24 novembre, 2007

Sergio Veschi Presenta Vito Di Modugno e L'Organ Trio


Ciao Sergio, parlaci un po’ del nuovo lavore di Di Modugno :


Dopo alcuni anni e dopo l’innegabile successo di Organ Grooves, il suo primo disco come leader per la Red Records, torna in pista Vito Di Modugno con un nuovo gruppo, un nuovo lavoro e un nuovissimo repertorio. Nel suo gruppo l’inserimento di Pietro Condorelli si rivela particolarmente felice perché il suo modo di suonare, quieto e rilassato, è in qualche modo speculare a quello di Vito Di Modugno. Il repertorio è simile a quello Blue Note Oriented del primo ma lo scavo in profondita’ nel linguaggio e negli arrangiamenti è molto piu’ marcato con consistenti aggiornamenti ad esperienze piu’ recenti e a pubblici piu’ eterogenei che includono sia jazz fans hardcore che quelli piu’ apparentemente sofisticati del free ma anche la fascia piu’ popular e funky.


Chi sono i musicisti che hanno piu’ di altri influenzato Vito e gli altri componenti del gruppo in questo cd ?


In realta’ la session ha dato vita a due Cd, questo è il primo, e accanto a grandi temi di Mingus, Silver, McLean, Henderson, Blue Mitchell, ci sono anche Corea, Jimi Hendrix, Jaco Pastorius, Eddie Gomez, Ornette Coleman, Cedar Walton e Bobby Watson oltre ad alcuni originals di Di Modugno che mostrano come il leader e e i suoi compagni padroneggino con serieta’, rigore, entusiasmo e sopratttutto feeling i diversi aspetti della storia del jazz moderno, in tutte le sue sfaccettate sfumature, senza complessi.


Se non ci inganniamo c’è un brano speciale in questo cd, ce ne vuoi parlare ?


Si, si tratta di Triss, il brano di Vincenzo Deluci, lo sfortunato trombettista pugliese che è rimasto paralizzato in un incidente d’auto ed al quale il cd è dedicato. Il brano ci sembra particolarmente riuscito per la vena melodica e il colore che ricorda molto alcuni melos balcanici e medio orientali.
Ti va di spendere qualche parola anche per il brano originale inciso durante la registrazione dall’Organ Trio ?


Si tratta della Zita Di Ceglie che è un brano scherzosamente improvvisato in studio e coniuga un non improbabile connubio fra pizzica, blues e jazz, cosa questa che sembra aver interessato non poco anche altri musicisti di jazz in tempi recenti.


Nel cd, oltre alla formazione originale, appaiono come ospiti Michele Carrabbia e Pino Di Modugno, padre di Vito. Ce li vuoi introdurre ?


Michele Carrabba al sax trenore suona in quattro brani e da’ agli stessi il colore e il calore di un sassofonista dalla grande e bella sonorita’, sostenuta da una tecnica eccellente e un feeling possente quanto incendiario che però sa essere anche molto smooth come nel blues di Vito “The Big”. E’ veramente sorprendente come un sassofonista di questo livello sia cosi’ poco conosciuto in Italia dove mi sembra abbia ben pochi rivali.


Pino Di Modugno, padre di Vito e di un altro figlio chitarrista che insegna al conservatorio di Bari, conferma, nei suoi brevi interventi, tutta la sua classse di grande fisarmonicista dalla tecnica e musicalita’ impressionante e dalla inesauribile vena musicale. Un uomo e un musicista che potrebbe ancora riservare delle sorprese, nonostante i suoi anni che hanno da poco superato i 70, e che chi vuole meglio conoscere può ascoltare nel cd Bedouin.


Parlaci ora di Massimo, Pietro e Vito , gli architetti musicali di questo lavoro


Massimo Manzi è oggi uno dei batteristi piu’ richiesti a livello nazionale e il suo contributo alla riuscita della session è fondamentale.


Pietro Condorelli si conferma solista e accompagnatore di classe e cis embra aver trovato un perfetto equilibrio nelle sue linee melodiche, che ricordano spesso i sassofonisti, fra sonorira’ e fraseggio.


Infine, Vito Di Modugno all’organo si conferma piu’ che eccellente come strumentista, solista e leader. Credo possa essere annoverato senza difficolta’ fra i migliori specialisti dello strumento in attivita’ a tutti i livelli. Questa non è un’affermazione fatta per il gusto di farla o di stupire. Abbiamo avuto l’opportunita’ di ascoltare, sia dal vivo che su disco, altri organisti ritenuti giustamente al top e rispetto ad essi Di Modugno non ha alcun problema. Anzi potrebbe crearne a diversi di loro. Basta solo ascoltare e confrontare senza pregiudizi né favoritismi. Tra l’altro non dimentichiamo che oltre all’Hammond Vito suona anche il piano, in cui è dipolomato, e il basso acustico ed elettrico, e si contraddistingue per un tasso tecnico elevato, un blues feeling feroce, una fantasia melodica e e armonica sofisticata e viscerale che gli permettono di volare con la mano destra e fare sull’organo fraseggi che spesso solo i pianisti fanno e che sul suo strumento sono decisamente inusuali, un drive ritmico, sentire e analizzare le sue linee di basso con la mano destra, consistentemente ad alto livello.


Chi sono i padri musicali di Vito ?


Ovviamente i suoi riferimenti, come per tutti gli organisti, sono palesi e portano il nome di Jimmy Smithe e soprattutto Larry Young: uno padre dell’Hammond B3 e l’altro quello dell’organo moderno o meglio dell’organo nella post Coltrane Age.


Ci vuoi ora dire cosa pensi di questa formazione e se ti ritieni soddisfatto di questo lavoro ?


L’Organ Trio, con o senza ospiti, suona in modo espolosivo, divertente e sa catturare l’attenzione di chi lo ascolta. La scelta del repertorio e gli arrangiamenti è molto azzeccata poiché non solo i temi sono molto belli, anche se spesso noti purtroppo solo ad una fascia ristretta di pubblico, ma sono arrangiati e suonati con slancio, vivacita’ , calore, fervore e risplendono di nuova luce. A cominciare dalla sonorita’ per esempio, anche sul piano elettrico. L’Organ Trio ha un suo suono e non ricorda altri che se stesso sia pure con i dovuti collegamenti con una tradizione che si vuole non solo rispettare ma addirittura rinverdire e modernizzare. Basta ascoltare l’inizio di Haitian Fight Song per accorgersi da che parte tira il vendo di Organ Trio che è decisamente soul, blues, jazz e non solo. Credo che Charlie Mingus sarebbe contento di sentire come l’Organ Trio suona il suo brano: con rispetto, riverenza, amore facendolo risplendere di nuova luce e di nuovi suoni.

A questo punto non ci resta che augurare a tutti Buon Ascolto e Buon Divertimento oltre che ringraziare Sergio per la sua disponibilita' e per la sua grande passione.





OFFICIAL BIOGRAPHY





Nato a Bari, intraprende giovanissimo gli studi musicali sotto la guida del padre (Pino Di Modugno noto fisarmonicista) studiando pianoforte, organo, basso elettrico e contrabbasso. La sua prima esibizione in pubblico avviene all’età di cinque anni e nel 1973 debutta ufficialmente nell’orchestra del padre.
Dal 1976 studia pianoforte col M.° Binetti conseguendo il diploma nel 1984. Nello stesso anno è premiato al concorso "Coppa Pianisti d'Italia". Frequenta inoltre alcuni corsi di perfezionamento pianistico con i M.stri Medori e Caporali, e dei seminari jazzistici con Michael Brecker e Pat Metheny e infine i corsi di Siena Jazz.
Dal 1996 al “99 è in tournee con Patty Pravo, partecipando alla realizzazione di due cd e un dvd.
Dal 2002 incide per la “Red Records” realizzando vari cd: “Organ Grooves”, che lo vede in veste di leader in compagnia dei musicisti Sandro Gibellini (chitarra), Fabrizio Bosso (tromba), Stefano D’Anna (sax tenore), Massimo Manzi (batteria) e Pino Di Modugno (fisarmonica), “Bedouin” di Pino Di Modugno, “Paradoxa” del pianista siciliano Salvatore Bonafede, e il suo secondo album da leader intitolato "Organ Trio" con Pietro Condorelli (chitarra) e Massimo Manzi (batteria).
Nel 2003 viene eletto tra i migliori nuovi talenti nel referendum “Top Jazz” indetto dalla rivista “Musica Jazz”.
Ha tenuto dei concerti come solista con l’Orchestra Sinfonica “Arturo Toscanini” di Parma diretta dal M° Beppe D’Onghia, interpretando il concerto per gruppo e orchestra sinfonica dei Deep Purple composto dall’organista Jon Lord.
Insegna a Bari presso la scuola "il Pentagramma" ed il Conservatorio “N. Piccinni”.

COLLABORAZIONI DISCOGRAFICHE
Pino Di Modugno, Fabrizio Bosso, Massimo Manzi, Sandro Gibellini, Stefano D’Anna, Pietro Condorelli, Patty Pravo, Guido Di Leone, Michele Carrabba, Mario Rosini, Michele Di Monte, Mimmo Campanale, Giovanni Tommaso, Tiziana Ghiglioni, Salvatore Bonafede, Lorenzo Tucci, Pietro Ciancaglini, Jazz Studio Orchestra, Gianluca Petrella, Mariella Carbonara, Michele Fazio, Mino Petruzzelli, Claudio Colasazza, Rocco Zifarelli, Articolo 31.
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