruttate: "Poco tempo fa abbiamo trovato una giovane ragazza albanese quasi-morta, con evidenti segni di tortura e sevizie: un un orecchio mozzato, bruciature ovunque e segni di percosse di ogni tipo. Ma gli episodi di efferatezza sono residuali, appartengono ormai agli anni Novanta", spiega Marco Bufo, coordinatore dell'Ong "On the road". "Proprio per questo", sottolinea, "la situazione è più complicata, il fenomeno è sempre meno visibile e al tempo stesso più ampio".

Le speranze delle schiave.
Sono sempre meno le donne a essere sequestrate e tenute in scacco con la violenza: oggi nella fase di reclutamento le ragazze contraggono un debito verso i trafficanti, che gli procurano documenti falsi in cambio di quelli veri e le portano a destinazione. Ma le "trattenute" sul lavoro delle ragazze sono alte, che riconquisteranno la libertà e i veri documenti solo una volta saldato il debito. Un debito che in genere i trafficanti tendono a gonfiare nel tempo più che possono. "Se la situazione che viene prospettata alle ragazze per il pagamento del debito - un costo variabile da etnia a etnia, ma che si aggira sui 50-60 mila euro - è a "tempo determinato", queste possono sempre pensare: "Tutto questo un domani finirà". Insomma, si convincono di aver a disposizione sempre una seconda possibilità. Nel frattempo - spiegano gli operatori - "prostituendosi possono mandare soldi alle famiglie, mantenere i figli che spesso lasciano nelle case d'origine e sperare di sollevarle dalla miseria e dall'indigenza. Rispetto all'inferno da cui scappano, anche le condizioni di sfruttamento peggiore finiscono per essere accettate".

La "vecchia scuola". Nigeria, Albania e Moldava hanno fatto scuola in fatto di strumenti efferati di reclutamento: violenze, mutilazioni, lo sterminio delle famiglie, l'uso sistematico della violenza, dello stupro e, sopratutto, racconta Arlacchi "l'umiliazione". "La violenza caratterizzava qualsiasi momento della vecchia filiera della tratta", spiega. Al tempo stesso gli esperti concordano: non si può affatto escludere che, specie in paesi dove la legge non c'è, l'efferatezza sia lo strumento principe della coercizione. "Come in certe zone della Russia, dell'Albania o dell'Africa", aggiunge Arlacchi.

Quell'articolo è obsoleto? Con l'introduzione dell'articolo 18 della legge Turco-Napolitano contro la tratta il grande traffico ha subito un grosso colpo, prima di "polverizzarsi in un arcipelago di piccoli gruppi", dice Arlacchi". Il reato di tratta è violazione dei Diritti umani e la sanzione arriva fino a 18 anni. "Le strategie di contrasto hanno funzionato", dicono all'unisono Motta e Arlacchi, sottolineando: "L'articolo 18 è fatto molto bene" ma la struttura del traffico si è talmente fluidificata che, spiega Motta, "non si riesce più ad arrivare alla configurazione del reato, e l'articolo 18 viene neutralizzato". In una parola: la realtà cambia velocemente e le norme faticano a comprenderla.

E l'Europa che fa? Alla già difficile situazione di una normativa poco adeguata ai tempi, si aggiungono rallentamenti dovuti alla complessità delle procedure europee: "In Europa la posizione delle polizie rispetto alle vittime è diversa da paese a paese", spiega Carla Olivieri, Project Manager di "Tratta NO!", una campagna di sensibilizzazione europea realizzata in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità. Sottolinea la Olivieri: "Nel resto d'Europa non c'è l'obbligo della denuncia da parte delle vittime. In Italia si, e questo è uno snodo fondamentale: perché se la denuncia è volontaria, come nella maggioranza dei paesi, mette in pericolo le ragazze e soprattutto le loro famiglie all'estero". Sempre la Olivieri evidenzia che anche se "la Convenzione di Varsavia del 2005 auspica una maggiore coerenza normativa da parte di tutti i paesi e un allineamento delle legislature, fino a ora quasi nessun paese, Italia inclusa, ha ancora ratificato la Convenzione, perché la ratifica implicherebbe l'adeguamento normativo obbligatorio". Anche queste complicazioni di procedura, di tipo tecnico, semplificano la vita al crimine.

Il crimine "fai da te". L'indentikit degli sfruttatori offre una sorpresa. "Quelle che organizzano il traffico sono persone assolutamente normali", spiega Arlacchi. "Questa nuova forma di assoggettamento apre il mercato a imprenditori del traffico 'fai da te'". E' una delle conseguenze della mutazione del mercato del sesso, che trova riscontri nelle considerazioni della prima linea dell'Antimafia. Spiega il Procuratore di Lecce: "Nascono 'piccole libere iniziative', perché non c'è più bisogno di entrare in contatto con la grande criminalità organizzata, un tempo l'unica 'agenzia di servizi' per la gestione degli ingressi in Europa". In poche parole: finché la mafia albanese era capace di passare il Canale d'Otranto utilizzandolo come ingresso per l'Europa era inevitabile che avesse rapporti solo con altre grandi reti criminali. Adesso però, conclude Motta, "le vie di ingresso sono le più disparate e il controllo è diventato complicatissimo". Così il grande crimine si è decentralizzato.

Il commercio è al dettaglio ma i numeri restano all'ingrosso. Ma quanto denaro muove questo traffico? Fare stime è quasi impossibile per la natura sommersa e continuamente mutevole del fenomeno del traffico e per i diversi criteri adottati da stato a stato per tentare di quantificarne i flussi. Eppure qualcosa si può dire. Secondo complesse stime dell'Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro), che molti ritengono al ribasso, sono trafficate nel mondo almeno 1,7 milioni di schiave del sesso e il trend è in crescita. Per quel che riguarda il mercato italiano Transcrime - il Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell'Università degli Studi di Trento e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che collabora sulla tratta con il Parlamento Europeo - ha stimato in quasi 6 miliardi di euro gli introiti tra il 2004 e il 2005. Con un traffico stimato di donne che varia tra 18.000 e 36.000. Introiti che, sottolineano sempre gli esperti, finiscono quasi per intero nelle tasche dei trafficanti.

Nuovi problemi per l'antimafia. "Da quando la violenza è sparita non riusciamo più a far collaborare le ragazze, il lavoro si è complicato, anche per le stesse unità di strada", spiega Motta, "prima alla violenza le donne finivano per ribellarsi e collaboravano, e questo è indispensabile per ricostruire la filiera criminale, ma oggi - prosegue il magistrato - basta osservare che tra il 2007 e il 2008 non si è avuto nemmeno un solo procedimento per tratta di esseri umani". Infatti "i procedimenti penali, a fronte dei successi ottenuti negli anni scorsi, sono crollati e questo può dar conto di quanto la situazione adesso sia molto più complicata". Lo stesso, continua Motta, si riscontra dalle intercettazioni telefoniche: "Non c'è più traccia, oggi, dei resoconti di violenza inaudita degli anni Novanta."

Insistono sia Arlacchi che Motta: la violenza logora la "merce" e al tempo stesso espone chi la esercita a rischi continui. "Comprare un essere umano e trattarlo come "merce", spiega Arlacchi, non conviene: gli esseri umani non sono come un pacco di droga proprio perché non sono una merce: vanno gestiti, nutriti e, alla fine, e questo è incontrovertibile, l'essere umano si ribella, sempre".

Articolo tratto da repubblica

01 settembre, 2008

Giant Sand feat Howe Gelb realeases Provison



Experimental Americana pioneer Howe Gelb to release new Giant Sand album, proVISIONS, September 2

Tucson, Arizona-based musician Howe Gelb will release the first Giant Sand album in nearly four years proVISIONS on September 2, 2008. The work will feature friends such as Isobell Campbell, Neko Case and M. Ward.

"Giant Sand is a mood," says Howe Gelb. The creative force behind the extended family that has comprised Giant Sand over the years, speaks of "yippity and happenstance" that arise to inspire the soundscape that is Giant Sand. The musical family tree of the Tucson, AZ group is long and illustrious, beginning in 1980 as The Giant Sandworms and later spawning bands like Calexico, The Friends of Dean Martinez and OP8.

Howe Gelb has steadily amassed a prolific catalog of Giant Sand and solo material that spans the wealth of southwestern roots and lo-fi. Thick with musings scattered by desert winds, and soaked with eroding guitars and dusty piano, proVISIONS sonically explores love and loss in the socio-political climate of the modern world.

This incarnation of Giant Sand is comprised of Gelb, Danish musicians Thoger T. Lund (bass), Peter Dombernowsky (drums) and Anders Pedersen (slide guitar). It features talented friends/collaborators such as Neko Case, M. Ward, Isobell Campbell, Henriette Sennenvaldt, Lucie Idlout and Lonna Kelley.

A creeping cruise down a dark desert highway, these proVISIONS provide for the furthering ride of Giant Sand's completely unique sonic legacy.

Il Cd Giant Sand - Provision

può essere acquistato al seguente negozio on line
www.moonlightrecords.com

28 luglio, 2008

“SUONI DAL MEDITERRANEO” 2008

Il Centro Studi “Il Giardino dei Suoni”
presenta
“SUONI DAL MEDITERRANEO”
Decimo Festival di Musica Etnica
www.suonidalmediterraneo.it

Ideazione e Direzione Artistica: Ruggiero Inchingolo
Andria 01-02-03 agosto 2008
Piazza Catuma e Palazzo Ducale

con il contributo di:
Assessorato alla Cultura del Comune di Andria

con il sostegno di:
Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia

con il patrocinio di:
United Nations Educational Scientific Cultural Organization (UNESCO) Commissione Nazionale Italiana
Assessorato alla Cultura della Provincia di Bari

I più grandi artisti della musica etnica e popolare, in dieci anni di storia, di immagini, di emozioni, di sperimentazione e ricerca musicale, di coinvolgimento popolare e di crescita culturale. Il festival, organizzato dal Centro Studi “Il Giardino dei Suoni”, sotto la Direzione artistica di Ruggiero Inchingolo e la collaborazione organizzativa di Alessandro Buongiorno, giunge quest’anno alla decima edizione confortato da un grande successo di pubblico e di critica (10.000 presenze nella scorsa edizione), qualificandosi anche quest’anno come l’evento più atteso ed importante della zona “terra di Bari”,

TEMA CONDUTTORE
Come afferma l’ideatore dell’evento, il tema conduttore dell’edizione 2007 è una sintesi di contenuti culturali già evidenziati nelle scorse edizioni proprio con l’intento di celebrare il decennale. Non a caso sono state invitate oltre alle nuove formazioni, anche alcuni degli artisti delle precedenti edizioni.

P R O G R A M M A E D I Z I O N E 2008


Africa, danze, bande, cinema, paranze, barbieri, pizziche e tarante


60 il numero degli artisti impegnati con concerti, seminari, proiezioni, corsi di danza popolare, concerti-lezione, presentazioni e pubblicazioni musicali.


• 2 concerti all’insegna della pizzica salentina in memoria di “Pino Zimba”.
Nella serata di Venerdì 1 agosto (Piazza Catuma, ore 21.30) si esibirà la “Tradizionale Salentina Dop” con la presentazione del nuovo repertorio e relativo CD curato dall’organettista Massimiliano Morabito sulla riproposta di pizziche e tarantelle della tradizione orale pugliese. Subito dopo seguirà il gruppo “Zimbaria”, con un ricco repertorio di pizziche trascinanti, per omaggiare un’ icona del Salento, il grande cantore e tamburellista salentino Pino Zimba, recentemente scomparso, che nel 1998 ha inaugurato il Festival “Suoni dal Mediterraneo”.

• 2 concerti all’insegna del dialogo interculturale e della solidarietà dove l’Africa e la Puglia si incontrano.
La serata di Sabato 2 agosto (Piazza Catuma, ore 21.30) vedrà impegnata la “Gangbè Brass Band” una inedita orchestra africana fatta di ottoni dirompenti provenienti dal Benin ed il gruppo di Mimmo Epifani, erede della tecnica del mandolino "alla barbiere" di S.Vito dei Normanni. Al termine del concerto i due gruppi daranno spazio a una improvvisazione collettiva già sperimentata in passato, proprio nel rispetto di uno degli obiettivi principali del festival che aspira a concepire la musica come un mezzo comunicativo efficacissimo atto a facilitare il percorso di integrazione tra popoli diversi, verso una via possibile al dialogo interculturale. Non mancherà lo spazio dedicato alla solidarietà verso il popolo africano. In tutte e tre le serate un punto informativo della ONLUS “Insieme per l'Africa”, sarà presente in Piazza Catuma, con l’intento di raccogliere offerte per finanziare un progetto che prevede la costruzione di due aule scolastiche che ospiteranno più di 100 bambini della città etiope di Zway.



• 2 concerti dedicati alle musiche dei riti e ai linguaggi musicali d’avanguardia.
La serata di domenica 3 agosto (Piazza Catuma, ore 21.30) si aprirà con una banda e una paranza del sud Italia rappresentate rispettivamente dalla: Fanfara Populara, formazione d’avanguardia sempre alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi sul solco della tradizione, che presenterà il suo nuovo repertorio e relativo CD;
Simone Carotenuto e i Tammorrari del Vesuvio con le tammurriate e i canti alla stisa di invocazione alla madonna presenti in alcune processioni tipiche dell’Agro Nocerino.


• 1 presentazione cinematografica, in anteprima assoluta, sulla ricerca dei diversi significati legati al morso della taranta.
La serata del 2 agosto (Cortile Palazzo Ducale, ore 20.00) si aprirà con la proiezione della prima stesura di un film documentario che sarà completato a novembre di quest’anno, dal titolo “LATRODECTUS”. Originalissimo per il suo taglio scientifico ma con preziosi riferimenti alla tradizione orale, il lungometraggio è stato girato tra Francia e Italia dal regista Jeremie Basset e dall’etnopsichiatra Irene Gurrado. Le musiche dal vivo dell’etnomusicologo Ruggiero Inchingolo, eseguite durante la proiezione, sottolineranno alcuni momenti di questa recente ricerca alle radici del "morso nascosto" della mitica taranta. Il film è ricco di suggestive immagini filmate a fine anni '50 dalla troupe di Ernesto De Martino, di interessanti interviste agli esperti più qualificati di vari ambiti disciplinari (tra cui lo stesso direttore artistico) che si sono interessati al tarantismo, come il decano dell’ analisi istituzionale nonchè studioso di trance e possessione, George Lapassade dell’Università di Parigi VIII. Il documento è una valida testimonianza di come è possibile fare dell' interdisciplinarietà una scommessa per il futuro delle professioni.

• 1 prima presentazione musicologica con seminario sulla conoscenza delle tecniche di uno strumento tipico pugliese.
La serata del 3 agosto (Cortile Palazzo Ducale, ore 19.00), darà spazio a un lavoro di ricerca svolto dall’andriese Davide Roberto negli archivi del Centro Studi “Il Giardino dei Suoni” nella sezione relativa alla documentazione video-sonora del Festival “Suoni dal Mediterraneo”. Durante il seminario saranno illustrate le tecniche utilizzate nei tamburi a cornice del Meridione d’Italia. Il suo interessante studio, è stato oggetto di tesi di laurea (con lode) discussa al DAMS dell’Università degli Studi di Roma Tre. Il tamburello e la tammorra saranno i protagonisti di questo viaggio attraverso il Salento, la Calabria e la Campania alla scoperta di analogie e differenze di esecuzione.


• 1 corso di danza popolare per la formazione del pubblico.
In una intensa due giorni (Venerdì 1 agosto ore 15-19 e Sabato 2 agosto 10-14; 16-18) nel Cortile del Palazzo Ducale, Giuseppe delle Donne e Lucia Polito (ballerini ed insegnanti) ci mostreranno e ci faranno ballare la vera pizzica pizzica del Salento, attraverso cinque momenti di due ore ciascuno. Un percorso a tappe che alternerà la pratica (moltissima) alle informazioni utili per contestualizzare la danza e saperla usare con consapevolezza.

• 1 concerto-lezione per la formazione del pubblico.
Domenica 3 agosto (ore 20.00) nel cortile del Palazzo Ducale, si esibiranno i depositari del patrimonio musicale di tradizione orale del Gargano, con il gruppo di Michele Rinaldi, cantatore e suonatore di chitarra battente nonchè ultimo custode della tradizione popolare musicale di San Giovanni Rotondo. Lo stesso gruppo ha inaugurato il Festival nel 1998.

Il cartellone, dunque, è ricco e la nostra sfida rimane sempre quella di continuare a raccogliere nel contenitore culturale, non solo gruppi di musica etnica di rilievo internazionale, ma anche le personalità regionali della musica folklorica, con alle spalle significative esperienze nel campo della tradizione popolare, che lasciano un tesoro non solo musicale, ma soprattutto:

• culturale, con le tradizioni della loro terra di appartenenza;
• sociale, per la funzione di aggregare un pubblico diverso per età, provenienza geografica, strato sociale, gusti e interessi;
• formativo, per i seminari e i concerti lezione che arricchiscono il nostro bagaglio di conoscenze con una forte valenza educativa basata sul rispetto delle culture “altre”.

“Dal 1998 ‘Suoni dal Mediterraneo’ offre i tratti musicali di una terra privilegiando spesso i depositari di una tradizione musicale che è appresa oralmente. Svincolandosi dall’idea della mera spettacolarizzazione, il Festival propone anche il concerto lezione: non un prodotto da palco, ma un’occasione per informare, creare un rapporto tra musica e cultura d’appartenenza dei gruppi”.
Ciro De Rosa, World Music Magazine, n.64, gennaio-febbraio ‘03
Per informazioni:
Centro Studi “Il Giardino dei Suoni”
Via Bari, 30 70031 Andria (BA)
Tel./Fax 0883.597833
www.suonidalmediterraneo.it

24 luglio, 2008

Caro Don Benzi , The Missing Year ?

MILANO - Tossiva sangue, la malattia era già in fase conclamata. La coinquilina allora ha alzato il telefono e ha segnalato ai volontari dell'Opera di San Francesco il caso dell'amica. Una prostituta romena. Malata di tubercolosi. La donna ora è in cura, ma l'allarme intanto è scattato. La denuncia è dell'assessore alla Salute del Comune, Giampaolo Landi di Chiavenna: più di ottanta casi, solo nelle ultime due settimane, di immigrati indirizzati al centro di Villa Marelli per i controlli anti-tisi. Impossibile, tornando al caso della prostituta romena, risalire al numero di persone che sono entrate in contatto con lei.
«Non sappiamo da quanto tempo sia malata, e se va bene riusciremo a rintracciare solo l'un per cento delle persone che ha frequentato », conferma suor Anna Maria Villa, medico e responsabile del Poliambulatorio dell'Opera San Francesco. Che non nasconde la preoccupazione: «Il rischio di essere contagiati dalla Tbc in città non è più circoscritto, non è più un problema di pochi». Meno di un mese fa lo spettro della tubercolosi si era materializzato in un asilo in zona San Siro. «Non succedeva da molti anni», avevano ammesso allora dal Comune. A Milano i casi di tubercolosi sono circa quattrocento all'anno. «Tre volte di più rispetto alla media nazionale», spiega Luigi Codecasa, responsabile di Villa Marelli.
Nella Milano del 2008 la tbc colpisce soprattutto gli immigrati (i due terzi del totale) in età ancora giovane, tra i trenta e i trentacinque anni. Oppure gli italiani over 50. «Immigrazione, povertà, ambienti più stretti, maggiori possibilità di contatto », le ragioni del primato in negativo di Milano. «Le persone più a rischio sono quelle che vivono nelle stesso ambiente del contagiato ». Nello specifico, rischia quindi di più la coinquilina che il partner occasionale della prostituta malata. L'assessore intanto, dal versante politico, rilancia la sua battaglia sul mestiere più antico del mondo. «Questo nuovo caso di Tbc è emblematico rispetto al problema della prostituzione: bisogna intervenire sul piano sanitario, attraverso l'obbligo di un certificato sanitario per chi esercita la "professione" ».
Anche perché, oltre alla tubercolosi, «ci sono malattie che stanno tornando a diffondersi, come la sifilide, e il problema crescerà se non si regolamenta il fenomeno della prostituzione: ci sono più di 1500 prostitute di strada rilevate in città, il problema è molto grosso». Libretto sanitario ed emersione dal lavoro nero. Con tanto di fisco alle calcagna e una minimum tax da onorare. Vecchi pallini dell'assessore. Che sul tema ha preso carta e penna per scrivere ai ministri competenti: «Il governo deve affrontare urgentemente il tema. Sono preoccupato perché il progetto di legge del governo è scomparso dall'agenda del Consiglio dei ministri».

Commento degli autori del blog :
Don Benzi era convinto che qualsiasi donna di qualsiasi nazionalita' e ceto sociale che esercitasse la "professione" piu' antica del mondo non fosse una donna libera. Interessa poco a noi sapere quali siano le forme giuridiche per rendere sicure queste ragazze anche se ne capiamo la neccessita' e l'urgenza. A noi interessa rendere libero il cuore di queste ragazze. Come detto tempo fa con i Rom non basta emarginare e controllare, occorre educare ed amare.
Ma questo è un ruolo che non può spettare allo stato. E' un ruolo che spetta a noi. Cosi' potremo rendere libere e felice migliaia di ragazze.
E' qui che occorre ripartire.

14 luglio, 2008

Quando Finira' Tutto Questo ?

Sul barcone partito dalle coste del Nord Africa si erano stretti in 48. Dopo cinque giorni in mare sotto al sole ardente di luglio sono approdati sulle coste spagnole dell’Andalusia in 33. Quindici, tra cui nove bambini piccoli, sono morti di caldo e di sete e di stenti. Giornalisticamente parlando, ordinaria amministrazione: poche righe nelle pagine interne dei quotidiani, non vale di più una tragedia, se si ripete invariata cento volte all’anno, e riguarda, per di più, dei miserabili. Ma c’è un particolare in quelle righe in cui si inciampa, fermandosi in un attimo di atterrito silenzio interiore. Le madri di quei bambini, riferiscono i superstiti, sono state costrette a buttare esse stesse i loro figli morti nel mare. Sotto il cielo torrido tra l’Africa e la Spagna, in una barca affollata di uomini stremati non c’è spazio per alcuna pietà. Un cadavere, e anche quello di un bambino, in quel sole appesta i compagni con l’intollerabile fetore della morte. Disfarsene bisogna, e in fretta, liberarsene scaricando a mare le piccole membra illividite. Immaginiamoci allora – facciamo uno sforzo per vedere ciò che nessuna telecamera ci mostrerà mai – quelle madri naufraghe, attorno solo l’orizzonte infinito del mare, e quei figli di uno, due, quattro anni fra le braccia, di cui per ore hanno assistito impotenti all’agonia. Immaginiamoci l’istante in cui il respiro affannoso del figlio si quieta, e forse il materno sollievo nel pensare che il martirio è finito, e che il bambino ora è in pace. Chiudergli gli occhi, ricomporlo nelle vesti sporche, nelle piccole braccia ustionate dal sole. Forse per qualche ora i compagni avranno rispettato il muto dialogo fra madre e figlio, avvinti l’una all’altro come nell’illusione di un lungo sonno. Ma poi certo il capobarca avrà fatto segno: «È ora». Le madri dapprima si saranno disperatamente ribellate. Urla, pianti, le braccia protese ad avvinghiare il bambino inerte. Ma poi hanno ceduto, rassegnate. Altri figli le guardavano zitti, e la sopravvivenza imponeva la sua legge feroce. Ma han voluto essere loro a prenderli in braccio, dolcemente, a adagiarli sull’acqua come su una culla, allungando la mano in un’ultima carezza. A cosa somiglia questa tragedia ignorata in alto mare, che cosa ti ricorda, tanto che ti sembra di averne già letto? «Portava essa in collo una bambina di forse nov’anni, morta; ma tutta ben accomodata, co’ capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l’avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere sur un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull’omero della madre, con un abbandono più forte del sonno». La madre di Cecilia nella peste manzoniana, è lei la donna cui la memoria, in quelle poche righe distratte in un dispaccio di agenzia, ritorna. La madre che posa come un fiore reciso sul carro dei morti la figlia, doveva avere la stessa faccia, gli stessi occhi di quelle sconosciute africane in mezzo al mare. E al monatto che come intimidito si avvicina a prendere la bambina la donna dice: «No! Non me la toccate per ora. Devo metterla io su quel carro». «Devo metterla io»: così come le naufraghe hanno voluto deporre esse stesse i bambini nel mare – quasi fossero le onde lenzuola da teneramente rimboccare. La peste, c’è ancora. È lo strazio dei morti di fame naufraghi nei nostri mari. Ancora le donne cedono alla morte i loro figli inutilmente vegliati nelle notti di deriva. Noi, non le vediamo. Nessuna televisione ce ne mostrerà gli occhi neri mentre si chinano sull’acqua col figlio in braccio, irrigidito «in un abbandono più forte del sonno».

01 luglio, 2008

Suoni Dal Mediterraneo 2008

Il Giardino dei Suoni e Ruggiero Inchingolo sono lieti di comunicare le date del


Festival di Musica Etnica
Suoni dal Mediterraneo
10° Edizione
1 – 2 – 3 Agosto 2008
Andria

10 volte La musica dei portatori della tradizione orale
10 volte Gli strumenti dal mondo
10 volte I concerti-lezione
10 volte Le realtà d’avanguardia della scena etnica
10 volte La sperimentazione e la ricerca musicale
10 volte Gli spettacoli in prima assuluta
10 volte I seminari di approfondimento
10 volte La sensibilità verso il sociale
10 volte Il senso della festa
10 volte Il ballo collettivo in piazza e lo spettacolo diventano rito.

Quest’anno si intende celebrare il decennale del Festival, attraverso le esibizioni di artisti che, con il loro repertorio ben esprimono le valenze culturali del tema conduttore che, variabile di anno in anno, ha caratterizzato ogni singola programmazione:
dalle culture musicali dell’Italia Meridionale, a quelle di confine;
dall’esigenza collettiva dei rituali di festa popolare legati al mondo sacro e profano, fino alle varie forme vocali della musica di tradizione orale;
dalla musica di invocazione alla divinità fino al concetto dell’arte dell’ improvvisazione musicale nella cultura orale;
dalle sonorità imparentate con l’architettura antica fino agli strumenti simboli di identità culturale.


Il programma sarà pubblicato a breve sul sito ufficiale del Festival, all'indirizzo

www.suonidalmediterraneo.it

La Grande Domanda

Se eri un bambino negli anni 70

Come hai fatto a sopravvivere ?

1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag...



2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.


3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.

4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta o in moto non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l'acqua dal tubo del giardino , invece che dalla bottiglia dell'acqua minerale.


7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, si ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari... cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile! .

9.- La scuola durava fino alla mezza , poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia
(si, anche con il papà ). Incredibile!
10.- Ci tagliavamo , ci rompevamo un osso , perdevamo un dente , e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti , pane olio e sale , pane e burro , bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
12.- Condividevamo una bibita in quattro... bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 999 canali , videoregistratori , dolby surround , cellulari personali , computer , chatroom su Internet ... Avevamo invece tanti AMICI.

14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell'amico , suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.



15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis , si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma .



16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.

17.- Avevamo libertà , fallimenti , successi , responsabilità ...

e imparavamo a gestirli.

La grande domanda allora è questa:
Come abbiamo fatto a sopravvivere ? e a crescere ? e a diventare grandi ? .

Nota dell'autore del blog : sara' che tra due giorni compio 36 anni ma questi messaggi che invadono la posta e che in altri tempi avrei insultato ( cosa che molto probabilmento continuerò a fare dal 4 luglio ) oggi fanno quasi tenerezza...

05 giugno, 2008



Dopo cinque anni di assenza possiamo tranquillamente affermare che questo cd è un clamoroso ritorno in studio per questo slide-guitar virtuoso della Louisiana. Divenuto personaggio culto anche tra i cultori delle jam-bands, Landreth celebra il suo amore per la musica "American-Roots" ospitando musicisti del calibro di Jimmy Buffett, Eric Clapton, Robben Ford, Vince Gill, Dr. John, Eirc Johnson, Mark Knopfler...

- Sonny Landreth – From The Reach Slide-guitar virtuoso. Feat. Jimmy Buffett, Eric Clapton, Robben Ford, Vince Gill, Dr. John, Eirc Johnson, Mark Knopfler, Nadirah Shakoor……


Per acquistare il cd invia una mail a

simone.mlr@tin.it

04 giugno, 2008

Flaco Jimenez – He’ll Have To Go



Possiamo ormai tranquillamente affermare che Flaco Jimenez sta all'accordion tex mex come Piazzolla sta al Tango Bandoneon e B.B.King alla chitarra Blues. Entrambi hanno una caratteristica unica e inimitabile, essi stessi rappresentano l'accordo che stanno suonando in quel momento e cercarli di imitarli sarebbe solo tempo perso. Questi personaggi possono solo essere interpreatati.... Ecco allora l’atteso ritorno di questo alfiere del Tex-Mex sound. Un accordionist che, dagli anni ’70, rappresenta un sicuro punto di riferimento per i cultori del genere.”I’ll Have To Go” è uno dei suoi album più isppirati e riusciti e un ritorno ad un “border-sound” in purezza dopo qualche disco rock di compromesso con i texani.

- Flaco Jimenez – He’ll Have To Go Feat. Rudy Calderon, David Jimenez, Oscar Garcia, Max Baca, Luis Chavez, Frank Villareal, Arturo Jimenez, Rbecca Valadez, Tony Martinez.

14 maggio, 2008

Angel Band - With Roots & Wings ( Vote ***** )



Le Angel Band, gruppo di Nancy Josephson, Jen Schonwald e Kathleen Weber, tengono fede al titolo dell’album “”With Roots And Wings” con un album di indescrivibile bellezza e grazia tra radici, musica acustica e armonie vocali. Prodotto da Lloyd Maines grande gruppo vocale femminile supportato da grandi musicisti, David Bromberg in primis.

19 aprile, 2008

Ciao Danny

"Danny and I worked together for 40 years - he was the most wonderfully fluid keyboard player and a pure natural musician. I loved him very much...we grew up together."
—Bruce Springsteen

Danny Federici, for 40 years the E Street Band's organist and keyboard player, died this afternoon, April 17, 2008 at Memorial Sloan-Kettering Cancer Center in New York City after a three year battle with melanoma.

The Federici family and the E Street family request that, in lieu of flowers, donations be made to the Danny Federici Melanoma Fund. A web site for the Fund is being established and we'll post its link when it is on line.

Dal sito ufficiale di Bruce Springsteen.

Moonlight Records want to be close to Federici Family adressing prayers to God.
Dear Danny RIP
Moonlgiht Staff

09 aprile, 2008

Salviamo I Negozi Di Dischi

"Nessun luogo può cambiare la tua anima più dei piccoli negozi di dischi". Forse ha proprio ragione lo scrittore inglese Nick Hornby, che li venera con la forza di un culto: tra quegli scaffali pieni di titoli entri chitarrista ed esci batterista, arrivi per chiedere l'ultimo successo in classifica ma c'è sempre qualcuno capace di farti cambiare idea, di farti scoprire un mondo, di darti una chance per crescere e per diventare migliore. L'autore di "Alta fedeltà", il bellissimo romanzo del '95 ambientato in un negozio di dischi di Londra, è tra i firmatari di una petizione in difesa di questi negozi indipendenti ormai a rischio estinzione visto l'affermarsi del download illegale e dei negozi virtuali sorti in questi ultimi anni su Internet.

La petizione lanciata per sostenere il "Record store day" in programma in America sabato 19 aprile, rimbalzata in tutto il mondo con gran clamore, vede affiancati i nomi più importanti dello star system musicale, da Bruce Springsteen a Paul McCartney, da Chuck Berry a Damon Albarn. Ma ci sono anche personaggi noti del cinema, come l'attore Billy Bob Thornton e il regista Cameron Crowe, che non hanno fatto mancare il loro appassionato sostegno alla causa: "Lunga vita ai negozi di dischi" osserva Crowe "e a quei ragazzi e a quelle ragazze che girando la chiave aprono ogni giorno la porta verso un mondo di sogni".

Il 19 aprile migliaia di piccoli rivenditori indipendenti agiranno come se fossero uno soltanto. Ci saranno azioni coordinate di marketing, verranno distribuiti gadget e borse con il logo dell'iniziativa, ci saranno spettacoli e concerti per far sentire la voce di decine di artisti che non si rassegnano a veder chiudere il negozio giù all'angolo. Siamo di fronte al grido di dolore di una generazione superata e tradita da Internet? Il "Giorno del negozio di dischi" rappresenta solo il canto del cigno di una specie destinata all'estinzione? A giudicare da alcuni segnali di riscatto per i vecchi dischi in vinile, con la recente e decisa impennata delle vendite (+ 25% nella sola America), proprio non si direbbe.

I Metallica, strenui oppositori del download illegale, hanno scelto il "Record Store Day" per presentare la riedizione in vinile di due loro album classici, Kill 'em all e Ride the lightning: i quattro eroi dell'heavy metal il 19 aprile si esibiranno all'interno del negozio di dischi "Rasputin Music" di Mountain View, vicino San Francisco. Anche Elvis Costello ha deciso che il suo prossimo disco Momofuke verrà pubblicato solo in vinile e non nel formato cd. E al vinile sono tornati nel tempo i Radiohead, i Nine Inch Nails, i Pennywise. Se il mercato del vinile continuerà con questo interesse e a questi tassi di crescita, il download sarà solo uno dei modi per avvicinare la musica, non l'unico, e per i negozi di dischi si aprirà la possibilità di una seconda giovinezza.

Questo almeno spera chi li considera dei punti di aggregazione insostituibili e dei formidabili motori per la diffusione della cultura che non hanno ancora trovato un degno sostituto nell'asettico mondo di Internet: "Cosa ascolti quando entri nel tuo negozio favorito per il download?" si chiede Nick Hornby. "Niente. E chi incontri? Nessuno. Chi ti consiglierà di smetterla di ascoltare questo e di cominciare ad ascoltare quest'altro? I negozi dischi non possono salvarti la vita, ma possono dartene una migliore". Tanto entusiasmo viene condiviso anche da Don Was, musicista e per anni produttore di Bob Dylan e dei Rolling Stones: "In principio fu il negozio di dischi, un tempio moderno con i suoi sacerdoti e i suoi iniziati, santo ricettacolo dei ritmi e delle rime più sacre. In confronto" osserva il musicista di Detroit "Internet sembra un'asettica stanza d'ospedale".

In Italia del "Record store day" si sa ancora poco. E se la voce di un possibile riscatto non risolleverà le saracinesche di tanti negozi storici, fa però felice i collezionisti di dischi come Simona Ventura, giurata della trasmissione X Factor: "A Milano, come a New York o a Londra, passo pomeriggi interi nei negozi di musica: è anche un modo per trascorrere una giornata arricchendosi culturalmente".

Tratto da Repubblica.

Nota : Come sa chi ci conosce anche noi ci consideriamo un negozio di Dischi "Tradizionale" con vetrina su Internet. Un negozio sui generis, diremmo un negozio on the road come tante fiere, concerti e appuntamenti live dimostrano.
Per questo aderiamo felici a questa manifestazione e lunga vita a tutti i negozi di dischi.

La redazione di Moonlight Records

03 aprile, 2008

New Conversations - Vicenza Jazz 13 Edizione

La musica dei più grandi jazzisti calata nei monumenti architettonici del Palladio: questo il filo conduttore della tredicesima edizione di New Conversations – Vicenza Jazz, intitolata "Le architetture del jazz", che si terrà dal 2 al 10 maggio, promossa dal Comune di Vicenza, in accordo con la Regione Veneto, con il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali, con il fondamentale concorso di A.I.M., la partecipazione di Assicurazioni Generali, Jolly Hotel Tiepolo, Avit, ristorante Ponte delle Bele e la collaborazione di Radio Company.
In occasione del quinto centenario della nascita di Palladio, le cui opere architettoniche conferiscono un volto unico alla città di Vicenza (tanto da averla portata a far parte della lista dei beni mondiali sotto tutela Unesco), New Conversations porta la musica improvvisata a interagire con gli affascinanti e prestigiosi spazi di Palazzo Barbaran da Porto, del Teatro Olimpico e di Piazza dei Signori, secondo un programma preparato dal direttore artistico Riccardo Brazzale con diverse occasioni concertistiche in esclusiva.
Tra i protagonisti musicali del festival, spesso in formazioni all stars, ci saranno nomi di richiamo come Mike Stern, Stacey Kent, Oliver Lake, Jean-Luc Ponty, Greg Osby, Larry Coryell e, tra gli italiani, Enrico Rava, Quintorigo, Giovanni Allevi, Franco D'Andrea, Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella.
Oltre alla consueta attenzione per il jazz più attuale, sia statunitense che europeo, l'edizione 2008 del festival vicentino avrà poi un altro tema caratterizzante: la musica del vicino oriente mediterraneo. Sarà l'occasione per una parata di orchestre (Fanfara Tirana, Kočani Orkestar), cori (Sintonia Tbilisi) e solisti (Noa, Ariel, Florin Niculescu).

Le date ufficiali dell'edizione 2008 di New Conversations – Vicenza Jazz saranno precedute da due anteprime. Mercoledì 23 aprile (al Teatro Comunale) si esibirà Noa, la celebre cantante israeliana, che ha fatto dell'incrocio tra jazz, pop, rock e sapori mediorientali il veicolo di un dialogo musicale per la pace. Quindi, martedì 29 aprile (al Teatro Olimpico), sarà la volta del chitarrista Frank Vignola: un altro artista versatile e capace di conquistarsi il pubblico del jazz, della fusion e del pop-jazz più elegante.

Venerdì 2 maggio si entrerà nel cuore del festival vicentino, con l'omaggio alla musica di Charles Mingus proposto dai Quintorigo, formazione che ha saputo costruirsi una fama trasversale, conquistando sia gli ambienti del rock più sofisticato (trionfatori al premio Tenco e a San Remo) che quelli del jazz, già esplorati in numerose e importanti collaborazioni.
La sera di sabato 3 maggio ci si sposterà all'aperto, in Piazza dei Signori, di fronte alla Basilica Palladiana e a fianco della Loggia del Capitanato, per un incontro con la vivacità e l'esaltazione dei ritmi balcanici della Fanfara Tirana.
Domenica 4 maggio (al Tetro Comunale) è in programma una delle più sfavillanti formazioni del jazz elettrico contemporaneo: la Mike Stern Band. Dai gruppi di Miles Davis a quelli di Jaco Pastorius sino all'attuale carriera da solista, la chitarra di Mike Stern è diventata sinonimo della fusion più entusiasmante e rivolta al futuro.
A partire da lunedì 5 maggio gli appuntamenti serali di New Conversations - Vicenza Jazz raddoppiano, iniziando con due serate realizzate come produzioni originali del festival.
Al Teatro Olimpico il 5 maggio si ascolteranno il trio composto da Oliver Lake, Reggie Workman e Andrew Cyrille e il gruppo Franco D'Andrea Five (Franco D'Andrea, Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella, Daniele D'Agaro, Zeno De Rossi). Mentre il primo gruppo è un vero summit tra nomi storici della musica afroamericana, la formazione guidata da Franco D'Andrea vive del confronto tra generazioni, col veterano pianista che accoglie i più rinomati giovani solisti della scena musicale italiana.
Martedì 6 maggio, in occasione del centenario della nascita di Stephane Grappelli, il Trio di Florin Niculescu e il duo composto da Jean-Luc Ponty e Wolfgang Dauner si alterneranno sul palco del Teatro Comunale per una serata costruita in esclusiva per Vicenza in cui il violino detterà la direzione della musica.
Il Teatro Comunale sarà la sede per le restanti serate del festival: mercoledì 7 maggio con un quartetto ad alto tasso di modernità jazzistica (Marc Copland, Greg Osby, John Hebert, Bill Stewart) e il quintetto della cantante Stacey Kent, vera star della scena jazz britannica (anche se statunitense di origine).
Giovedì 8 maggio, alla prova di un gruppo tra i più affermati della scena newyorkese, il quintetto This Against That del trombettista Ralph Alessi, nel quale spicca la presenza al sax tenore di Ravi Coltrane, risponderanno le note del giovanissimo pianista israeliano Ariel: un prodigio di soli dieci anni, per la prima volta in Italia appositamente per le New Conversations vicentine.
L'omaggio a Chet Baker per mano di una all stars internazionale composta da Enrico Rava, Philip Catherine, Riccardo Del Fra, Aldo Romano e il trio di Larry Coryell, chitarrista che ha lasciato il segno su quattro decenni di storia del jazz e del rock, si alterneranno nella serata di venerdì 9 maggio: un appuntamento imperdibile per gli appassionati della chitarra.
Sabato 10 maggio, il Teatro Comunale ospiterà la performance del pianista Giovanni Allevi, mentre in alternativa, in Piazza dei Signori, si potrà assistere alla pirotecnica esibizione dei gitani macedoni della Kočani Orkestar.

Numerosi saranno poi gli appuntamenti musicali pomeridiani, molti dei quali nella caratterizzante architettura palladiana di Palazzo Barbaran da Porto: il pianista Paolo Birro (2 maggio), con un programma esplicitamente dedicato a Palladio; il duo sax-pianoforte composto da Pietro Tonolo e Luigi Bonafede (4 maggio), che presentaranno il loro ultimo cd per la Obliqsound; gli ampi organici del Pedrollo Ensemble e della Big Band del Conservatorio (6 maggio), in un omaggio a Kurt Weill; il cantante e chitarrista blues Keith B. Brown (9 maggio, a Vicenza in esclusiva per un tributo a Big Bill Broonzy, nel cinquantenario della morte); il duo voce-pianoforte con Joanna Rimmer e Riccardo Zegna (10 maggio, anche per un seminario al Conservatorio Pedrollo).

Per il dopo teatro, appuntamenti ricorrenti al Bar Sartea e nei locali del centro storico: va citata la notte di domenica 4 maggio, col quartetto del contrabbassista milanese Lucio Terzano al Sartea e il quartetto di Dan Kinzelman & Ferenc Nemeth al JazsBò. Ma le notti del fine settimana saranno dominate dalla scena (a ingresso gratuito) del Teatro Astra, che ospiterà il quartetto del sassofonista bostoniano Jerry Bergonzi (9 e 10 maggio), oltre ai Baba Yoga (2 maggio) e la Jazz Vicenza Orkestra (3 maggio).

Come di consueto, la scena del festival sarà arricchita da presentazioni di libri, visioni di film a tema, mostre, seminari, oltre che vari concerti all'aperto e nelle chiese antiche. Un Piano Summit con Riccardo Zegna, Roberto Jonata e Debora Petrina farà da postilla al festival, l'11 maggio all'Auditorium di Thiene.


PROGRAMMA

Mercoledì 23 aprile (Prologo)
21:00, Teatro Comunale: Noa & Band

Martedì 29 aprile (Prologo)
21:00, Teatro Olimpico: Frank Vignola

Venerdì 2 maggio
18:00, Palazzo Barbaran da Porto: Paolo Birro "Dedicato a Palladio"
Paolo Birro (pianoforte)

21:00, Teatro Comunale: Quintorigo "Play Mingus"
Valentino Bianchi (sax); Andrea Costa (violino); Gionata Costa (violoncello); Stefano Ricci (contrabbasso); Luisa Cottifogli (voce)

22:00, Teatro Astra: Baba Yoga "Miles Davis 2008"
Gianfranco Salvatore (oud, sintetizzatori, voce); Danilo Cherni (sintetizzatori, voce); Cesare Dell'Anna (tromba); Adriano Lo Giudice (basso elettrico);
Arnaldo Vacca (percussioni); John Arnold (batteria elettronica)

Sabato 3 Maggio
18:00, Piazze e strade del centro storico: parata Fanfara Tirana

18:00, Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino: Sintonia Tbilisi (coro georgiano)

21:30, Piazza dei Signori: Fanfara Tirana
Hysni Niko Zela (voce); Fatbardh Capi, Gezim Haxhiaj (sax, clarinetto); Xhemal Muraj, Gazmor Halilaj (tromba); Agim Sako (sax tenore, clarinetto);
Roland Shaqja (sax baritono); Mark Luca, Artan Mucollari, Pellumb Xhepi (flicorno baritono); Luan Ruci (tuba); Kujtim Hoxha (batteria); Mario Grassi (darbouka)

22:00, Teatro Astra: Jazz Vicenza Orkestra "Dedicato a Sergio Montini"

Domenica 4 Maggio
12.00, Abbazia di Sant'Agostino: Messa con il Coro e Orchestra di Vicenza, dir. G. Fracasso
"We Come Before You – A Jazz Mass" musica di Jan Hellberg

15:30, Piazze e strade del centro storico: parata Slide Family

16:00, Piazza dei Signori: Slide Family
Beppe Calamosca (trombone, fisarmonica); Mauro Ottolini (trombone, elettronica, tuba); Rudy Migliardi, Massimo Zanotti (trombone, tuba, bombardino);
Simone Pederzoli (trombone, elettronica); Peter Cazzanelli (trombone basso); Hannes Mock (trombone); Zeno De Rossi (batteria)

18:00, Palazzo Barbaran da Porto: Luigi Bonafede & Pietro Tonolo
Pietro Tonolo (sax tenore e soprano); Luigi Bonafede (pianoforte) (presentazione cd Peace, ed. Obliqsound)

21:00, Teatro Comunale: Mike Stern Band
Mike Stern (chitarra); Bob Franceschini (sax tenore); Tom Kennedy (basso elettrico); Dave Weckl (batteria)

22:00, Bar Sartea: Terzano Quartet "Cole Porter, Billy Strayhorn, Bill Evans"
Lucio Terzano (contrabbasso); Pietro Tonolo (sax tenore e soprano); Paolo Birro (pianoforte); Luigi Bonafede (batteria)

22:00, JazsBò: Dan Kinzelman & Ferenc Nemeth Quartet
Dan Kinzelman (sax tenore e soprano); Andrea Pozza (pianoforte); Lorenzo Conte (contrabbasso); Ferenc Nemeth (batteria)

Lunedì 5 Maggio
21:00, Teatro Olimpico: Oliver Lake - Reggie Workman - Andrew Cyrille Trio
Oliver Lake (sax contralto, flauto); Reggie Workman (basso); Andrew Cyrille (batteria)
Franco D'Andrea Five
Franco D'Andrea (pianoforte); Gianluca Petrella (trombone); Fabrizio Bosso (tromba); Daniele D'Agaro (clarinetto); Zeno De Rossi (batteria)

Martedì 6 Maggio
18:00, Palazzo Barbaran da Porto:
Pedrollo Jazz Ensemble del Conservatorio diretto da P. Birro e S. Maiore
Big Band del Conservatorio diretta da E. Pasqualin: Shostakovich, Weill e il jazz

21:00, Teatro Comunale: Florin Niculescu Trio: omaggio a Stephane Grappelli
Florin Niculescu (violino); Christian Escoudé (chitarra); Fabien Marcoz (contrabbasso)
Jean-Luc Ponty & Wolfgang Dauner
Jean-Luc Ponty (violino); Wolfgang Dauner (pianoforte)

Mercoledì 7 Maggio
21:00, Teatro Comunale: Copland-Osby-Hebert-Stewart Quartet
Marc Copland (pianoforte); Greg Osby (sax tenore); John Hebert (basso); Bill Stewart (batteria)
Stacey Kent
Stacey Kent (voce); James Tomlinson (sax tenore); Graham Harvey (pianoforte); David Chamberlain (contrabbasso); Matthew Skelton (batteria)

Giovedì 8 Maggio
21:00, Teatro Comunale: Ralph Alessi & This Against That featuring Ravi Coltrane
Ralph Alessi (tromba); Ravi Coltrane (sax tenore); Andy Milne (pianoforte); Drew Gress (contrabbasso); Mark Ferber (batteria)
Ariel
Ariel (pianoforte); Jean Claude Jones (contrabbasso)

Venerdì 9 Maggio
18:00, Palazzo Barbaran da Porto: Keith B. Brown: omaggio a Big Bill Broonzy

21:00, Teatro Comunale: Rava-Catherine-Del Fra-Romano "Chet Mood"
Enrico Rava (tromba); Philip Catherine (chitarra); Riccardo Del Fra (contrabbasso); Aldo Romano (batteria)
Larry Coryell Trio
Larry Coryell (chitarra); Mark Egan (basso); Paul Wertico (batteria)

22:00, Teatro Astra: Jerry Bergonzi Quartet "Tenor of the Times"
Jerry Bergonzi (sax tenore); Renato Chicco (pianoforte); Dave Santoro (contrabbasso); Andrea Michelutti (batteria)

Sabato 10 Maggio
18:00, Palazzo Barbaran da Porto: Joanna Rimmer & Riccardo Zegna
Joanna Rimmer (voce); Riccardo Zegna (pianoforte)

18:30, Piazze e strade del centro storico: parata Kočani Orkestar

21:00, Teatro Comunale: Giovanni Allevi
Giovanni Allevi (pianoforte)

21:30, Piazza dei Signori: Kočani Orkestar
Ajnur Azizov (voce); Durak Demirov (sassofono); Dzeladin Demirov (clarinetto); Turan Gaberov, Sukri Kadriev (tromba); Nijazi Alimov, Redzai Durmisev,
Sukri Zejnelov (tuba baritono); Suad Asanov (basso tuba); Vinko Stefanov (fisarmonica); Saban Jasarov (tapan, percussione)

22:00, Teatro Astra: Jerry Bergonzi Quartet "Tenor of the Times"


Domenica 11 Maggio
21:00, Thiene, Auditorium: Piano Summit
con Riccardo Zegna, Roberto Jonata e Debora Petrina


Tutte le sere musica al Bar Sartea e nei locali del centro storico
Giovedì e domenica jazzclub al JazsBò (Sovizzo)
Seminari al Conservatorio "A. Pedrollo" di Vicenza con Florin Niculescu, Maurizio Franco e Riccardo Zegna.

MOSTRE
Giuseppe Chiari: i colori della musica, Casa del Palladio (2-18 maggio)
Suliko/Anasun: Arte dal Caucaso. Rusudan Petviashivili e Sonya Orfalian , chiesa SS. Ambrogio e Bellino (4-18 maggio)
Fotografie jazz, a cura del circolo fotografico "Punto Focale", Teatro Astra (2-10 maggio)


Informazioni:
Comune di Vicenza - Assessorato alle Attività Culturali
Ufficio Cultura Tel. 0444 222104 Fax. 0444 222155 e-mail: infocultura@comune.vicenza.it
Ufficio Festival Tel. 0444 222122 e-mail: vicenzajazz@comune.vicenza.it
Web: www.comune.vicenza.it
Web: www.greenticket.it

Info per prevendite:
Teatro Comunale Tel. 0444 324442
Agenzia Panta Rhei Tel. 0444 320217
www.greenticket.it
Call center 899 500 055
Filiali della Banca Popolare di Vicenza


Prezzi:
Teatro Comunale e Teatro Olimpico: 22 euro intero; 18 euro ridotto
Palazzo Barbaran Da Porto: 5 euro. Abbonamento per 5 concerti: 15 euro
Tutti gli altri concerti sono gratuiti
Diritto di prevendita di euro 1,50 sui biglietti

Riduzioni:
Militari, giovani fino ai 25 anni, Carta 60, soci del Touring Club Italia, abbonati stagione Teatro Comunale (su presentazione della tessera di abbonamento personale), Cral e associazioni culturali (ne usufruiscono solo coloro che sono regolarmente iscritti), gruppi di almeno 10 persone con richiesta su carta intestata

Direzione artistica: Riccardo Brazzale

25 marzo, 2008

Dormo Sulla Spiaggia, Qui Arrivano I Clienti.

SANTO DOMINGO (Repubblica Dominicana) — «La notte, quando non piove, dormo con gli altri sulla spiaggia, sotto le palme. Ogni tanto qualche turista ci avvicina nel buio. Che cosa vuole da noi? Rapporti orali, sexo por atrás». Josìa ha occhi verdi e capelli scoloriti dal sole, il sopracciglio tagliato da una cicatrice, «una manganellata della polizia », dice. Josìa vive sulle strade di Boca Chica, si porta indosso tutto ciò che possiede: un paio di pantaloncini da basket infilati sui jeans, una t-shirt lisa, in tasca una moneta da 25 pesos, meno di un dollaro. Josìa parla di sesso anale («por atrás») con l’indifferenza di chi nella vita ha già provato molto. Josìa ha 12 anni.

I Bimbi Sperduti di Santo Domingo dormono sulle sabbie immacolate di un’Isola- che-non-c’è: quella dei resort a 5 stelle e dei viaggi all inclusive, dove il ritmo del merengue scandisce giornate fatte di sole, mare e piña colada. Un’isola che esiste per i 4 milioni di stranieri che ogni anno sbarcano nei suoi aeroporti, ma non per gli 8,9 milioni di abitanti di un Paese che vanta l’11˚ posto nella classifica mondiale della disoccupazione, un Pil pro capite di 8.220 dollari (contro i 28.530 italiani), il 40% della popolazione di età inferiore ai 15 anni. I bambini vittime di sfruttamento sessuale sono almeno 35mila, chiunque può portarseli a letto per un pugno di dollari, dai 10 ai 30 dicono le stime. Per un turista, il prezzo di una cena. Per un dominicano, la paga di una settimana.

Sulla spiaggia di Las Terrenas, nel nord della penisola di Samanà, si sente parlare quasi solo italiano. Giovani coppie con figli, comitive di pensionati, villette immerse nel verde. Nessuno sembra far caso al turista sessantenne che amoreggia con due ragazzine, a mollo nell’acqua trasparente. Abbracci, carezze, baci appassionati. I costumi scollati rivelano seni inesistenti, i fianchi sono appena pronunciati. Non hanno più di 14 anni. A Boca Chica, nel sud del Paese, l’ora dello «struscio » scatta alle 7, quando il buio cala su sdraio e ombrelloni. Davanti ai pub di Calle Duarte sfrecciano i motorini. A bordo, turisti di mezza età che rallentano di fronte alle dodicenni in minigonna ferme sui marciapiedi. Niente bordelli in stile Bangkok: qui il mercato della carne avviene alla luce del sole, senza pudori o sensi di colpa; per il gruppo di trentenni romani alle prese con un cuba libre al bancone del bar, l’adolescente con le treccine che si lascia accarezzare le gambe con sguardo assente è solo un piacevole elemento d’arredo.

Del resto, l’all inclusive è la formula che, da queste parti, va per la maggiore. «I turisti valutano le opportunità: ci sono la barriera corallina, la Zona Coloniál (il centro storico di Santo Domingo, patrimonio dell’umanità, ndr)... e poi, perché no, si può fare sesso con minorenni», commenta amara Maria Elena Asuad, che per l’Unicef segue i progetti di contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori nella Repubblica. «Quando si parla di questo problema, il focus è sempre sull’Asia. Ma oggi le rotte si sono spostate». Le nazionalità «sotto accusa»? Sempre quelle, in ogni angolo dell’isola: Italia, Germania, Francia, Canada. Qualche svizzero, pochi americani. Da Puerto Plata a Boca Chica, Punta Cana, Samanà: «Tutti i luoghi dove c’è una spiaggia e un intorno urbano sono a rischio», spiega Camilo Medina, della Fondación Azúcar. Nella sede scalcagnata dell’associazione, a Las Terrenas, gli scaffali sono carichi di fascicoli su casi di violenza a danno di minori; a farla da padroni sono i «turisti della seconda casa, che stanno qui 3-4 mesi, stabiliscono un rapporto di fiducia con la famiglia... Ma denunciarli è quasi impossibile: se la legge (la 136/2003) è buona, le politiche di attuazione sono inefficienti». Perché per un arresto servono le prove. E prima ancora, una denuncia. «Ma guardi che qui le ragazze si sviluppano presto — sbotta Nathalie, una francese sui 35 anni che a Las Terrenas gestisce un’agenzia turistica —, sono loro che si offrono ai turisti...». «Un ex diplomatico italiano —ricorda la Asuad— mi disse: meglio, così gli danno qualche soldo per mangiare, no?». In Calle del Carmen i bambini giocano nei canali di scolo, le strade sono fiumi di fango, le baracche si appoggiano esauste alle recinzioni di ville hollywoodiane. Una ragazzina in tacchi alti e hot pants candidi aspetta nel buio.

A Santo Domingo, le statistiche dicono che la clientela dei «baby prostituti» è in maggioranza nazionale. A Boca Chica, l’associazione Caminantes accoglie i niños de la calle fuggiti da un padre stupratore, una madre prostituta. «Ma qui vediamo uomini camminare per il barrio sventolando mazzette di euro, resort dove le turiste si portano in camera ragazzini di 14-16 anni — racconta la responsabile, Denisse Pichardo —. È inutile: lo straniero che viene qui lo fa per il sesso. Per i responsabili del settore, l’85% dei turisti sono famiglie; ma lo chieda ai dipendenti, cosa capita nelle stanze...». Quanto a quello, basta sfogliare le pagine del Listín Diario: «In un hotel di Boca Chica hanno scoperto un turista che realizzava pellicole porno con minori », ricorda il caporedattore Tomás Aquino Méndez. Dieci anni fa, stesso luogo, un italiano è stato ucciso da un 13enne che imbottiva di droga, filmando gli abusi. «Dopo sei anni di galera è venuto da noi. Completamente impazzito », dice Denisse.

Allo scalo internazionale Las Américas, chi sbarca è accolto da un cartello: «L’uso di minori per prostituzione e pedopornografia è punito con il carcere (fino a 10 anni) e multe (fino a un milione di pesos)». È uno dei risultati del lavoro della Commissione interistituzionale contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori (che riunisce governo e Ong, Unicef e Ilo, associazioni del turismo, polizia...). I fronti aperti sono molti, dalla campagna realizzata con Unicef, Ecpat e cooperazione italiana alle 9 «case di accoglienza » per minori a rischio, alle convenzioni con hotel e guide turistiche. Perché «l’abuso sessuale è un crimine. Ignorarlo pure», ricorda uno spot in tv. Alle 19.30, ai tavolini del Café Las Flores, in piena Zona Coloniál, un americano sui 65 anni, occhialini dorati e barba da Babbo Natale, circonda con un braccio la vita di una ragazzina di 14, forse 15 anni. Il flusso di turisti prosegue oltre, lo sguardo fisso sui negozietti di sigari e souvenir.

Gabriela Jacomella

Nota Della Redazione : Si ringrazia Gabriela per gli ultimi due articoli pubblicati.
Come detto in precedenti post il nostro blog vede nello sfruttamento sessuale di minori e donne e nella povertà le due piaghe che in questo periodo storico pesano piu' di altre sulla coscienza dell'umanita' cosidetta giusta e perbene.

La crisi economica e istituzionale va sempre di pari passo con la crisi morale di un paese. Fino a quando continueremo a chiudere gli occhi su questi problemi l'Italia e l'Europa non potranno che continuare a conoscere un lento ma inesorabile declino.

Un Orrore Di Primato.

È giovane, ha poco meno di 30 anni. È tecnologico, scivola nei meandri della Rete come un pesce dentro l’acqua. È di cultura media, non necessariamente con un reddito alto, e ama visitare un po’ tutto il mondo, dal Kenya alla Colombia, dalla Cambogia all’Ucraina. Ed è, sempre più spesso, italiano.

Il nuovo identikit del «turista sessuale con minori » — definizione giuridicamente asettica, che cela l’orrore di due milioni di piccole vite violentate e spezzate per sempre — è un pugno nello stomaco del nostro Paese. Sono oltre 80.000 i viaggiatori che ogni anno lasciano la Penisola per andare a caccia di sesso proibito, con bambini e adolescenti; non solo pedofili (il 3% del totale), ma soprattutto uomini e donne normali. Lo dicono i dati raccolti dall’Ecpat (End Child Prostitution, pornography And Trafficking in children for sexual purposes), una rete internazionale di Ong presente in 70 Paesi. In Italia, Ecpat è attiva dal 1994 (www.ecpat.it). Nel 1998 le sue azioni di lobbying hanno contribuito alla nascita della legge 269 (poi migliorata dalla 38/06), che combatte lo sfruttamento di prostituzione, pornografia e turismo sessuale a danno dei minori, anche quando il fatto è commesso all’estero; è grazie a questa normativa che nel marzo 2007 il veronese Giorgio Sampec è stato condannato a 14 anni di carcere, e nel settembre scorso, a Trento, un 55enne è finito in manette per aver commesso atti sessuali con ragazzine thailandesi e cambogiane tra i 12 e i 16 anni. Nel 2000, infine, Ecpat ha promosso il «Codice di condotta dell’industria italiana del turismo».

Ma nella primavera 2008, per Ecpat Italia è di nuovo allarme rosso. «Negli ultimi anni— spiega il presidente, l’avvocato Marco Scarpati—l’italiano ha scalato pesantemente i primi posti di questa terribile "classifica": se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in Kenya (il 24% dei clienti di prostituti/e minorenni è italiano, contro il 38% di "locali"), Repubblica Dominicana, Colombia...». La soglia di attenzione si alza, e si abbassa l’età del turista sessuale, «che non corrisponde più al cliché del "vecchio ricco e bavoso". La media è intorno ai 27 anni, i low cost permettono di spostarsi di più, il Web consente di gestire tutto da soli e di oltrepassare le "dighe" che avevamo cercato di erigere a difesa di questi ragazzi». Come gli accordi con catene alberghiere e tour operator, che in alcuni Paesi vietano l’ingresso in hotel ai minori non accompagnati da un genitore o un tutore. O le alleanze con i tassisti, sguinzagliati a «controllare» i predatori di bambini. «Ma oggi il turista sessuale sa come trovare un autista clandestino, alberghi "senza stelle" e senza formalità, contatti locali che lo aiutino a "cavarsela" in caso di denuncia...». E i nuovi territori di caccia si spingono in luoghi lontani e quasi dimenticati: in Mongolia, per dire, una segnalazione ad Ecpat Italia «ha rivelato l’esistenza di tour operator che organizzano viaggi a sfondo sessuale, presentandoli come battute di pesca sportiva». Tutto online, sfuggente, inafferrabile; intercettare i flussi è complicato e costoso, il materiale si scambia in siti peer-to-peer che come garanzia per l’ingresso richiedono foto del «candidato » impegnato in situazioni hard con minori.

Dai dossier di Ecpat, nati da indagini sul campo e dossier medici, interviste a beach boys e giovanissime jineteras («i ragazzi in genere sono più grandicelli, dai 13 ai 18, per le bambine la fascia è 11-15 anni»), affiora il ritratto «di un italiano turista del sesso che in Kenya, ad esempio, una volta su 2 non vuole il profilattico. In molti poi filmano gli incontri, anche con il cellulare, e li mettono in Rete». C’è poi il mondo inesplorato del turismo sessuale femminile, «fatto di donne dal reddito e livello culturale alti; le mete? Kenya, Gambia, Senegal, ma anche Cuba, Brasile, Colombia». Da parte sua, Ecpat non sta con le mani in mano: ci sono i progetti di cooperazione e i centri di recupero nei Paesi a rischio (tra gli ultimi nati, quello in Bulgaria, «ci arrivano bambini che hanno avuto fino a 6.000 "clienti" l’anno»), formazione congiunta per poliziotti italiani e stranieri, progetti di campagne sociali («se l’età del turista sessuale è calata in modo così drammatico, questo significa che la prevenzione, qui, va fatta sin dall’adolescenza»). Perché l’Italia, Paese d’origine di tanti predatori del sesso, è anche in prima fila tra chi li combatte: «Come finanziamenti governativi, siamo al primo posto in Europa e sul podio mondiale. Un impegno costante, dal 2000 ad oggi», conferma Scarpati. L’appuntamento, ora, è per il III Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei minori, organizzato da Ecpat, Unicef e Ong per la Convenzione dei diritti dell’Infanzia. Luogo: Rio de Janeiro. Data: dal 25 al 28 novembre prossimi. L’Italia, anche stavolta, ci sarà.

Gabriela Jacomella

Tratto Dal Corriere Della Sera.

18 marzo, 2008