20 febbraio, 2008
Eugenia Bonetti, una dei nostri eroi piu' belli
Sul marciapiedi, al fianco di quelle che chiama «sorelle della strada e della notte», per lottare in silenzio contro la nuova schiavitù del terzo millennio, il traffico di esseri umani. Suor Eugenia Bonetti, 69 anni, milanese di Bubbiano, Missionaria della Consolata, guida dal 2000 l’ufficio anti-tratta dell’Usmi, l’unione delle superiori italiane. Dopo un master negli Usa sul traffico, dieci anni fa ha organizzato in tutta la Penisola una rete molto efficace di donne consacrate con l’abito, velo e croce sul petto, determinate a ridare libertà e dignità ad altre donne, schiave senza nome e senza storia. Collaborano strettamente con le istituzioni pubbliche, Caritas e società civile. Premiata nel 2004 dal governo di Washington per il suo impegno nella lotta contro il traffico di esseri umani, suor Eugenia è stata ricevuta al Quirinale da Ciampi e Napolitano. Quando George Bush visitò Roma nel giugno scorso, volle conoscere la sister. Lei ne approfittò per sollecitare all’uomo più potente della Terra maggiore impegno contro povertà, corruzione e i trafficanti di persone. Oggi, a mezzo secolo esatto dall’approvazione della legge Merlin che soppresse le case chiuse e proibisce lo sfruttamento sessuale, l’Italia scopre di avere in casa un modello poco conosciuto, eppure studiato da Usa e Onu per contrastare il traffico di esseri umani: la rete creata da suor Bonetti, che ha reso le suore protagoniste della lotta alla tratta curando le ferite dell’anima e la formazione professionale delle giovani vittime per aiutarle a costruirsi un futuro. In media otto su dieci ce la fanno. Lo Stato finanzia gli interventi con bandi per quattro milioni e mezzo di euro l’anno. A livello internazionale, inoltre, l’esperienza di suor Eugenia ha ispirato un progetto dell’Onu sponsorizzato dall’ambasciata Usa presso la Santa Sede per formare suore anti-tratta in Nigeria e in Europa dell’est. Una delle nuove frontiere per contrastare il traffico globale, che vale 32 miliardi di dollari l’anno, terzo business criminale del pianeta, è gestito da mafie spietate e porta nel Belpaese dall’Africa e dall’Europa dell’est ondate di giovani donne, spesso minorenni. Secondo i dati ufficiali nella Penisola sarebbero arrivate, dal 2000 al 2004, 50 mila donne dall’est Europa e dall’Africa. Per chi opera sul campo, le vittime sarebbero 100 mila.
Suor Eugenia, quando ha cominciato ad occuparsi di tratta?
«Nel 1993. Ero tornata a Torino alla casa madre dopo 24 anni di missione in Kenya. Stavo interrogandomi su cosa potessi fare. La sera del 2 novembre mi stavo recando in chiesa per la celebrazione dei defunti. Mi si è avvicinata una ragazza nigeriana. Le ho detto che stavo andando a messa, mi ha chiesto se poteva accompagnarmi. Abbiamo pregato insieme e dopo mi ha confidato una vicenda terribile di sofferenze, inganni e umiliazioni. Ho capito che quella era la mia missione. Allora ho studiato il fenomeno, ho lavorato sulla strada, ho incontrato storie terribili. Molte finite con la liberazione e addirittura il rimpatrio. Nel 2000 l’Usmi mi ha chiamata a Roma».
Quali sono i canali di ingresso in Italia?
«La nuova schiavitù è sempre generata dalla povertà e dall’ignoranza. I trafficanti vanno a cercare le vittime negli angoli più reconditi dell’Africa e dell’est europeo, dove è diffuso l’analfabetismo e nessuno sa leggere i manifesti della campagne di prevenzione. In Romania e in Albania circuiscono le giovani, si fidanzano e poi le portano qui con la promessa delle nozze. Poi le schiavizzano con la violenza. In Africa invece promettono un lavoro, poi una volta arrivate, sequestrano i passaporti e si fanno pagare viaggio, vitto, alloggio e il posto in strada. Ogni ragazza contrae con gli schiavisti un debito di 70 mila euro che paga con le prestazioni. Le africane sono terrorizzate con i riti voodoo praticati dalle maman, le carceriere, e le minacce di ritorsioni contro i famigliari».
Come aiutate le donne? «L’Usmi non lavora da sola, ma partecipa al coordinamento nazionale antitratta, collaborando strettamente con organismi cattolici quali Gruppo Abele, le congregazioni maschili, la Caritas italiana e le Caritas diocesane. Le congregazioni femminili hanno raccolto la sfida con entusiasmo, per noi è un ritorno al significato autentico dei nostri carismi. Ci siamo messe in rete, abbiamo 110 comunità sul territorio nazionale dove, in 10 anni, abbiamo accolto 5000 donne. Offriamo protezione, insegniamo loro la nostra lingua e un lavoro finché camminano da sole. Molte arrivano in gravidanza, le nostre case ospitano spesso mamme e bambini. I progetti, se approvati, possono essere pagati dallo Stato. Tutto ciò grazie a un dispositivo di legge, l’articolo 18 della legge sull’immigrazione, rimasto immutato anche nella Bossi Fini che concede il permesso alle vittime di tratta che denunciano gli aguzzini. Fu elaborato nel 1998 quando, insieme alla Caritas italiana invitammo le parlamentari dei due poli ad ascoltare le testimonianze delle nostre giovani».
E a livello internazionale? «La rete delle suore si sta espandendo a livello globale. È strategico lavorare Italia e nei paesi di provenienza, in questo modo possiamo favorire i rimpatri o almeno far riprendere i contatti con le famiglie. E difendere le ragazze se i trafficanti osano rifarsi vivi denunciandoli alla polizia ». Per soccorrere una vittima, aiuta l’abito da suora? «Si, il nostro abito e la croce ricordano l’infanzia, la famiglia. Si fidano di noi, raccontano storie atroci, ti dicono: 'mamma prega con me'. Spesso è l’inizio del cammino verso la libertà ». Suor Eugenia Bonetti: «Le nostre congregazioni hanno raccolto la sfida con entusiasmo. In 10 anni abbiamo aiutato 5.000 donne in 110 comunità alloggio»
Si vuole ringraziare Avvenire da cui questo articolo è tratto.
08 febbraio, 2008
Concorso : Petrucciani vs Bollani
Qusta settimana, visto il clima primaverile delle nostre parti, vi proponiamo di scegliere tra la versione di Estate fatta dal trio di Michel Petrucciani e quella del duo Rava Bollani.
Chi ci segue da molto tempo sa benissimo che i premi non sono ecclatanti... ma sinceri e onesti.
Questa settimana tra tutti coloro che parteciperanno vi sara' la possibilita' di vincere i due cd da cui questi brani sono tratti ossia
Rava - Bollani : The Third Man
Michel Petrucciani - Estate
Ecco come state votando :
1 - Lorenzo P : Rava Bollani
Commento : Sono tutte e due belle, ma se sono obbligato a scegliere vada per il made in italy, comunque consiglio a tutti di ascoltare anche la versione di Sabina Sciubba e Antonio Forcione, anche se è cantata!
2 - Filippo C : Petrucciani
Commento : Cento volte meglio la versione di Petrucciani !!! Odio le elaborazioni, le snaturazioni , anche se ammetto e comprendo la buona volonta'! Oramai molti dei nostri musicisti si suonano addosso...e questo ne è il classico esempio !
3 - Walter T : Rava Bollani
Commento : secondo me riescono a emozionarti per le sinergie e le comprensioni musicali.
4 - Luigi F : Petrucciani
Commento : la mia preferenza va alla versione di M. Petrucciani che trasmette un feeling più partecipativo rispetto a quella di Rava e Bollani, che sento più fredda e distaccata, un perfetto esercizio di stile con poco pathos
5 - Piero 2 : Petrucciani
Commento : PETRUCCIANI, TUTTA LA VITA!!!
6 - Giorgio C. : Petrucciani
Commento : Non ho dubbi sulla scelta! PETRUCCIANI.Sarà perche è stata la prima volta che ascoltavo la canzone di Bruno Martino in forma Jazz eseguita, anche dal vivo, da quel favoloso talento che è stato Michel, con quel suo modo un pò particolare di suonare il piano che tanto mi ha affascinato. Inutile dire che ho la discografia completa di entrambi i musicisti e che il confronto è arduo, in quanto la duttilità, la sperimentazione e la semplicità di Stefano mi incuriosisce sempre.Senza dubbio due GIGANTI del piano Jazz!
7 - Matteo S : Rava - Bollani
Commento : Difficile scegliere, non c'è che dire. la versione dell'amato duo è cristallina, libera e frammentata, più che una lettura è una vera e propria ri-composizione dell'indimenticato successo di bruno martino. viene dal cuore, la trovo più intima e raccolta, quasi sussurrata la tromba di Rava, che ha completamente interiorizzato il tema, riproposto - o forse solo suggerito - all'ascoltatore, che lo sente dentro di sè, ma subito assorbito dal solo delicato, lirico, come è nel suo stile. Molto sofisticato, eppur lieve e soffuse le armonie ed i colori che Bollani riesce ad estrarre dal pianoforte, che sia allontanano non poco dal tempo di bossa, usualmente praticato sul meraviglioso standard oggetto delle cure dei due. La traccia del trio di petrucciani, viceversa è molto più aderente alla versione tradizionale, quella resa celebre da chet baker, per capirci: cantabile, malinconica, altrettanto lirica ma, forse, più vicina al ricordo di chi la ascolta. meraviglioso il sotegno ritmico del contrabbasso (Furio Di Castri, mi pare) e della batteria, più sussurrata che suonata da Aldo Romano. molto ispirato il solo di Petrucciani, anche se a volte usa pattern di maniera, poco originali e lontani dal contesto.brutte le blue notes sparse qua e là, come se volesse ricordarci che sta suonando jazz! Avrei preferito un bel solo del contrabbasso! Nel complesso privilegio la creatività del duo italico! Buon ascolto!
8 - L'Anto : Petrucciani
Commento : petrucciani, senza dubbio.bentornati!
9 - Roberto P : Petrucciani
Commento : Penso che il lirismo e la sensibiltà di Petrucciani in questo brano non abbiano paragone con nessuno ....
10 - Claudio C. : Petrucciani
Commento : Michel Petrucciani Trio - Estate
11 - Marco N. : Petruccinai
Commento : Voto Petrucciani: è una interpretazione molto più coinvolgente e meno costruita!
12 - Laudicina : Petrucciani
Commento : Petrucciani, bollani straordinario ma se deve essere votazione...
13 : Giovanni L : Petrucciani
Commento : MICHEL PETRUCCIANI... non ho dubbi.Lefti.
14 - Stefano C : Rava - Bollani
Commento : la mia preferenza è per il duo Bollani-Rava, non perché pensi a una superiorità "artistica" tutta da dimostrare ma perché sanno dare, almeno al mio ascolto, una nuova sfumatura "autunnale" a questo celeberrimo brano. Ma questo è il mio parere espresso in pieno inverno, perché in un'altra stagione le mie preferenze potrebbero essere ben diverse!
15 - Antonio F. : Petrucciani
Commento : Le due versioni di Estate sono entrambe splendide ma Voto per il trio Petucciani-Di Castri-Romano forse xchè la versione Bollani-Rava devo assimilarla completamenti
16 - Raffaele M : Petrucciani
Commenti : belle entrambe le versioni. Io personalmente preferisco la prima
17 : Alessandra A : Rava - Bollani
Commento : Voto Bollani, anche se è durissima scegliere....
18 : Leondino M - Rava Bollani
Commento : La mia preferenza va a rava - bollani
19 : Renato C. - Petrucciani
Commento : Mi spiace per Bollani, che stimo molto, ma per questa versione preferisco la lettura di Petrucciani.Saluti a tutti.
20: Gianvito A. - Petrucciani
Commenti : La mia preferenza, sia pure ammaliato dalla trasposizione intimista del duo Italiano, va alla versione eseguita dal Trio del compianto Michel Petrucciani più solare e facile all'ascolto.
21 - FABRIZIO S. - Petrucciani
Commento : Anche se apprezzo le variazioni su famosi temi classici come quello di B. Martino, queste raramente riescono ad emozionarmi come le versioni originali, o come quelle che, pur improvvisando sul tema originale, non lo stravolgono totalmente. Inoltre non tollero quelle atmosfere troppo riverberanti, totalmente artificiose, che taluni interpreti amano creare nelle loro esecuzioni. Quindi scelgo
senza dubbio Petrucciani .
Rava-Bollani ....................
stratosferici musicisti.
22 - Massimo S - Rava Bollani
Commento :
23 - Franco B - Petrucciani
Commento : E’ difficile esprimere un giudizio su degli artisti di così grande spessore e lo spirito “Italico” potrebbe prevalere.
Sicuramente Bollani e Rava (e dal vivo sicuramente è possibile rendersene conto), in duo manifestano tutto il carisma e le capacità espressive di cui sono maestri.
Nonostante ciò la mia scelta, forse anche perché quel disco ogni volta che lo ascolto mi da una rinnovata voglia di sentirlo,
cade sul Trio di Petrucciani. Le note di Petrucciani toccano più di quanto non faccia Bollani che a volte risulta meno convincente.
24 - Saverio F : Rava Bollani
Commento : Rava/Bollani è stupenda!!!
25 - Marco : Petrucciani
Commento : Preferisco decisamente quella di Petrucciani perchè emoziona ed è meno "costruita" di quella del pur bravissimo Bollani.
26 - Andrea C : Rava Bollani
Commento : Sono tutte e due belle, ma trovo l'interpretazione di Bollani più "sentita", più "personale" !
27 - Adriano G : Petrucciani ( voto arrivato in ritardo ma accettato visto che accomapagnato da commento... ma mi raccomando le prossime volte la puntualita' )
Commento : Il brano di B.Martino ha una melodia calda e accattivante, Petrucciani la esalta sondandola nelle sue sfumature e venature jazz più profonde ma allo stesso tempo lasciandola intatta nella sua forma elegante e raffinata. Bollani e Rava sono più ricercati, il suono un pò troppo etereo e liquido crea atmosfere che snaturano l'originale melodia, rendendo il tutto troppo freddo e distaccato.
Petrucciani decisamente.
Regole del concorso
Il concorso funziona cosi'. Noi vi proponiamo due canzoni, voi ci dite quale delle due preferite via mail ( magari con un piccolo commento ) dopodichè scelta e commento vengono pubblicati sul blog in ordine di arrivo da 1 ad n con accanto il vostro nome e l'iniziale del cognome in modo che ognuno di voi possa identificarsi.
Una volta pubblicati e numerati occorrera' estrarre il vincitore.
Il metodo è quello di una volta : La conta ( io perdevo sempre... )
Per questo concorso, che si chiudera' mercoledi 13 febbraio alle 24.00 prendermo come riferimento la somma dei primi due numeri dell'estrazione del lotto sulla ruota di Milano.
Es
Ruota di Milano primo numero estratto 7
Ruota di Milano secondo numero estratto 4
Somma 11
Ora supponiamo che abbiano partecipato 6 persone al concorso come sotto indicato ossia
1- Eric Bibb
2 - Bruce Springsteen
3 - Tom Waits
4 - Chet Baker
5 - K.D. Lang
6 - Carmen Consoli
Il vincitore sara' ( 6 + 5 uguale a 11 ) il numero 5 K. D. Lang
In Bocca al lupo a tutti quanti
E IL VINCITORE E'......
I primi due numeri estratti sulla ruota di Milano di sabato 16 febbraio sono stati 60 e 53
La loro somma è pari a 113
Dunque in base al metodo della conta il vincitore del nostgro concorso è il concorrente
5 - Piero 2 : Petrucciani Commento : PETRUCCIANI, TUTTA LA VITA!!!
Grazie a tutti per aver partecipato e arrivederci al prossimo appuntamento
07 febbraio, 2008
Unione Europea e Rom : Diritti Umani
Fonte Misna
Nota di chi redige il blog : Premesso che non si può che essere d'accordo sulla mozione approvata ieri all'interno del parlamento europeo, è altresì sentita la necessita' che vengano potenziate e rese efficaci le norme che tutelano i minori oggetto di sfruttamento , il divieto di accattonaggio e il rispetto della legalita' da parte di chiunque compresi gli stessi Rom. Quindi tolleranza e rispetto della legalita' senza se e senza ma devono essere le due facce della stessa medaglia, altrimenti è solo utopia o peggio ancora aria fritta.
30 gennaio, 2008
William Parker meets Curtis Mayfield.
Una domenica mattina come tante altre al Teatro Manzoni di Milano. Dopo un sabato sera con gli amici, sveglia presto, nebbia, uscita dalla Brianza, Tangenziale Est, Via Palmanova, C.so Buenos Aires e infine Via Palestro dove posteggio la macchina. Sono in ritardo e devo correre, entro in Teatro, incredibile, persone che rimangono senza biglietto, maschere che per cercare di accontentare tutti portano le sedie del bar all'interno del teatro in modo da "creare" nuovi posti.... L'attesa è alta, si sente nell'aria l'emozione dell'Evento. Io sinceramente sono impreparato, non avendo ( si lo ammetto ) ancora ascoltato il cd. Conoscevo il precedente, il bellissimo Requiem , ma questo non ne avevo ancora avuto il tempo... Insomma arrivo al concerto completamente impreparato....
E' STATO UN EVENTO ECCEZIONALE !!!!
Sicuramente il piu' bel concerto di tutta la manifestazione insieme a quello di Billy Bang. Grazie a Rai Trade avete ora anche voi la possibilita' di ascoltare questa formazione in una dimensione Live.
A tal proposito riporto qui sotto quanto scritto da Vincenzo Roggero su All About Jazz
OFFICIAL BIOGRAPHY
William Parker is a master musician, improviser, and composer. He plays the bass, shakuhachi, double reeds, tuba, donso ngoni and gembri. He was born in 1952 in the Bronx, New York. He studied bass with Richard Davis, Art Davis, Milt Hinton, Wilber Ware, and Jimmy Garrison. He entered the music scene in 1971 playing at Studio We, Studio Rivbea, Hilly’s on The Bowery and The Baby Grand, playing with many musicians on the avant-garde school Bill Dixon, Sunny Murray, Charles Tyler, Billy Higgins, Charles Brackeem, Alan Silva, Frank Wright, Frank Lowe, Rashid Ali, Donald Ayler, Don Cherry, Cecil Taylor, Jimmy Lyons, Milford Graves and with traditionalists like Walter Bishop, Sr. and Maxine Sullivan. Early projects with dancer and choreographer Patricia Nicholson created a huge repertoire of composed music for multiple ensembles ranging from solo works to big band projects. Parker played in the Cecil Taylor unit from 1980 through 1991. He also developed a strong relationship with the European Improvised Music scene playing with musicians such as Peter Kowald, Peter Brotzmann, Han Bennink, Tony Oxley, Derek Bailey, Louis Sclavis, and Louis Moholo. He began recording in 1994 and leading his own bands on a regular basis founding two ensembles, In Order To Survive, and The Little Huey Creative Music Orchestra. In 2001, Parker released O’Neal’s Porch, which marked a turn toward a more universal sound working with drummer Hamid Drake. The Raining on the Moon Quintet followed, adding vocalist Leena Conquest and the Quartet from O’Neal’s Porch. Most notable among many recent projects is the Inside Songs of Curtis Mayfield. He has taught at Bennington College, NYU, The New England Conservatory of Music, Cal Arts, New School University and Rotterdam Conservatory of Music. He has also taught music workshops throughout the world including Paris, Berlin and Tokyo and the Lower East Side. Parker is also a theorist and author of several books including the Sound Journal, Document Humanum, Music and the Shadow People and The Mayor of Punkville.
As Steve Greenlee of the Boston Globe stated in July 2002, “William Parker has emerged as the most important leader of the current avant-garde scene in jazz.” He is working in many of the more important groups in this genre, some of the most prestigious being his own, i.e. The Curtis Mayfield Project, Little Huey Creative Orchestra, In Order to Survive, William Parker’s Quartet and other groups. Mr. Parker is one of the most important composers in our time period, he is also a poet whose words are beginning to be heard in various media: in print, in song and in his theatre piece, “Music and the Shadow People.”
In ‘95 the Village Voice characterized William Parker as "the most consistently brilliant free jazz bassist of all time." However from the beginning of his career Mr. Parker has commanded a unique degree of respect from fellow musicians. In 1972 at the age of 20, Parker quickly became the bass player of choice among his peers. Within a short time he was asked to play with older, established musicians such as Ed Blackwell, Don Cherry, Bill Dixon, Milford Graves, Billy Higgins, Sunny Murray, etc. In 1980 he became a member of the Cecil Taylor Unit, in which he played a prominent role for over a decade.
Mr. Parker has released over 20 albums under his leadership. Not surprisingly, most of his albums have hit #1 on the CMJ charts. In 1995 after years of obscurity as a leader, he released Flowers Grow In My Room, on the Centering label. This was the first documentation of the Little Huey Creative Music Orchestra. This CD hit #1 on the CMJ charts and The Little Huey began to travel. They have performed in the Verona Jazz Festival and Banlieues Bleues among others. William Parker’s new Quartet has hit with rave reviews for both albums “O’Neals Porch” and “Raining on the Moon.”
These releases and their success highlight William Parker as an outstanding composer and band leader. From the beginning of his musical career, William Parker has been prolific; composing music for almost every group with whom he has performed. His compositional skills span a range including operas, oratorios, ballets, film scores, and soliloquies for solo instruments. He has also successfully explored diverse concepts in instrumentation for large and small ensembles. William Parker is a poet, with three volumes published thus far: “Music Is,” “Document Humanum,” and “The Shadow People.”
“He (William Parker) is something of a father figure” stated Larry Blumenfeld in a New York Times article this past May. He has looked for and encouraged young talent and has been a mentor to some of the younger musicians. Most importantly, for Mr. Parker has been the workshops/ performances for young people that he has conducted, both in the USA and in Europe. This has been for him amongst some of his most important work and greatest successes.”
Infine Vogliamo proporvi la Poesia / Epopea / Poema che Amiri Baraka ha letto, urlato e interpretato per noi durante il concerto. Sperando che anche noi, come cittadini del mondo, sappiamo sconfiggere l'ingiustizia e il soppruso sempre.
SOMEBODY BLEW UP AMERICA
(All thinking people
oppose terrorism
both domestic
& international…
But one should not
be used
To cover the other)
They say its some terrorist, some
barbaric
A Rab, in
Afghanistan
It wasn't our American terrorists
It wasn't the Klan or the Skin heads
Or the them that blows up nigger
Churches, or reincarnates us on Death Row
It wasn't Trent Lott
Or David Duke or Giuliani
Or Schundler, Helms retiring
It wasn't
the gonorrhea in costume
the white sheet diseases
That have murdered black people
Terrorized reason and sanity
Most of humanity, as they pleases
They say (who say? Who do the saying
Who is them paying
Who tell the lies
Who in disguise
Who had the slaves
Who got the bux out the Bucks
Who got fat from plantations
Who genocided Indians
Tried to waste the Black nation
Who live on Wall Street
The first plantation
Who cut your nuts off
Who rape your ma
Who lynched your pa
Who got the tar, who got the feathers
Who had the match, who set the fires
Who killed and hired
Who say they God & still be the Devil
Who the biggest only
Who the most goodest
Who do Jesus resemble
Who created everything
Who the smartest
Who the greatest
Who the richest
Who say you ugly and they the goodlookingest
Who define art
Who define science
Who made the bombs
Who made the guns
Who bought the slaves, who sold them
Who called you them names
Who say Dahmer wasn't insane
Who/ Who / Who/
Who stole Puerto Rico
Who stole the Indies, the Philipines, Manhattan
Australia & The Hebrides
Who forced opium on the Chinese
Who own them buildings
Who got the money
Who think you funny
Who locked you up
Who own the papers
Who owned the slave ship
Who run the army
Who the fake president
Who the ruler
Who the banker
Who/ Who/ Who/
Who own the mine
Who twist your mind
Who got bread
Who need peace
Who you think need war
Who own the oil
Who do no toil
Who own the soil
Who is not a nigger
Who is so great ain't nobody bigger
Who own this city
Who own the air
Who own the water
Who own your crib
Who rob and steal and cheat and murder
and make lies the truth
Who call you uncouth
Who live in the biggest house
Who do the biggest crime
Who go on vacation anytime
Who killed the most niggers
Who killed the most Jews
Who killed the most Italians
Who killed the most Irish
Who killed the most Africans
Who killed the most Japanese
Who killed the most Latinos
Who/Who/Who
Who own the ocean
Who own the airplanes
Who own the malls
Who own television
Who own radio
Who own what ain't even known to be owned
Who own the owners that ain't the real owners
Who own the suburbs
Who suck the cities
Who make the laws
Who made Bush president
Who believe the confederate flag need to be flying
Who talk about democracy and be lying
WHO/ WHO/ WHOWHO/
Who the Beast in Revelations
Who 666
Who decide
Jesus get crucified
Who the Devil on the real side
Who got rich from Armenian genocide
Who the biggest terrorist
Who change the bible
Who killed the most people
Who do the most evil
Who don't worry about survival
Who have the colonies
Who stole the most land
Who rule the world
Who say they good but only do evil
Who the biggest executioner
Who/Who/Who ^^^
Who own the oil
Who want more oil
Who told you what you think that later you find out a lie
Who/ Who/ ???
Who fount Bin Laden, maybe they Satan
Who pay the CIA,
Who knew the bomb was gonna blow
Who know why the terrorists
Learned to fly in Florida, San Diego
Who know why Five Israelis was filming the explosion
And cracking they sides at the notion
Who need fossil fuel when the sun ain't goin' nowhere
Who make the credit cards
Who get the biggest tax cut
Who walked out of the Conference
Against Racism
Who killed Malcolm, Kennedy & his Brother
Who killed Dr King, Who would want such a thing?
Are they linked to the murder of Lincoln?
Who invaded Grenada
Who made money from apartheid
Who keep the Irish a colony
Who overthrow Chile and Nicaragua later
Who killed David Sibeko, Chris Hani,
the same ones who killed Biko, Cabral,
Neruda, Allende, Che Guevara, Sandino,
Who killed Kabila, the ones who wasted Lumumba, Mondlane , Betty Shabazz, Princess Margaret, Ralph Featherstone, Little Bobby
Who locked up Mandela, Dhoruba, Geronimo,
Assata, Mumia,Garvey, Dashiell Hammett, Alphaeus Hutton
Who killed Huey Newton, Fred Hampton,
MedgarEvers, Mikey Smith, Walter Rodney,
Was it the ones who tried to poison Fidel
Who tried to keep the Vietnamese Oppressed
Who put a price on Lenin's head
Who put the Jews in ovens,
and who helped them do it
Who said "America First"
and ok'd the yellow stars
WHO/WHO/ ^^
Who killed Rosa Luxembourg, Liebneckt
Who murdered the Rosenbergs
And all the good people iced,
tortured , assassinated, vanished
Who got rich from Algeria, Libya, Haiti,
Iran, Iraq, Saudi, Kuwait, Lebanon,
Syria, Egypt, Jordan, Palestine,
Who cut off peoples hands in the Congo
Who invented Aids Who put the germs
In the Indians' blankets
Who thought up "The Trail of Tears"
Who blew up the Maine
& started the Spanish American War
Who got Sharon back in Power
Who backed Batista, Hitler, Bilbo,
Chiang kai Chek who WHO W H O/
Who decided Affirmative Action had to go
Reconstruction, The New Deal, The New
Frontier, The Great Society,
Who do Tom Ass Clarence Work for
Who doo doo come out the Colon's mouth
Who know what kind of Skeeza is a Condoleeza
Who pay Connelly to be a wooden negro
Who give Genius Awards to Homo Locus
Subsidere
Who overthrew Nkrumah, Bishop,
Who poison Robeson,
who try to put DuBois in Jail
Who frame Rap Jamil al Amin, Who frame the Rosenbergs, Garvey,
The Scottsboro Boys, The Hollywood Ten
Who set the Reichstag Fire
Who knew the World Trade Center was gonna get bombed
Who told 4000 Israeli workers at the Twin Towers
To stay home that day
Why did Sharon stay away ?
/
Who,Who, Who/
explosion of Owl the newspaper say
the devil face cd be seen Who WHO Who WHO
Who make money from war
Who make dough from fear and lies
Who want the world like it is
Who want the world to be ruled by imperialism and national oppression and terror
violence, and hunger and poverty.
Who is the ruler of Hell?
Who is the most powerful
Who you know ever
Seen God?
But everybody seen
The Devil
Like an Owl exploding
In your life in your brain in your self
Like an Owl who know the devil
All night, all day if you listen, Like an Owl
Exploding in fire. We hear the questions rise
In terrible flame like the whistle of a crazy dog
Like the acid vomit of the fire of Hell
Who and Who and WHO (+) who who ^
Whoooo and Whooooooooooooooooooooo!
AMIRI B 10/01
http://www.amiribaraka.com/
Si vuole ringraziare per questo post
1 - Rai Trade per aver fatto un cd cosi' bello
2 - All About Jazz e in particolare nella persona di Vincenzo Roggero
3 - Il Blogger Mondo Jazz ( è segnalato tra i link utili ) che ci ha dato la possibilita' di avere il testa della poesia di Amiri Baraka.
4 - A Tutti Voi
24 gennaio, 2008
A Qualcuno Interessa Della Crisi Della Musica ? ( 2nda Parte )
Il nostro pensiero si consolida ogni anno di piu'. Ancor prima di una crisi economica per il mercato della musica l'Italia paga una crisi di Interesse e di cultura. ( Come gran parte del mondo d'altronde ). Sento e leggo quotidianamente interviste su nuovi formati che avanzano, nuove strutture organizzative di Major, nuove modalita' distributive etc etc....
Oggi si trova un gran numero di bellissimi lavori del passato a prezzi irrisori ( alcune volte a 5, max 10 euri...). Chi volesse farsi una discografia anche fisica oggi lo può fare a prezzi molto ragionevoli ( un cd può costare poco piu' di una birra media..... e molto meno di quanto un ragazzo spende in una settimana per il cellulare.... ).
Il problema non è il caro cd, o almeno non è il problema principale ( Anche se Iva, tasse e via dicendo andrebbero ridotte essendo la musica cultura come la letteratura....)
Il problema è che le persone non hanno piu' voglia e interesse di leggere e ascoltare musica ( Meglio passare ore davanti ai videogiochi --- mercato in continua espansione ---- o, al culmine del proprio interesse culturale, spiare gente che vive come prigionieri in una casa... ).
Comunque, per onor di cronaca, vi riporto la nuova soluzione prospettata dal Presidente della Fimi, Signor Mazza, per uscire dalle "Tenebre".
Si ringrazia il corriere della Sera da cui l'intervista è tratta
MILANO - «Siamo in un periodo di grande revisione, in una fase particolare in cui si entra nel nuovo mercato mantenendo la struttura tradizionale», dichiara Enzo Mazza, presidente della Federazione dell'industria musicale italiana (Fimi), commentando i risultati appena diramati dall'Ifpi sulla musica digitale nel 2007. «Il mercato si sta consolidando e i modelli di business si stanno differenziando: non più solo download a pagamento dalle piattaforme online, ma anche i social network, e lo streaming gratis sponsorizzato dalla pubblicità. Insomma stiamo evolvendo».
Rispetto alle aspettative forse la musica digitale non cresce quanto vi sareste aspettati, non compensa cioè il declino delle vendite dei cd.
«Dipende dai mercati nazionali, in Usa le vendite sono aumentate considerevolmente e rappresentano ora una buona percentuale del mercato globale. L'Europa invece segna drammaticamente il passo perché manca in realtà un mercato unico».
Quali ostacoli in Europa?
«A livello comunitario c'è un grosso problema, che è stato sollevato anche dalla Commissione, riguardo le collecting societies (le società che gestiscono collettivamente i diritti degli autori, in Italia la Siae). Chiunque voglia investire in Europa deve negoziare con 25 società di autori e questo è un grosso limite. Se a questo si aggiunge un'alta burocratizzazione del sistema che complica ulteriormente le cose, il quadro è completo. Non a caso alcuni servizi noti come Amazon in Europa non sono attivi. Napster ha aperto in Gran Bretagna e Germania, ha cioè preferito negoziare con le due più grandi Siae e questo è un problema per gli utilizzatori e per l'industria discografica».
Se non si trova una soluzione al problema, possibilmente in tempi rapidi, il rischio che le case discografiche puntino sui mercati più remunerativi è alto, e l'Italia non è tra questi. Perché?
«L'Italia sconta un ritardo tecnologico che anziché ridursi si accumula. Anche i recenti dati Istat confermano che ci sono pochi pc e poca banda larga, e senza pc e connessioni veloci il decollo dei servizi musicali è rinviato».
Si può sperare nella telefonia mobile come veicolo per la musica digitale, dal momento che siamo uno dei mercati più maturi del mondo?
«Gli operatori hanno forse estremizzato un po' il servizio che erogavano, col risultato di allontanare i clienti anziché sedurli. A forza di tirare la corda con le suonerie vendute a caro prezzo hanno ottenuto che gli utenti se le facessero da sole. Lo stesso sta avvenendo con i brani musicali integrali, ancora troppo cari nella maggior parte dei casi».
Cambia quindi il ruolo delle case discografiche in tanta rivoluzione. Come?
«Stiamo cambiando pelle. Le major del futuro saranno più simili a una compagnia aerea low-cost che a come erano dieci anni fa. Dovranno puntare sullo scouting, scoprire e far crescere i talenti emergenti. E coinvolgere maggiormente gli utenti. I focus group che in passato avvenivano sporadicamente ora sono permanenti, online. Scordiamoci i grandi numeri del passato comunque».
I singoli continuano a funzionare molto bene in Rete, dobbiamo iniziare a piangere per la prossima scomparsa del formato lp?
«No, stiamo assistendo a un ritorno dell'lp. È vero che il formato singolo sembra fatto apposta per la fruizione online (e agevola la creazione di playlist molto personalizzate), ma in Italia nel 2007 le vendite online di lp sono cresciute più di quelle dei singoli».
Sui dati grava ancora l'impatto consistente della pirateria, fisica (i cd contraffatti) e online, tramite lo scambio non autorizzato di canzoni. Come vi muoverete in tal proposito?
«Sconfiggere la pirateria è necessario per ridare linfa al mercato digitale legale. Per il 2008 l'impegno sarà coinvolgere e responsabilizzare ancora di più gli internet service provider. Col loro aiuto si può fare molto e da quando alcuni di loro sono diventati anche distributori di contenuti e servizi il loro atteggiamento è più responsabile. Ci piacerebbe che il modello francese prendesse piede (Oltralpe la legge prevede l'invio di e-mail di avvertimento a chi scarica illegalmente da internet musica e film e, in caso di recidiva, l'interruzione o la sospensione del collegamento alla rete)».
22 gennaio, 2008
Unicef, Diminuisce La Mortalita' Infantile Ma "Siamo" Ancora Indietro
Fonte Misna
15 gennaio, 2008
Bambini, Madame, Riti Woodo e noi.
Volevo segnalarvi solo quel noi. Si perchè se queste ragazze sono schiave è perchè noi le "compriamo" alimentando questo mercato. Mi chiedo come sia possibile che in una società avanzata e libera si possa uscir di casa con macchinoni e sediolini dei bambini nei sedili posteriori per andare a cercare queste povere ragazze e donar loro una nuova violenza, una violenza di cui tutti noi dovremmo un po' soffrire. La rinascita d'Italia deve incominciare prima di tutto da qui.
ROMA - I clan nigeriani si mostrano in decisa e inarrestabile ascesa nel panorama criminale italiano, come le ultime rilevazioni del Viminale - nell'ultimo «Rapporto sulla criminalità in Italia» - hanno evidenziato. Le investigazioni nel campo del traffico di stupefacenti e dello sfruttamento della prostituzione «confermano l'esistenza in Italia di un reticolo criminale organizzato proveniente dall'Africa centrale e sottolineano i caratteri mafiosi di alcune compagini nigeriane che, rimodulando le forme di associazionismo tipiche della madrepatria, risultano organizzate gerarchicamente e operative su scala intercontinentale, disposte a supportarsi vicendevolmente e capaci di gestire interessi economici sempre più qualificati».
PRESENZA TENTACOLARE - I clan si mostrano attivi praticamente su tutto il territorio nazionale: in Piemonte, (soprattutto a Torino), Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, nonché Puglia, Sicilia e Sardegna. Attività tipiche sono «il traffico di droga e lo sfruttamento dei propri connazionali, con pratiche intimidatorie basate sulla violenza e sul potere di assoggettamento» soprattutto ai danni di giovani donne, avviate alla prostituzione e schiavizzate.
RITI VOODOO - Il ricorso ai riti voodoo, che riducono le prostitute in uno stato di sostanziale schiavitù, unito al meccanismo della costrizione da debito (ogni ragazza verserebbe all'associazione criminale che ne ha favorito l'ingresso illegale sul territorio nazionale una cifra variabile tra gli 80.000 ai 100.000 euro), «consente alle organizzazioni criminali nigeriane di mantenere le proprie vittime in uno stato di totale soggezione». Un altro fattore di crescita delle bande criminali nigeriane è «la generale applicazione del sistema che permette alle donne costrette a prostituirsi di investire una quota dei guadagni nell'acquisto e nello sfruttamento di altre connazionali».
MODELLO GESTIONALE - Un meccanismo, viene sottolineato nel documento, che permette un ingente aumento dei profitti, facilita l'assolvimento dei loro debiti con l'organizzazione ed il conseguente affrancamento. Questo modello gestionale, «ancora più impermeabile, efficace e competitivo, attraverso una partecipazione più diretta e coinvolgente di tutti gli attori illegali, vittime e carnefici, crea un circuito perverso di reciproco coinvolgimento che espande il mercato e limita eventuali defezioni».
ACCORDO TRA MAFIE - Notevoli i legami con la criminalità italiana, che negli ultimi tempi hanno dato vita a fenomeni di cooperazione, «ovvero in accordi di mutua assistenza che prevedono, come nel caso dei rapporti tra la criminalità nigeriana e la camorra napoletana, il pagamento di una sorta di affitto per l'utilizzo dei luoghi nei quali esercitare le loro attività». Nel Napoletano e nel Casertano si segnala infatti «l'esistenza di un circuito di piccole strutture alberghiere che, intestate a soggetti prestanome di clan malavitosi, vengono messe a disposizione delle 'madamè in cambio di parte dei profitti del meretricio. Viene poi registrata «l'azione sinergica o comunque di non belligeranza da parte delle organizzazioni criminali nigeriane ed albanesi nel campo dello sfruttamento della prostituzione, particolarmente nel Triveneto e in Campania.
ROMA - Una vasta operazione internazionale contro la criminalità nigeriana, condotta da polizia, carabinieri e guardia di finanza, è stata compiuta all'alba di oggi: decine gli arresti eseguiti, con le accuse di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di esseri umani e traffico di droga. In tutto, nell'ambito dell'inchiesta - nome in codice, "operazione Viola" - sono state emesse 66 le ordinanze di custodia cautelare, dal gip del tribunale di Napoli, nei confronti di cittadini nigeriani: quindici sono state eseguite all'estero, in particolare in Olanda, paese in cui l'organizzazione era secondo l'accusa particolarmente attiva. Impegnata soprattutto a far entrare minori dalla Nigeria, poi avviati alla prostituzione e allo spaccio della droga. Già nell'ottobre scorso si era conclusa una prima fase dell'operazione, con 23 arresti in Olanda, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Stati Uniti e Nigeria. Alle 11 prevista una conferenza stampa presso la sede della Dna, presente anche il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa AdnKronos, l'inchiesta ha consentito di accertare gravi irregolarità in alcune pratiche di adozione. Donne nigeriane residenti in Italia prelevavano bambini in tenera età dagli orfanotrofi del loro paese d'origine, per avviarli ai traffici illegali. In particolare, per quel che riguarda l'Italia, gli investigatori hanno scoperto il tentativo - uno dei quali andato a buon fine - di sequestrare due bambini da un orfanotrofio nigeriano, per poi portarli in Veneto.
09 gennaio, 2008
James Luther Dickinson - Killers From Space
E’ un po’ che mancavamo dal nostro appuntamento con I nostri eroi. Il fatto è che ne volevamo uno che potesse chiudere e riaprire l’anno con lo stesso entusiasmo…. Insomma un personaggio veramente carismatico che potesse far da sintesi al nostro anno pieno di eroi conosciuti e meno.
Allora chi proporre…..Ma si’ è lui ! Ma non è solo lui. E vi spiegamo subito il perché
James Luther Dickinson … è un pioniere “naturale" con una gigantesca conoscenza della musica Americana di matrice Roots e, per la prima volta nella sua carriera lunga ben tre decadi ha fatto due album consecutivi per la stessa etichetta discografica ( ossia la sua ) il che dovrebbe significare che finalmente James ha trovato finalmente “casa” da un punto di vista musicale.
Inoltre a testimonianza della nuova ritrovata vena rimane il fatto che dopo aver fatto solo tre album in 34 anni di carriera musicale Killers from space segue di soli due anni il precedente lavoro del nostro.
Definire Jim Kickinson da un punto di vista professionale non è facile. Potremmo chiamarlo produttore, ( Big Star, Replecements, Green On Red, Ry Cooder, Alvin Youngblood Hear ) oppure session Man ( Rolling Stones, Aretha Franklin, Bob Dylan, Duan Allman ) o ancora un osservatore culturale ( Memphis Saturday Night ), oppure ancora musicista… Comunque lo si definisca Jim ha scritto pagine importanti nella storia della musica Americana.
Pino Come detto questo cd segue in un lasso di tempo breve il precedente e a detta del musicista non era neanche stato pensato. E’ venuto da solo, è cresciuto pian piano dentro di lui . Poco importava se nessuno lo volesse o se non fosse stato definito il miglior album della sua carriera. L’ha sentito dentro di lui e l’ha fatto Punto.
Ma come detto a rappresentanza di quest’annata passata insieme James non è altro che un momento di sintesi di un genere musicale che noi, come i fratelli Cohen, amiamo moltissimo : la roots music.
Ed in questo cd James o Jim per gli amici mette a disposizione la sua grande voce, la sua chitarra ad una dozzina di canzoni che nel corso degli anni pur non essendo sue le ha talmente suonate, amate, rispettate da definirle To Good To Record.
Ed eccole le registrazioni qui per noi. A voi la scoperta attraverso radio Moonlight di un vero eroe della roots music, di un eroe che ci permette di inizare nel migliore dei modi questo nuovo anno.
Ma Vediamo come James le presenta :
“Texas Me” is a Doug Sahm tune which Jim says reflects “the failed hippie dream,” adding, “since the first time I heard it, I completely identified with it.” Dickson recalls producing The Texas Tornados, the band that featured Doug, Augie Meyers (one of the writers of “Texas Me”), Freddy Fender and Flaco Jimenez. “Doug and Freddy used the same mic; they were so close they were almost touching noses and they’d argue around correct Spanish pronunciation. “
“Dirty On Yo’ Mama” was written by the late John Hurley who had a hand in the Dusty Springfield hit
“Son of a Preacher Man,” as well as “Love of the Common People,” recorded by everyone from Waylon Jennings to Paul Young.
“He cut great demos” says Jim of Hurley whom he met through Chips Moman many years ago.
“You Better Rock Me Baby” was written by Jerry Lynn Williams, the enigmatic composer whose songs were recorded Eric Clapton, Bonnie Raitt, B.B. King and Delbert McClinton. “Jerry had a rock ‘n roll voice,” says Dickinson who met him at least 35 years ago in Tyler, TX.
“Nature Boy” found its way into Killers as a result of the fact that DDT used to perform it. The song was written by Tommy Hull, a Memphis punker who was in a group called The Rudy Bad.
“Lonely Nights” includes the evocative line “these hotel walls are blue and I’m so far away from you.” It was a song from the repertoire of Green on Red’s side project, Howard Hughes’ Brain.
“Roly Poly” was written by Greg Spradlin, a Little Rock writer who had a band called The Skeeterhawks. He’s also the writer of “Out of Blue” that can be heard on Jungle Jim.
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“I Was A Champion” was written by Allen Jacobs and Andrea Skinner a/k/a Bunky & Jake. “I bought the album because of the picture of the cover,” says Dickinson of that 1969 release. “I had to wait to record it until my kids could play it.”
“No, No Never Again” is a song that Jim first heard when he was producing an Australian group called The Big Don’t Argue. “They were the most primitive white guys I’d ever met,” he recalls of his late 80s sessions with the band.
“Sweet Peace Within” was first heard on Mylon Lefever’s album “Holy Smoke.” “It was the first Christian rock record,” Jim declares, “and Mylon was the first guy I ever saw who wore embroidered blue jeans.”
“I Need You” is a song that Jim first heard when he produced a band up from Mississippi who called themselves The Sugar Cube Blues Band back in 1966.
OFFICIAL BIOGRAPHY
Jim Dickinson was born November 15, 1941, in Little Rock, Arkansas. His family moved to Memphis, Tennessee, in 1949. He attended White Station High School, where he formed his first band, The Regents, in 1958. Signing his first recording contract with Rubin Cherry's Home of the Blues on Beale Street, he later recorded as an Artist for Sam Phillips' SUN label.
He attended Baylor University in Waco, TX, studying drama under Paul Baker. Returning to Memphis, he married Mary Lindsay Andrews. The couple graduated from Memphis State University with degrees in History and Anthropology.
He participated in the now-famous Memphis Country Blues Festivals at the Overton Park Shell with Furry Lewis, Sleepy John Estes, and Fred McDowell.
After getting his first real break from Bill Justis in Nashville, he began his work in the Memphis music industry, playing sessions at American Studio for Chips Moman, '65/'66; then for John Fry at Ardent Studio, '66/'67; then Sam Kessler at Sound of Memphis Studio, '68/'69, where he joined Charley Freeman, Tommy McClure, and Sammy Creason in the rhythm section that became know as the "DIXIE FLYERS".
In Muscle Shoals, Alabama, in December, 1969, Dickinson recorded "Wild Horses", with the ROLLING STONES, for their album Sticky Fingers.
In 1970, the Dixie Flyers moved to Miami, Florida, contracted to ATLANTIC RECORDS as the house band backing such artists as Aretha Franklin, Sam & Dave, Jerry Jeff Walker, and Carmen McCrae.
Dickinson left the Dixie Flyers and returned to Memphis, recording his solo album, DIXIE FRIED for Atlantic. He began a career as a producer working with Ry Cooder and Big Star. In the early 70s, he toured with Arlo Guthrie after recording "City of New Orleans." Dickinson spent the '70s and '80s developing the notorious and mysterious Mudboy and the Neutrons, Memphis super group,collaborating with Ry Cooder on motion picture scoring (PARIS, TEXAS; THE BORDER, CROSSROADS, THE LONG RIDERS), and touring Europe twice with Ry Cooder and Jim Keltner.
Dickinson returned to production with Austin's New Sincerity roots rockers,True Believers, which led to Green On Red, and ultimately The Replacements' masterpiece, PLEASED TO MEET ME, and Toots Hibbert's Super Session (Sly and Robbie, Eddie Hinton,Teenie Hodges) TOOTS IN MEMPHIS.
Honored by local NARAS chapter with the Board of Director's Governor's Award in 1992, Jim Dickinson won Producer of the Year seven times before retiring his name from the competition.
After the murder of Dickinson's partner,Lee Baker, Mudboy retired, but not before sons, Luther and Cody, had joined the list of Neutrons. While continuing to produce a few choice projects, Dickinson has concentrated his efforts on the family recording complex, Zebra Ranch, and launching the careers of his sons, Luther and Cody, the North Mississippi Allstars. The Allstars have received three Grammy nominations for their CDs: SHAKE HANDS WITH SHORTY, 51 PHANTOM,and ELECTRIC BLUE WATERMELON
The latest family effort is Jungle Jim and the Voodoo Tiger, recorded with Luther and Cody. It will escape on Memphis International Records on May 30, 2006.
Dickinson played on Bob Dylan's TIME OUT OF MIND, 1998's Grammy winning Record of the Year.
19 dicembre, 2007
Ridateci Il Vinile
Cari discografici
chi vi scrive è stato ed è un grande appassionato di musica, un forte consumatore di musica, una persona che per merito del mercato discografico ha potuto conoscere ed amare migliaia, decine di migliaia, di dischi e di artisti. Ed è con grande malinconia, tristezza, che osservo il declino, costante e apparentemente ineluttabile, del mercato discografico odierno, il declino del cd. Ormai non fa più nemmeno notizia. 10 per cento in meno, 20 per cento in meno, il calo costante delle vendite, i licenziamenti, le ristrutturazioni, si susseguono con tale rapidità da lasciare ormai indifferenti gli spettatori, che già immaginano come andrà a finire.
La colpa? è del cd, del compact disc. O meglio, la colpa è nostra, degli appassionati, dei consumatori, che si sono disaffezionati al supporto, che non vogliono bene al cd. No, non vi meravigli il termine "voler bene". Chi ama la musica ama anche gli oggetti che hanno saputo contenerla. Il pubblico, i consumatori, hanno amato profondamente i dischi nelle loro successive incarnazioni, dal 78 giri al 45, dall'Lp alla cassetta, fino al cd e all'iPod. Ma la battaglia tra questi ultimi due, il compact disc e l'iPod sembra la stia vincendo il secondo.
Il motivo, mi sembra, è semplice: voi discografici avete perso il dominio della copia, che è passato completamente nelle nostre mani, quelle dei consumatori. Da quando la musica è diventata digitale non siete più voi gli unici a poter fabbricare dischi. Con i nostri computer e i masterizzatori siamo in grado di copiare la musica su cd fatti in casa, di produrre compilation, di rimescolare i dischi più celebri, di riprodurre gli album originali, e queste operazioni sono talmente poco costose da farci dubitare del valore di un cd originale. Non solo: mentre fino a qualche anno fa le copie che compravamo dai pirati erano su cassetta, qualitativamente inferiori agli originali su vinile, oggi le copie del mercato pirata sono perfettamente eguali ai cd che si trovano nei negozi.
Certo, non ci sono le indicazioni sui dischi, le copertine sono a dir poco raffazzonate, magari anche le masterizzazioni non sono tra le migliori, ma il risultato è soddisfacente per chi spende i 5 euro (spesso anche meno) richiesti dai venditori di strada. Vi siete mai chiesti il perché? Perché delle copertine dei cd la gente non sa che farsene, perché di quello che c'è scritto sui dischi, stampato in corpo 5, con caratteri illegibili per un occhio normale, nessuno ha notizia. Perché il cd pirata lo si mette in macchina, senza copertina, buttato tra un fazzoletto per il naso e una cartina stradale. Perché il cd non vale più di cinque euro, anche quand'è originale. E non è un oggetto al quale gli appassionati di musica si sono affezionati, non sono oggetti che un appassionato di musica vuole conservare, proprio perché non hanno copertine, non hanno immagini da vedere, cose da leggere, non rappresentano gli artisti e le loro idee, sono solo supporti, non sono la musica. Poi è arrivato l'iPod e i lettori mp3.
Per un appassionato di musica è come portarsi in tasca l'Eden, tutta la musica che voglio, che amo, che posso ascoltare come e quando voglio. Mi viene in mente un brano, uno qualsiasi, lo scarico e lo ascolto. E pago. Perché quell'euro a canzone è un prezzo che mi sembra equo, vista la comodità del poterlo portare in tasca e, se voglio, metterlo su un cd. Ho un iPod pieno di musica e lo continuerò a riempire, ma non è questo il modo in cui voglio conservare la musica che amo.
Abbiamo, dunque, una modesta proposta da fare.
Ridateci il vinile.
Ma come, improvvisamente si vuole tornare indietro? Nel bel mezzo della rivoluzione digitale si pensa a tornare al prodotto analogico? No, non preoccupatevi, non è così. O meglio, non è solo così. Nel senso che i modi in cui la gente acquisterà musica nel prossimo futuro potrebbero, dovrebbero, essere tre: tramite file, per chi vuole ascoltare musica con i lettori mp3 o con i cellulari, per chi vuole masterizzare i propri dischi; tramite cd, per chi non vuole fare la fatica di scaricare la musica attraverso i computer o i telefonini, e non vuole perdere tempo con i cd "fai da te", o semplicemente non ama gli mp3 e preferisce tenere centinaia di cd in macchina; con il vinile, per chi vuole conservare i dischi, per chi ama le opere degli artisti e vuole essere legato a queste da un filo emotivo che è tenuto dall'oggetto stesso.
Il disco in vinile non è un "supporto" ma è l'opera. Dark side of the moon, o Stg. Pepper, o Highway 61, non sono collezioni di canzoni, sono "dischi". Così come i Promessi Sposi non sono uno scritto ma un libro. Il libro non è un supporto cartaceo, è l'opera stessa. Che non può essere copiata se non in qualcosa che libro non è. E il vinile non può essere copiato se non su cassetta o cd, il dominio della copia in vinile non è mai passato nelle mani di noi consumatori e appassionati. E il disco in vinile si rovina, si graffia, s'impolvera, se io voglio bene al disco voglio e debbo conservarlo. Il disco in vinile ha una copertina che è parte integrante del disco stesso, identifica l'opera, la illustra, in qualche caso la spiega. Ed è un oggetto come questo che gli appassionati di musica vogliono avere, vogliono conservare. Non il cd, che invece è piccolo, portatile, comodo, adatto ad essere messo in auto o portato in giro. Cd che posso perdere o che si può anche rovinare, perché al massimo ne posso masterizzare un altro, perfettamente identico al primo.
Ridateci il vinile, ridateci la possibilità di avere dischi che durano trenta, quaranta minuti, fatti di canzoni e brani che gli artisti hanno voluto metterci, senza inutili e insulsi riempitivi. Ridateci il vinile, ridateci un oggetto che magari si sente peggio, che non è portatile, che è grande e scomodo, ma che rappresenta la musica quanto la musica che contiene. Ridateci il vinile, che ha un valore intrinseco che nessun cd riuscirà mai ad avere. Ridateci il vinile, assieme ai file mp3 e ai compact disc, utili ognuno per un motivo diverso. Certo, magari guadagnerete meno, magari i clamorosi fatturati che l'industria discografica ha fatto da quando è arrivato il compact disc non li vedrete più, ma di sicuro non perderete l'anima e il lavoro. Il lavoro lo state già perdendo, l'anima la state per perdere, trasformandovi in venditori di magliette, poster, gadget, venditori di diritti televisivi e radiofonici, produttori di concerti e di dvd, di certo non più "discografici". Ridateci il vinile e provate a salvare il vostro, nostro, mercato della musica, abbandonando l'idea di vendere pezzi di plastica e tornando a vendere dischi.
26 novembre, 2007
Prostitute, Chi sono i loro clienti ?
Come avrete gia' capito una delle finalita' del nostro blog, accanto a quella di proporre tanta buona musica, è quella di "lottare" per sensibilizzare giovani e meno giovani sul problema della tratta di esseri umani e in particolare quelle che hanno per oggetto bambini ( pedofilia, lavoro minorile etc etc ) e donne ( ancora lavoro nero, prostituzione e via dicendo ).
Quest'opera non avviene solo via rete ma anche nella vita reale attraverso il coinvolgimento delle persone che operano nel blog ( compreso chi sta scrivendo adesso ) in varie iniziative atte a perseguirne lo scopo.
A tal proposito mi sembra utile proporvi un articolo apparso oggi sul corriere della sera dal titolo
Prostitue: Identikit Dei loro Clienti.
"Hanno un'età compresa tra 35 e 40 anni, lavorano, sono single e con un livello di istruzione medio-alto. Preferiscono le ragazze dell'Est che incontrano in hotel, saune o appartamenti, con una frequenza media di una volta ogni due mesi. Ma, soprattutto, scelgono le donne dell'Europa orientale o le cinesi, non solo perché costano meno delle italiane, ma perché con loro soddisfano il «bisogno di affetto e di comprensione».
Eccolo per la prima volta il profilo del cliente delle prostitute straniere «trafficate » (cioè vittime della tratta), così come emerge dallo studio How much? condotto per la Commissione europea dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) con i ricercatori di Transcrime (Università di Trento e Cattolica di Milano) che verrà presentato giovedì a Milano.
I dati sono stati elaborati con lunghe analisi dei forum Internet e da un questionario pubblicato online. Ma un'altra parte della ricerca si è mossa direttamente sul campo e se il profilo del cliente risultato qui è diverso (età tra 23 e 50 anni, sposato, con un partner regolare e uno o più figli, livello di istruzione basso o molto basso, incontri ogni 15 giorni) le motivazioni sono le stesse e il fattore «bisogno di affetto/comprensione» resta ai primi posti. Dice un cliente: «Le ragazze dell'Est sono tutte bellissime, la maggior parte bionde, alte, fatte bene, disponibili. Non fanno le cose come una catena di montaggio un colpo e via, anzi ti portano a casa loro, ti fanno rilassare, ti danno un po' di accoglienza. Mentre le prostitute italiane tendono solo a fare i soldi e concludere alla svelta». Un'altra voce, su Internet: «Gli italiani vogliono sesso, il buon, caro, sano, vecchio sesso. E magari anche un briciolo di affetto, vero o immaginario, che non guasta mai». Stesso concetto ribadito da un intervistato: «Con il sesso molti cercano anche affetto e un rapporto con la donna in generale, spesso l'atto vero e proprio passa in secondo piano».
Numeri e affari Secondo il Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio, in Italia sono 9 milioni i clienti delle prostitute (che sono stimate in 70 mila, di cui più della metà straniere) con un giro d'affari di 90 milioni di euro al mese.
Lo studio di Transcrime, il primo del genere in Italia, ha cercato di dare un volto al cliente delle prostitute «trafficate» (la maggior parte delle straniere) per capire cosa spinge gli uomini a cercare questo mercato del sesso che si è diffuso nell'Unione Europea a partire dalla caduta del muro di Berlino e ha ormai raggiunto dimensioni preoccupanti.
A questi clienti — così emerge dalla ricerca — non interessa la storia che è alle spalle della prostituta (per loro infatti «la tratta non esiste» o al massimo coinvolge poche persone e le «vittime» della prostituzione sono proprio i clienti «sfruttati a causa del naturale bisogno di sesso tipico del maschio»). Anzi, dicono di preferire le donne dell'Europa orientale o le cinesi proprio perché provengono da Paesi in cui vi è il «dovuto rispetto» per il maschio e quindi manifestano remissività anche nei confronti dei clienti italiani. Dietro questa motivazione, poi, ce ne sono altre due: il bisogno di dominio e il rifiuto dell'emancipazione femminile. E se le prostitute italiane sono sbrigative e pensano solo ai soldi, le mogli/compagne sono viste così: «Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia (e sennò chi si sposerebbe?), poi usano il sesso come una risorsa, un'arma, uno strumento per ottenere quello che vogliono».
Case chiuseTutti gli uomini contattati si sono infine dichiarati, all'unanimità, per la riapertura delle case chiuse. La regolarizzazione, secondo gli intervistati, costituisce un vantaggio per tutti: per i clienti (garanzia di privacy, igiene e controllo medico), per lo Stato (che può tassare i guadagni) e per le prostitute perché si ridurrebbe lo sfruttamento da parte dei protettori.
L'ultima parte della ricerca riguarda la comparazione dei dati italiani con quelli di tre Paesi europei — Olanda, Svezia e Romania — che hanno una legislazione diversa dalla nostra. Questo aspetto, insieme agli altri, verrà illustrato nel seminario di giovedì a Milano (sala Vismara, via Copernico 1) dagli autori dello studio: per l'Ismu, Marco Lombardi, docente della Cattolica, e Paolo Ruspini; per Transcrime (il maggior centro universitario italiano sullo studio della criminalità transnazionale) Andrea Di Nicola e Andrea Cauduro. Le conclusioni di How much?, secondo Lombardi, «serviranno ora a sviluppare politiche innovative per combattere il traffico di esseri umani anche in un quadro normativo diverso da quello attuale». Perché, dice a questo proposito Di Nicola, «una cosa abbiamo capito: la politica dello struzzo in Italia non paga. Meglio intervenire piuttosto che non fare niente»."
Si vuole ringraziare per questo post il Corriere Della Sera e Metropoli ( Repubblica ) da cui la quasi totalita' delle notizie sono tratte.
24 novembre, 2007
Sergio Veschi Presenta Vito Di Modugno e L'Organ Trio
Ciao Sergio, parlaci un po’ del nuovo lavore di Di Modugno :
Dopo alcuni anni e dopo l’innegabile successo di Organ Grooves, il suo primo disco come leader per la Red Records, torna in pista Vito Di Modugno con un nuovo gruppo, un nuovo lavoro e un nuovissimo repertorio. Nel suo gruppo l’inserimento di Pietro Condorelli si rivela particolarmente felice perché il suo modo di suonare, quieto e rilassato, è in qualche modo speculare a quello di Vito Di Modugno. Il repertorio è simile a quello Blue Note Oriented del primo ma lo scavo in profondita’ nel linguaggio e negli arrangiamenti è molto piu’ marcato con consistenti aggiornamenti ad esperienze piu’ recenti e a pubblici piu’ eterogenei che includono sia jazz fans hardcore che quelli piu’ apparentemente sofisticati del free ma anche la fascia piu’ popular e funky.
Chi sono i musicisti che hanno piu’ di altri influenzato Vito e gli altri componenti del gruppo in questo cd ?
In realta’ la session ha dato vita a due Cd, questo è il primo, e accanto a grandi temi di Mingus, Silver, McLean, Henderson, Blue Mitchell, ci sono anche Corea, Jimi Hendrix, Jaco Pastorius, Eddie Gomez, Ornette Coleman, Cedar Walton e Bobby Watson oltre ad alcuni originals di Di Modugno che mostrano come il leader e e i suoi compagni padroneggino con serieta’, rigore, entusiasmo e sopratttutto feeling i diversi aspetti della storia del jazz moderno, in tutte le sue sfaccettate sfumature, senza complessi.
Se non ci inganniamo c’è un brano speciale in questo cd, ce ne vuoi parlare ?
Si, si tratta di Triss, il brano di Vincenzo Deluci, lo sfortunato trombettista pugliese che è rimasto paralizzato in un incidente d’auto ed al quale il cd è dedicato. Il brano ci sembra particolarmente riuscito per la vena melodica e il colore che ricorda molto alcuni melos balcanici e medio orientali.
Ti va di spendere qualche parola anche per il brano originale inciso durante la registrazione dall’Organ Trio ?
Si tratta della Zita Di Ceglie che è un brano scherzosamente improvvisato in studio e coniuga un non improbabile connubio fra pizzica, blues e jazz, cosa questa che sembra aver interessato non poco anche altri musicisti di jazz in tempi recenti.
Nel cd, oltre alla formazione originale, appaiono come ospiti Michele Carrabbia e Pino Di Modugno, padre di Vito. Ce li vuoi introdurre ?
Michele Carrabba al sax trenore suona in quattro brani e da’ agli stessi il colore e il calore di un sassofonista dalla grande e bella sonorita’, sostenuta da una tecnica eccellente e un feeling possente quanto incendiario che però sa essere anche molto smooth come nel blues di Vito “The Big”. E’ veramente sorprendente come un sassofonista di questo livello sia cosi’ poco conosciuto in Italia dove mi sembra abbia ben pochi rivali.
Pino Di Modugno, padre di Vito e di un altro figlio chitarrista che insegna al conservatorio di Bari, conferma, nei suoi brevi interventi, tutta la sua classse di grande fisarmonicista dalla tecnica e musicalita’ impressionante e dalla inesauribile vena musicale. Un uomo e un musicista che potrebbe ancora riservare delle sorprese, nonostante i suoi anni che hanno da poco superato i 70, e che chi vuole meglio conoscere può ascoltare nel cd Bedouin.
Parlaci ora di Massimo, Pietro e Vito , gli architetti musicali di questo lavoro
Massimo Manzi è oggi uno dei batteristi piu’ richiesti a livello nazionale e il suo contributo alla riuscita della session è fondamentale.
Pietro Condorelli si conferma solista e accompagnatore di classe e cis embra aver trovato un perfetto equilibrio nelle sue linee melodiche, che ricordano spesso i sassofonisti, fra sonorira’ e fraseggio.
Infine, Vito Di Modugno all’organo si conferma piu’ che eccellente come strumentista, solista e leader. Credo possa essere annoverato senza difficolta’ fra i migliori specialisti dello strumento in attivita’ a tutti i livelli. Questa non è un’affermazione fatta per il gusto di farla o di stupire. Abbiamo avuto l’opportunita’ di ascoltare, sia dal vivo che su disco, altri organisti ritenuti giustamente al top e rispetto ad essi Di Modugno non ha alcun problema. Anzi potrebbe crearne a diversi di loro. Basta solo ascoltare e confrontare senza pregiudizi né favoritismi. Tra l’altro non dimentichiamo che oltre all’Hammond Vito suona anche il piano, in cui è dipolomato, e il basso acustico ed elettrico, e si contraddistingue per un tasso tecnico elevato, un blues feeling feroce, una fantasia melodica e e armonica sofisticata e viscerale che gli permettono di volare con la mano destra e fare sull’organo fraseggi che spesso solo i pianisti fanno e che sul suo strumento sono decisamente inusuali, un drive ritmico, sentire e analizzare le sue linee di basso con la mano destra, consistentemente ad alto livello.
Chi sono i padri musicali di Vito ?
Ovviamente i suoi riferimenti, come per tutti gli organisti, sono palesi e portano il nome di Jimmy Smithe e soprattutto Larry Young: uno padre dell’Hammond B3 e l’altro quello dell’organo moderno o meglio dell’organo nella post Coltrane Age.
Ci vuoi ora dire cosa pensi di questa formazione e se ti ritieni soddisfatto di questo lavoro ?
L’Organ Trio, con o senza ospiti, suona in modo espolosivo, divertente e sa catturare l’attenzione di chi lo ascolta. La scelta del repertorio e gli arrangiamenti è molto azzeccata poiché non solo i temi sono molto belli, anche se spesso noti purtroppo solo ad una fascia ristretta di pubblico, ma sono arrangiati e suonati con slancio, vivacita’ , calore, fervore e risplendono di nuova luce. A cominciare dalla sonorita’ per esempio, anche sul piano elettrico. L’Organ Trio ha un suo suono e non ricorda altri che se stesso sia pure con i dovuti collegamenti con una tradizione che si vuole non solo rispettare ma addirittura rinverdire e modernizzare. Basta ascoltare l’inizio di Haitian Fight Song per accorgersi da che parte tira il vendo di Organ Trio che è decisamente soul, blues, jazz e non solo. Credo che Charlie Mingus sarebbe contento di sentire come l’Organ Trio suona il suo brano: con rispetto, riverenza, amore facendolo risplendere di nuova luce e di nuovi suoni.
A questo punto non ci resta che augurare a tutti Buon Ascolto e Buon Divertimento oltre che ringraziare Sergio per la sua disponibilita' e per la sua grande passione.
Nato a Bari, intraprende giovanissimo gli studi musicali sotto la guida del padre (Pino Di Modugno noto fisarmonicista) studiando pianoforte, organo, basso elettrico e contrabbasso. La sua prima esibizione in pubblico avviene all’età di cinque anni e nel 1973 debutta ufficialmente nell’orchestra del padre.
Dal 1976 studia pianoforte col M.° Binetti conseguendo il diploma nel 1984. Nello stesso anno è premiato al concorso "Coppa Pianisti d'Italia". Frequenta inoltre alcuni corsi di perfezionamento pianistico con i M.stri Medori e Caporali, e dei seminari jazzistici con Michael Brecker e Pat Metheny e infine i corsi di Siena Jazz.
Dal 1996 al “99 è in tournee con Patty Pravo, partecipando alla realizzazione di due cd e un dvd.
Dal 2002 incide per la “Red Records” realizzando vari cd: “Organ Grooves”, che lo vede in veste di leader in compagnia dei musicisti Sandro Gibellini (chitarra), Fabrizio Bosso (tromba), Stefano D’Anna (sax tenore), Massimo Manzi (batteria) e Pino Di Modugno (fisarmonica), “Bedouin” di Pino Di Modugno, “Paradoxa” del pianista siciliano Salvatore Bonafede, e il suo secondo album da leader intitolato "Organ Trio" con Pietro Condorelli (chitarra) e Massimo Manzi (batteria).
Nel 2003 viene eletto tra i migliori nuovi talenti nel referendum “Top Jazz” indetto dalla rivista “Musica Jazz”.
Ha tenuto dei concerti come solista con l’Orchestra Sinfonica “Arturo Toscanini” di Parma diretta dal M° Beppe D’Onghia, interpretando il concerto per gruppo e orchestra sinfonica dei Deep Purple composto dall’organista Jon Lord.
Insegna a Bari presso la scuola "il Pentagramma" ed il Conservatorio “N. Piccinni”.
COLLABORAZIONI DISCOGRAFICHE
Pino Di Modugno, Fabrizio Bosso, Massimo Manzi, Sandro Gibellini, Stefano D’Anna, Pietro Condorelli, Patty Pravo, Guido Di Leone, Michele Carrabba, Mario Rosini, Michele Di Monte, Mimmo Campanale, Giovanni Tommaso, Tiziana Ghiglioni, Salvatore Bonafede, Lorenzo Tucci, Pietro Ciancaglini, Jazz Studio Orchestra, Gianluca Petrella, Mariella Carbonara, Michele Fazio, Mino Petruzzelli, Claudio Colasazza, Rocco Zifarelli, Articolo 31.
23 novembre, 2007
Può La Musica Chiuderci In Noi Stessi ?
"Dicono che la musica abbia per effetto di elevare l'anima Sciocchezze! Non è vero. Agisce, agisce tremendamente, ma non nel senso di elevare l'anima; non la eleva né l'abbassa, la esaspera. Amo tanto la musica e, perciò, non volevo lasciar passare la festa di s. Cecilia senza parlare di quest'arte. Sono, allora, andato a cercare un passo significativo e ho pensato a qualche testo che avesse la musica nel titolo e m'è venuto subito in mente La sonata a Kreutzer (1889-90) di Tolstoj, racconto terribile ma possente. E ho trovato questa frase anch'essa terribile che, però, non può essere facilmente accantonata. Certo, sappiamo che il grande Cervantes era convinto che donde hay música, no puede haber cosa mala e lo stesso Lutero in un suo scritto intitolato Frau Musica ribadiva che «non può esserci animo cattivo dove cantano gli amici». Tuttavia non bisogna dimenticare che già i Greci sapevano che, accanto alla musica «apollinea», fonte di armonia, bellezza e gioia, c'è anche la musica dionisiaca che acceca, travolge e sconvolge. E qui il pensiero corre, senza voler essere troppo raffinati o prevenuti, a certe espressioni della musica giovanile di oggi: prima ancor di parlare di «rock satanico», ciò che sconcerta è appunto l'esasperazione che quel suono induce, spaccando i timpani, torturando il cervello, isolando la persona in uno stato irrazionale, generando reazioni fisiche sguaiate, eccitate da alcol e droga. Difficile è, a quel punto, stabilire la frontiera tra musica e suono devastante, tra ebbrezza e accecamento. Ma, lasciando a parte questo estremo, è un po' vero per tutti che la musica può essere sia uno strumento di esaltazione interiore, di luce e di liberazione, ma anche di esasperazione, di inasprimento, di sofferenza, di svelamento del vuoto che è in noi. "
Tratto Dal Mattutino Di G. Ravasi
05 novembre, 2007
Give Us Your Poor
Necessita’ ( e diritti aggiungiamo noi ) basilari come un tetto sopra la propria testa e del cibo in tavola – attenzione, non si tratta di qualcosa di superfluo ma di vere e proprie esigenze primarie per la sopravvivenza – non sono garantite.
E la sola lidea che oltre un milione di senzatetto siano ragazzini fa sanguinare il mio cuore.
Qui non si tratta di aspettare una cura che qualche scienziato possa trovare in futuro per risolvere il problema. Gli Homeless sono qui, ora….
Potremmo risolvere questo problema velocemente se solo ve ne fosse la volonta’.
Ci sono molte persone buone la fuori che vogliono fare qualcosa e alcune volte tu devi solo trasmettere il loro messaggio.
Jon Bon Jovi
Uno studio condoto nel 2001 dalla Conferenza dei Sindaci di 27 grandi citta’ americane mostra che i rifugi per homeless rifiutano il 37 per cento delle persone a causa del sofraffollamento.
Le statistiche per le famiglie di homeless sono ancor piu’ tragiche : il 52 per cento non hanno accesso alle case di accoglienza per Homeless.
Il 41 per cento del totale degli homeless è costituito da famiglie.
Un homeless su quattro è un bambino al di sotto dei dieci anni.
Il 43 per cento degli homeless lavora !
Secondo il Department of Veterans Affairs ogni notte uomini e donne veterani vanno a dormire in un posto che non può essere chiamato “casa”.
Il 40 per cento degli homeless hanno fatto parte dell’Us Armed Forces ( esercito americano ).
Tutti noi abbiamo conosciuto la grande solitudine che accompagna queste persone e abbiamo imparato che l’unica soluzione è l’amore e che solo l’amore conduce alla comunita’ “
La missione di “Give us your poor “ è di creare una rivoluzione nell’opinione pubblica nel dissipare preconcetti e inspirare azioni per porre fine al problema dei senza tetto negli Usa.
Essa lavora per portare cambiamenti a livello politico, per cercare volontari e contributi a livello individuale e di organizzazioni attraverso i media e l’educazione, e per dare supporto alle organizzazioni patner a favore degli homeless. Essa si basa sul convincimento che il problema dei senza tetto è risolvibile e che lo si debba risolvere tutti insieme. Give Us Your Poor è stata fondata nel 1999 e fa parte della Massachusetts Boston’s McCormack Graduate School Of Policy Studies. Parte dei proventi della vendita di questi cd andranno all’organizzazione. Alla stessa verranno dati molti cd al costo di produzione al fine di ottenere direttamente fondi con la vendita.
Ci sono voluti due anni per creare questo cd il cui scopo è quello di raccogliere fondi a favore dei senza tetto. Questo cd ha visto la luce grazie alla collaborazione tra la Appleseed Recording e l’organizzazione no profit Give Us Your Poor e ha il pregio di riunire musicisti affermati , attori impegnati socialmente e musicisti che in passato o tuttora sono degli homeless in un lavoro che raccoglie nuovei ncisioni che testimoniano la crescente crisi dei senza tetto in America . Nel dar vita al cd ci sono state frequenti forme di collaborazione tra i musicisti che hanno donato il loro tempo e la loro musica e i loro fratelli homeles scrivendo canzoni che hanno il pregio di riflettere su un’esistenza condotta senza la garanzia di aver un alloggio, del cibo o qualsiasi altra semplice necessita dell’esistenza umana. ( i cosidetti bisogni primari ). La quasi totalita’ dei profitti realizzati dalla vendita di questo cd saranno donati ad organizzazione che prestano opere benefiche a favore dei senza tetto.
Musicalmente parlando in Give Us Your Poor vi si possono trovare una vasta gamma di artisti, generi e stili musicali diversi che fanno del un’esperienza avvincente e godibile oltre che educativa.
Tra gli artisti di alto profilo ricordiamo :
Bruce Springsteen, Jon Bon Jovi, Keb Mo’, Natalie Merchant, Bonnie Raitt, Madeleine Peyroux, Mark Erelli e molti altri. Ma la parte del leone la fanno gli aritsti homeless. All’interno del cd sara’ possibile trovare un bellissimo booklet dove i singoli cantanti spiegano i propri motivi personali che li hanno indotti ad aderire a questa iniziative.
A tal proposito ascoltiamo le parole di John McGah, Direttore di Give Us Your Poor :
L’essere homeless ti disconette dagli altri. La musica invece ti connette. E’ molto semplice. Come dice il mio amico Montreville Blakely, un cantante chitarrista di Washington, “L’arte è un ottima medicina”. In particolare la musica per sua natura dona speranza mettendo in contatto le persone in un modo che le parole non potrebbero. Ti permette di sentire quello che il musicista prova in quel momento e questa “comunione” avviene indipendentemente dall’eta’, dallo stato sociale o dal tipo di vita del musicista o dell’ascoltatore. Ma al di la’ dell’aspetto spirituale la musica può cambiarci nel modo di vivere e come prendere le decisioni. “ Il ruole dell’artista è mostrare che è possibile” è ciò che ha detto Bruce Spingsteen . Essa da forma alle azioni.
La cosa piu’ sorprendente in questo progetto è stata la risposta delle persone cui abbiamo chiesto un coinvolgimento. Pensavamo che pochi artisti rispondessero al nostro appello e solo una piccola percentuale degli homeless contattati si sarebbe fatta viva. Invece è accaduto proprio l’opposto. Centinaia di musicisti hanno dato immediatamente il loro consenso. Berkee College Of Music e Give Us Yor Poor si sono rivolti a centinai di artisti homeless o ex homeless per chiedere se potessere prestarci la loro voce o la loro musica. Gli artisti celebri ne sono stati immediatamente coinvolti. Se volevamo la loro autorizzazione ad usare la loro musica allora chiedevano di poter aiutare il progetto e poterne far parte. Quando poi abbiamo diffuso la voce tra gli artisti indipendenti abbiamo ricevuto 775 demo ed è stato difficilissimo ascoltarli e fare una scelta.
All’inizio eravamo intenzionati a produrre la colonna sonora per un documentario sul fenomeno degli homeless coinvolgendo solo celebrita’. Incontrai Mark Governor, un curatore di colonne sonore di Hollywood, in un tavolino della stazione dei treni di Boston, tra gli homeless che spesso la abitano o vi dormono. Mark mi disse “ Ho lavorato alla colonna sonora sul documentario. Penso sia una buona idea che può aiutare ad accrescere la consapevolezza del fenomeno. Ma che ne dici se mettessimo inisieme artisti homeless con delle star e farle lavorare insieme ? Immediatamente sono rimasto fulminato dall’idea.
Il modello era quello di raccogliere dei demo da musicisti homeless provenienti dall’intero territorio statunitense. Ma come fare ? Non ne avevamo idea. Ci associammo con due studenti della Umass di boston, quattro eccellenti studenti del Berklee College e quattro membri della facolta piu’ un ottimo numero di volontari. Poi mandammo la notizia del progetto a molte associazioni che aiutano gli homeless e ai vari patner della Give Us Your Poor. La Ronald Corporation ci ha donato quattro piastre di registrazione portatili Alcuni Homeless inviarono dei demo, altri li incontrammo direttamente per registrarli, ad altri ancora inviammo l’equipaggiamento per la registrazione. Ricevemmo un mucchio di materiale e la maggior parte dello stesso era di ottima fattura. Questa era veramente musica, espressione dello spirito umano, alcune volte scritta da persone che hanno passato momenti realmenti duri durante i quali i loro sogni si incontravano con i loro demoni. Ci sentimmo come dei custodi di registrazioni sacre e le trattammo come tali.
Il maggior aiuto lo abbiamo ottenuto naturalmente grazie alla Appleseed e al suo boss Jim Musselman. La Applessed è una delle piu’ grandi etichette indipendenti la cui missione è quella di promuovere un modello di business “socialmente sostebibile” come diremmo noi oggi. La Applessed ha contribuito alle neccessita’ donando tempo, contatti, soldi, cuore e anima per far si che questo progetto vedesse la luce. E’ stata una partnership reale ma soprattutto una grande lezione di vita. Grazie Jim e a tutti quanti alla Appleseed.
Molte ricerche e esperienze sul campo dimostrano come ci siano delle soluzioni praticabili per combattere il fenomeno o per lo meno per aiuare gli homeless nei loro bisogni primari e questo per il solo scopo di essere il paese che ameremmo effettivamente essere. Per maggiori informazioni visitate il sito www.giveusyourpoor.org
Spero che passerete un ottimo tempo quando ascolterete questo cd. Forse proverete un senso di speranza, magari danzerete un poco, magari abbraccerete i vostri figli un po’ piu’ forte. La sola cosa che spero veramente è che questo cd sia l’esempio per ricordare che gli homeless, benche’ senza una casa e privati dalle neccessita’ piu’ elementari, possono essere persone creative, amabili, talentuose, con una profonda capacita’ di “connettere” persone.
Questo cd vorrebbe aver lo scopo di far incontrare persone e rendere reale la percezione che cambiare sia possibile. Ma soprattutto questo cd vuole dimostrare che l’amore esiste.
02 novembre, 2007
Ciao Caro Don...
Don Oreste Benzi, morto la scorsa notte a Rimini, aveva riservato appena ieri il suo ultimo intervento alla vicenda di Giovanna Reggiani. "Chi non rimane sconvolto, addolorato, sdegnato venendo a conoscere ciò che il giovane romeno ha fatto alla povera Giovanna Reggiani a Roma? Al di là dell'emozione bisogna però usare la ragione", aveva commentato il sacerdote, la cui associazione, la Comunità Papa Giovanni XXIII, opera in Romania da una decina d'anni. "I funzionari della polizia romena con i quali collaboriamo nel rimpatrio delle giovani romene da noi liberate (nel 2006 ne abbiamo riportate in patria 60) - affermava il religioso - ci dicono: 'i lupi feroci siete voi italianì. Voi oggi in Italia sbranate più di 30.000 ragazze romene, delle quali in partenza il 50% sono bambine. Siete voi che foraggiate, mantenete i criminali romeni che le sfruttano e le tengono schiave con almeno duecento milioni di euro all'anno di guadagno. Sono i vostri maschi italiani che pagano i delinquenti romeni. Noi dobbiamo chiedere perdono alla signora barbaramente massacrata. Ma voi dovreste stare in ginocchio tutto l'anno perchè tutto l'anno massacrate le nostre bambine. Siete voi italiani delinquenti che chiamate i nostri delinquenti romeni, e i vostri delinquenti sono molto, ma molto di più dei nostrì". "E hanno ragione", sosteneva don Benzi : "I componenti dell'osservatorio nazionale sulla prostituzione, compresi i cattolici, non hanno voluto seguire le direttive del Dicastero della Chiesa sui Migranti, che chiede di proibire la prostituzione e di punire i clienti come chiediamo noi. Non hanno voluto colpire questo fenomeno includendolo nel pacchetto sicurezza, non si sono preoccupati di liberare le ragazze sfruttate. Questa è la grande ipocrisia dilagante oggi. Abbiamo mandato tante ragazze a raccontare le loro incredibili storie di sfruttamento nelle televisioni italiane, a cosa è servito?". Don Benzi aveva chiesto al ministro dell'Interno Giuliano Amato "di emanare un decreto urgente a norma dell'art.3, n.9 della legge 75/58, con la precisazione di tutti gli atti di favoreggiamento e di adescamento, compreso li sequestro della macchina del cliente, che sono oggi impuniti, in modo da rendere impossibile al cliente l'avvicinarsi alle donne". "Un altro errore gravissimo - aveva ancora ammonito - si sta compiendo oggi: lo sgombero dei campi nomadi senza avere prima preparato loro il posto dove collocarli. Così aumenta il disagio e si accresce la criminalità".
Sono sicuramente parole forti di una persona che ha amato le vittime di questo traffico ignobile. Anche noi ogni sera vediamo in pochi chilometri ( max 10 ) ragazze giovani e meno giovani rumene che, come in una catena di montaggio, vengono continuamente addescate e usate da uomini. Qui usiamo il termine uomini e non italiani perchè il fenomeno è trasversale alla nazionalita'. Infatti vediamo italiani, ma anche nigeriani, albanesi, francesi, inglesi.... cosi' come è trasversale il ceto sociale e l'eta'. Tutti costoro, dal libero proffessionista all'operaio, dall'immigrato irregolare allo studente Erasmus sanno benissimo dove vanno a finire questi soldi. Spesso nella piramide della creazione della ricchezza lo sfruttamento della prostituzione è il primo passo per ottenere il "capitale" iniziale che permette di entrare in traffici piu' redditizi quali armi e droga. Quindi chi controlla le ragazze non sono grandi organizzazioni "mafiose" ma schegge impazzite che tentano di ottenere visibilita' nel mondo della malavita e per questo ancor piu' pericolosi in quanto pronti a tutto. Bloccando questo traffico, insieme ai patti di legalita' con i Rom che veramente amano il nostro paese e vogliono restarci per integrarsi non risolveremo il problema , ma sicuramente faremmo grandissimi passi avanti.
C'è la volonta' politica e la forza etica per fare ciò ?
Oppure è piu' facile mandarli via come se poi non tornassero con il primo bus ?
18 ottobre, 2007
The Future
We don't like children anyhow.
I've seen the future, baby:
It is murder
Leonard Cohen
Aborti Legali in un anno in Italia : 130.033(senza contare quelli farmaceutici e illegali)
Totali Bambini Nati : 560 mila
Fonte Repubblica
09 ottobre, 2007
Pubblicita' e Progresso By Nicola C
02 ottobre, 2007
Ci saremo anche noi !!!

Angelucci HI FI promuove anche quest’anno SINTONIE, rassegna nazionale dell’alta fedeltà e della musica live. Sintonie quest’anno festeggia il decimo anniversario e la manifestazione si terrà sempre presso l’Hotel Villa Medici il 13 e 14 ottobre 2007 in prossimità del casello A/14 di Lanciano.La manifestazione in questi anni è divenuta dopo il Top Audio & Video Show di Milano, la più importante in Italia tra le manifestazioni del settore. Anche lo scorso anno ha avuto un ottimo riscontro e ha visto la presenza di molti visitatori giunti da tutta Italia con un incremento del 20% sulle presenze rispetto alla passata edizione.
Buona anche la presenza di espositori e di riviste nazionali specializzate.
Sintonie, è un punto d’incontro per confrontare la musica riprodotta con sistemi Hi Fi, su vinile, cd e sacd, in ventidue sale dimostrative allestite dai migliori distributori e costruttori nazionali del settore, con la musica dal vivo attraverso concerti musicali e l’esibizione di musicisti nazionali ed internazionali. Tra i vari eventi musicali nella giornata di sabato, la rassegna prevede la presenza di GIORGIO CONTE (quartet) in concerto. Oltre alle sale d’ascolto saranno a disposizione più di 15 spazi espositivi per la vendita di vinile, cd, libri, riviste e accessori hi fi.
Tra le varie iniziative per festeggiare il 10° anno in collaborazione con la casa discografica Fonè, verrà presentato in esclusiva per Sintonie un LP in vinile 33 rpm 200 gr stampato in Giappone completamente analogico e in tiratura limitata (solo 496 pezzi).
Come nelle passate edizioni , alle audizioni e ai concerti live, saranno abbinati seminari giornalieri presentati da Pierrè Bolduc responsabile della famosa rivista musicale Audiophile Sound, da Giulio Cesare Ricci della Fonè e da altri giornalisti di famose riviste del settore. Anche quest’anno la rassegna sarà accompagnata da degustazioni di prodotti tipici locali.