28 luglio, 2008
“SUONI DAL MEDITERRANEO” 2008
presenta
“SUONI DAL MEDITERRANEO”
Decimo Festival di Musica Etnica
www.suonidalmediterraneo.it
Ideazione e Direzione Artistica: Ruggiero Inchingolo
Andria 01-02-03 agosto 2008
Piazza Catuma e Palazzo Ducale
con il contributo di:
Assessorato alla Cultura del Comune di Andria
con il sostegno di:
Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia
con il patrocinio di:
United Nations Educational Scientific Cultural Organization (UNESCO) Commissione Nazionale Italiana
Assessorato alla Cultura della Provincia di Bari
I più grandi artisti della musica etnica e popolare, in dieci anni di storia, di immagini, di emozioni, di sperimentazione e ricerca musicale, di coinvolgimento popolare e di crescita culturale. Il festival, organizzato dal Centro Studi “Il Giardino dei Suoni”, sotto la Direzione artistica di Ruggiero Inchingolo e la collaborazione organizzativa di Alessandro Buongiorno, giunge quest’anno alla decima edizione confortato da un grande successo di pubblico e di critica (10.000 presenze nella scorsa edizione), qualificandosi anche quest’anno come l’evento più atteso ed importante della zona “terra di Bari”,
TEMA CONDUTTORE
Come afferma l’ideatore dell’evento, il tema conduttore dell’edizione 2007 è una sintesi di contenuti culturali già evidenziati nelle scorse edizioni proprio con l’intento di celebrare il decennale. Non a caso sono state invitate oltre alle nuove formazioni, anche alcuni degli artisti delle precedenti edizioni.
P R O G R A M M A E D I Z I O N E 2008
Africa, danze, bande, cinema, paranze, barbieri, pizziche e tarante
60 il numero degli artisti impegnati con concerti, seminari, proiezioni, corsi di danza popolare, concerti-lezione, presentazioni e pubblicazioni musicali.
• 2 concerti all’insegna della pizzica salentina in memoria di “Pino Zimba”.
Nella serata di Venerdì 1 agosto (Piazza Catuma, ore 21.30) si esibirà la “Tradizionale Salentina Dop” con la presentazione del nuovo repertorio e relativo CD curato dall’organettista Massimiliano Morabito sulla riproposta di pizziche e tarantelle della tradizione orale pugliese. Subito dopo seguirà il gruppo “Zimbaria”, con un ricco repertorio di pizziche trascinanti, per omaggiare un’ icona del Salento, il grande cantore e tamburellista salentino Pino Zimba, recentemente scomparso, che nel 1998 ha inaugurato il Festival “Suoni dal Mediterraneo”.
• 2 concerti all’insegna del dialogo interculturale e della solidarietà dove l’Africa e la Puglia si incontrano.
La serata di Sabato 2 agosto (Piazza Catuma, ore 21.30) vedrà impegnata la “Gangbè Brass Band” una inedita orchestra africana fatta di ottoni dirompenti provenienti dal Benin ed il gruppo di Mimmo Epifani, erede della tecnica del mandolino "alla barbiere" di S.Vito dei Normanni. Al termine del concerto i due gruppi daranno spazio a una improvvisazione collettiva già sperimentata in passato, proprio nel rispetto di uno degli obiettivi principali del festival che aspira a concepire la musica come un mezzo comunicativo efficacissimo atto a facilitare il percorso di integrazione tra popoli diversi, verso una via possibile al dialogo interculturale. Non mancherà lo spazio dedicato alla solidarietà verso il popolo africano. In tutte e tre le serate un punto informativo della ONLUS “Insieme per l'Africa”, sarà presente in Piazza Catuma, con l’intento di raccogliere offerte per finanziare un progetto che prevede la costruzione di due aule scolastiche che ospiteranno più di 100 bambini della città etiope di Zway.
• 2 concerti dedicati alle musiche dei riti e ai linguaggi musicali d’avanguardia.
La serata di domenica 3 agosto (Piazza Catuma, ore 21.30) si aprirà con una banda e una paranza del sud Italia rappresentate rispettivamente dalla: Fanfara Populara, formazione d’avanguardia sempre alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi sul solco della tradizione, che presenterà il suo nuovo repertorio e relativo CD;
Simone Carotenuto e i Tammorrari del Vesuvio con le tammurriate e i canti alla stisa di invocazione alla madonna presenti in alcune processioni tipiche dell’Agro Nocerino.
• 1 presentazione cinematografica, in anteprima assoluta, sulla ricerca dei diversi significati legati al morso della taranta.
La serata del 2 agosto (Cortile Palazzo Ducale, ore 20.00) si aprirà con la proiezione della prima stesura di un film documentario che sarà completato a novembre di quest’anno, dal titolo “LATRODECTUS”. Originalissimo per il suo taglio scientifico ma con preziosi riferimenti alla tradizione orale, il lungometraggio è stato girato tra Francia e Italia dal regista Jeremie Basset e dall’etnopsichiatra Irene Gurrado. Le musiche dal vivo dell’etnomusicologo Ruggiero Inchingolo, eseguite durante la proiezione, sottolineranno alcuni momenti di questa recente ricerca alle radici del "morso nascosto" della mitica taranta. Il film è ricco di suggestive immagini filmate a fine anni '50 dalla troupe di Ernesto De Martino, di interessanti interviste agli esperti più qualificati di vari ambiti disciplinari (tra cui lo stesso direttore artistico) che si sono interessati al tarantismo, come il decano dell’ analisi istituzionale nonchè studioso di trance e possessione, George Lapassade dell’Università di Parigi VIII. Il documento è una valida testimonianza di come è possibile fare dell' interdisciplinarietà una scommessa per il futuro delle professioni.
• 1 prima presentazione musicologica con seminario sulla conoscenza delle tecniche di uno strumento tipico pugliese.
La serata del 3 agosto (Cortile Palazzo Ducale, ore 19.00), darà spazio a un lavoro di ricerca svolto dall’andriese Davide Roberto negli archivi del Centro Studi “Il Giardino dei Suoni” nella sezione relativa alla documentazione video-sonora del Festival “Suoni dal Mediterraneo”. Durante il seminario saranno illustrate le tecniche utilizzate nei tamburi a cornice del Meridione d’Italia. Il suo interessante studio, è stato oggetto di tesi di laurea (con lode) discussa al DAMS dell’Università degli Studi di Roma Tre. Il tamburello e la tammorra saranno i protagonisti di questo viaggio attraverso il Salento, la Calabria e la Campania alla scoperta di analogie e differenze di esecuzione.
• 1 corso di danza popolare per la formazione del pubblico.
In una intensa due giorni (Venerdì 1 agosto ore 15-19 e Sabato 2 agosto 10-14; 16-18) nel Cortile del Palazzo Ducale, Giuseppe delle Donne e Lucia Polito (ballerini ed insegnanti) ci mostreranno e ci faranno ballare la vera pizzica pizzica del Salento, attraverso cinque momenti di due ore ciascuno. Un percorso a tappe che alternerà la pratica (moltissima) alle informazioni utili per contestualizzare la danza e saperla usare con consapevolezza.
• 1 concerto-lezione per la formazione del pubblico.
Domenica 3 agosto (ore 20.00) nel cortile del Palazzo Ducale, si esibiranno i depositari del patrimonio musicale di tradizione orale del Gargano, con il gruppo di Michele Rinaldi, cantatore e suonatore di chitarra battente nonchè ultimo custode della tradizione popolare musicale di San Giovanni Rotondo. Lo stesso gruppo ha inaugurato il Festival nel 1998.
Il cartellone, dunque, è ricco e la nostra sfida rimane sempre quella di continuare a raccogliere nel contenitore culturale, non solo gruppi di musica etnica di rilievo internazionale, ma anche le personalità regionali della musica folklorica, con alle spalle significative esperienze nel campo della tradizione popolare, che lasciano un tesoro non solo musicale, ma soprattutto:
• culturale, con le tradizioni della loro terra di appartenenza;
• sociale, per la funzione di aggregare un pubblico diverso per età, provenienza geografica, strato sociale, gusti e interessi;
• formativo, per i seminari e i concerti lezione che arricchiscono il nostro bagaglio di conoscenze con una forte valenza educativa basata sul rispetto delle culture “altre”.
“Dal 1998 ‘Suoni dal Mediterraneo’ offre i tratti musicali di una terra privilegiando spesso i depositari di una tradizione musicale che è appresa oralmente. Svincolandosi dall’idea della mera spettacolarizzazione, il Festival propone anche il concerto lezione: non un prodotto da palco, ma un’occasione per informare, creare un rapporto tra musica e cultura d’appartenenza dei gruppi”.
Ciro De Rosa, World Music Magazine, n.64, gennaio-febbraio ‘03
Per informazioni:
Centro Studi “Il Giardino dei Suoni”
Via Bari, 30 70031 Andria (BA)
Tel./Fax 0883.597833
www.suonidalmediterraneo.it
24 luglio, 2008
Caro Don Benzi , The Missing Year ?
«Non sappiamo da quanto tempo sia malata, e se va bene riusciremo a rintracciare solo l'un per cento delle persone che ha frequentato », conferma suor Anna Maria Villa, medico e responsabile del Poliambulatorio dell'Opera San Francesco. Che non nasconde la preoccupazione: «Il rischio di essere contagiati dalla Tbc in città non è più circoscritto, non è più un problema di pochi». Meno di un mese fa lo spettro della tubercolosi si era materializzato in un asilo in zona San Siro. «Non succedeva da molti anni», avevano ammesso allora dal Comune. A Milano i casi di tubercolosi sono circa quattrocento all'anno. «Tre volte di più rispetto alla media nazionale», spiega Luigi Codecasa, responsabile di Villa Marelli.
Nella Milano del 2008 la tbc colpisce soprattutto gli immigrati (i due terzi del totale) in età ancora giovane, tra i trenta e i trentacinque anni. Oppure gli italiani over 50. «Immigrazione, povertà, ambienti più stretti, maggiori possibilità di contatto », le ragioni del primato in negativo di Milano. «Le persone più a rischio sono quelle che vivono nelle stesso ambiente del contagiato ». Nello specifico, rischia quindi di più la coinquilina che il partner occasionale della prostituta malata. L'assessore intanto, dal versante politico, rilancia la sua battaglia sul mestiere più antico del mondo. «Questo nuovo caso di Tbc è emblematico rispetto al problema della prostituzione: bisogna intervenire sul piano sanitario, attraverso l'obbligo di un certificato sanitario per chi esercita la "professione" ».
Anche perché, oltre alla tubercolosi, «ci sono malattie che stanno tornando a diffondersi, come la sifilide, e il problema crescerà se non si regolamenta il fenomeno della prostituzione: ci sono più di 1500 prostitute di strada rilevate in città, il problema è molto grosso». Libretto sanitario ed emersione dal lavoro nero. Con tanto di fisco alle calcagna e una minimum tax da onorare. Vecchi pallini dell'assessore. Che sul tema ha preso carta e penna per scrivere ai ministri competenti: «Il governo deve affrontare urgentemente il tema. Sono preoccupato perché il progetto di legge del governo è scomparso dall'agenda del Consiglio dei ministri».
Commento degli autori del blog :
Don Benzi era convinto che qualsiasi donna di qualsiasi nazionalita' e ceto sociale che esercitasse la "professione" piu' antica del mondo non fosse una donna libera. Interessa poco a noi sapere quali siano le forme giuridiche per rendere sicure queste ragazze anche se ne capiamo la neccessita' e l'urgenza. A noi interessa rendere libero il cuore di queste ragazze. Come detto tempo fa con i Rom non basta emarginare e controllare, occorre educare ed amare.
Ma questo è un ruolo che non può spettare allo stato. E' un ruolo che spetta a noi. Cosi' potremo rendere libere e felice migliaia di ragazze.
E' qui che occorre ripartire.
14 luglio, 2008
Quando Finira' Tutto Questo ?
01 luglio, 2008
Suoni Dal Mediterraneo 2008
Festival di Musica Etnica
Suoni dal Mediterraneo
10° Edizione
1 – 2 – 3 Agosto 2008
Andria
10 volte La musica dei portatori della tradizione orale
10 volte Gli strumenti dal mondo
10 volte I concerti-lezione
10 volte Le realtà d’avanguardia della scena etnica
10 volte La sperimentazione e la ricerca musicale
10 volte Gli spettacoli in prima assuluta
10 volte I seminari di approfondimento
10 volte La sensibilità verso il sociale
10 volte Il senso della festa
10 volte Il ballo collettivo in piazza e lo spettacolo diventano rito.
Quest’anno si intende celebrare il decennale del Festival, attraverso le esibizioni di artisti che, con il loro repertorio ben esprimono le valenze culturali del tema conduttore che, variabile di anno in anno, ha caratterizzato ogni singola programmazione:
dalle culture musicali dell’Italia Meridionale, a quelle di confine;
dall’esigenza collettiva dei rituali di festa popolare legati al mondo sacro e profano, fino alle varie forme vocali della musica di tradizione orale;
dalla musica di invocazione alla divinità fino al concetto dell’arte dell’ improvvisazione musicale nella cultura orale;
dalle sonorità imparentate con l’architettura antica fino agli strumenti simboli di identità culturale.
Il programma sarà pubblicato a breve sul sito ufficiale del Festival, all'indirizzo
www.suonidalmediterraneo.it
La Grande Domanda
Come hai fatto a sopravvivere ?
1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag...
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta o in moto non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l'acqua dal tubo del giardino , invece che dalla bottiglia dell'acqua minerale.
7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, si ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari... cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile! .
9.- La scuola durava fino alla mezza , poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia
(si, anche con il papà ). Incredibile!
10.- Ci tagliavamo , ci rompevamo un osso , perdevamo un dente , e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti , pane olio e sale , pane e burro , bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
12.- Condividevamo una bibita in quattro... bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 999 canali , videoregistratori , dolby surround , cellulari personali , computer , chatroom su Internet ... Avevamo invece tanti AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell'amico , suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis , si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma .
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17.- Avevamo libertà , fallimenti , successi , responsabilità ...
e imparavamo a gestirli.
La grande domanda allora è questa:
Come abbiamo fatto a sopravvivere ? e a crescere ? e a diventare grandi ? .
Nota dell'autore del blog : sara' che tra due giorni compio 36 anni ma questi messaggi che invadono la posta e che in altri tempi avrei insultato ( cosa che molto probabilmento continuerò a fare dal 4 luglio ) oggi fanno quasi tenerezza...
05 giugno, 2008
Dopo cinque anni di assenza possiamo tranquillamente affermare che questo cd è un clamoroso ritorno in studio per questo slide-guitar virtuoso della Louisiana. Divenuto personaggio culto anche tra i cultori delle jam-bands, Landreth celebra il suo amore per la musica "American-Roots" ospitando musicisti del calibro di Jimmy Buffett, Eric Clapton, Robben Ford, Vince Gill, Dr. John, Eirc Johnson, Mark Knopfler...
- Sonny Landreth – From The Reach Slide-guitar virtuoso. Feat. Jimmy Buffett, Eric Clapton, Robben Ford, Vince Gill, Dr. John, Eirc Johnson, Mark Knopfler, Nadirah Shakoor……
Per acquistare il cd invia una mail a
simone.mlr@tin.it
04 giugno, 2008
Flaco Jimenez – He’ll Have To Go
Possiamo ormai tranquillamente affermare che Flaco Jimenez sta all'accordion tex mex come Piazzolla sta al Tango Bandoneon e B.B.King alla chitarra Blues. Entrambi hanno una caratteristica unica e inimitabile, essi stessi rappresentano l'accordo che stanno suonando in quel momento e cercarli di imitarli sarebbe solo tempo perso. Questi personaggi possono solo essere interpreatati.... Ecco allora l’atteso ritorno di questo alfiere del Tex-Mex sound. Un accordionist che, dagli anni ’70, rappresenta un sicuro punto di riferimento per i cultori del genere.”I’ll Have To Go” è uno dei suoi album più isppirati e riusciti e un ritorno ad un “border-sound” in purezza dopo qualche disco rock di compromesso con i texani.
- Flaco Jimenez – He’ll Have To Go Feat. Rudy Calderon, David Jimenez, Oscar Garcia, Max Baca, Luis Chavez, Frank Villareal, Arturo Jimenez, Rbecca Valadez, Tony Martinez.
14 maggio, 2008
Angel Band - With Roots & Wings ( Vote ***** )
Le Angel Band, gruppo di Nancy Josephson, Jen Schonwald e Kathleen Weber, tengono fede al titolo dell’album “”With Roots And Wings” con un album di indescrivibile bellezza e grazia tra radici, musica acustica e armonie vocali. Prodotto da Lloyd Maines grande gruppo vocale femminile supportato da grandi musicisti, David Bromberg in primis.
19 aprile, 2008
Ciao Danny
—Bruce Springsteen
Danny Federici, for 40 years the E Street Band's organist and keyboard player, died this afternoon, April 17, 2008 at Memorial Sloan-Kettering Cancer Center in New York City after a three year battle with melanoma.
The Federici family and the E Street family request that, in lieu of flowers, donations be made to the Danny Federici Melanoma Fund. A web site for the Fund is being established and we'll post its link when it is on line.
Dal sito ufficiale di Bruce Springsteen.
Moonlight Records want to be close to Federici Family adressing prayers to God.
Dear Danny RIP
Moonlgiht Staff
09 aprile, 2008
Salviamo I Negozi Di Dischi
La petizione lanciata per sostenere il "Record store day" in programma in America sabato 19 aprile, rimbalzata in tutto il mondo con gran clamore, vede affiancati i nomi più importanti dello star system musicale, da Bruce Springsteen a Paul McCartney, da Chuck Berry a Damon Albarn. Ma ci sono anche personaggi noti del cinema, come l'attore Billy Bob Thornton e il regista Cameron Crowe, che non hanno fatto mancare il loro appassionato sostegno alla causa: "Lunga vita ai negozi di dischi" osserva Crowe "e a quei ragazzi e a quelle ragazze che girando la chiave aprono ogni giorno la porta verso un mondo di sogni".
Il 19 aprile migliaia di piccoli rivenditori indipendenti agiranno come se fossero uno soltanto. Ci saranno azioni coordinate di marketing, verranno distribuiti gadget e borse con il logo dell'iniziativa, ci saranno spettacoli e concerti per far sentire la voce di decine di artisti che non si rassegnano a veder chiudere il negozio giù all'angolo. Siamo di fronte al grido di dolore di una generazione superata e tradita da Internet? Il "Giorno del negozio di dischi" rappresenta solo il canto del cigno di una specie destinata all'estinzione? A giudicare da alcuni segnali di riscatto per i vecchi dischi in vinile, con la recente e decisa impennata delle vendite (+ 25% nella sola America), proprio non si direbbe.
I Metallica, strenui oppositori del download illegale, hanno scelto il "Record Store Day" per presentare la riedizione in vinile di due loro album classici, Kill 'em all e Ride the lightning: i quattro eroi dell'heavy metal il 19 aprile si esibiranno all'interno del negozio di dischi "Rasputin Music" di Mountain View, vicino San Francisco. Anche Elvis Costello ha deciso che il suo prossimo disco Momofuke verrà pubblicato solo in vinile e non nel formato cd. E al vinile sono tornati nel tempo i Radiohead, i Nine Inch Nails, i Pennywise. Se il mercato del vinile continuerà con questo interesse e a questi tassi di crescita, il download sarà solo uno dei modi per avvicinare la musica, non l'unico, e per i negozi di dischi si aprirà la possibilità di una seconda giovinezza.
Questo almeno spera chi li considera dei punti di aggregazione insostituibili e dei formidabili motori per la diffusione della cultura che non hanno ancora trovato un degno sostituto nell'asettico mondo di Internet: "Cosa ascolti quando entri nel tuo negozio favorito per il download?" si chiede Nick Hornby. "Niente. E chi incontri? Nessuno. Chi ti consiglierà di smetterla di ascoltare questo e di cominciare ad ascoltare quest'altro? I negozi dischi non possono salvarti la vita, ma possono dartene una migliore". Tanto entusiasmo viene condiviso anche da Don Was, musicista e per anni produttore di Bob Dylan e dei Rolling Stones: "In principio fu il negozio di dischi, un tempio moderno con i suoi sacerdoti e i suoi iniziati, santo ricettacolo dei ritmi e delle rime più sacre. In confronto" osserva il musicista di Detroit "Internet sembra un'asettica stanza d'ospedale".
In Italia del "Record store day" si sa ancora poco. E se la voce di un possibile riscatto non risolleverà le saracinesche di tanti negozi storici, fa però felice i collezionisti di dischi come Simona Ventura, giurata della trasmissione X Factor: "A Milano, come a New York o a Londra, passo pomeriggi interi nei negozi di musica: è anche un modo per trascorrere una giornata arricchendosi culturalmente".
Tratto da Repubblica.
Nota : Come sa chi ci conosce anche noi ci consideriamo un negozio di Dischi "Tradizionale" con vetrina su Internet. Un negozio sui generis, diremmo un negozio on the road come tante fiere, concerti e appuntamenti live dimostrano.
Per questo aderiamo felici a questa manifestazione e lunga vita a tutti i negozi di dischi.
La redazione di Moonlight Records
03 aprile, 2008
New Conversations - Vicenza Jazz 13 Edizione
In occasione del quinto centenario della nascita di Palladio, le cui opere architettoniche conferiscono un volto unico alla città di Vicenza (tanto da averla portata a far parte della lista dei beni mondiali sotto tutela Unesco), New Conversations porta la musica improvvisata a interagire con gli affascinanti e prestigiosi spazi di Palazzo Barbaran da Porto, del Teatro Olimpico e di Piazza dei Signori, secondo un programma preparato dal direttore artistico Riccardo Brazzale con diverse occasioni concertistiche in esclusiva.
Tra i protagonisti musicali del festival, spesso in formazioni all stars, ci saranno nomi di richiamo come Mike Stern, Stacey Kent, Oliver Lake, Jean-Luc Ponty, Greg Osby, Larry Coryell e, tra gli italiani, Enrico Rava, Quintorigo, Giovanni Allevi, Franco D'Andrea, Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella.
Oltre alla consueta attenzione per il jazz più attuale, sia statunitense che europeo, l'edizione 2008 del festival vicentino avrà poi un altro tema caratterizzante: la musica del vicino oriente mediterraneo. Sarà l'occasione per una parata di orchestre (Fanfara Tirana, Kočani Orkestar), cori (Sintonia Tbilisi) e solisti (Noa, Ariel, Florin Niculescu).
Le date ufficiali dell'edizione 2008 di New Conversations – Vicenza Jazz saranno precedute da due anteprime. Mercoledì 23 aprile (al Teatro Comunale) si esibirà Noa, la celebre cantante israeliana, che ha fatto dell'incrocio tra jazz, pop, rock e sapori mediorientali il veicolo di un dialogo musicale per la pace. Quindi, martedì 29 aprile (al Teatro Olimpico), sarà la volta del chitarrista Frank Vignola: un altro artista versatile e capace di conquistarsi il pubblico del jazz, della fusion e del pop-jazz più elegante.
Venerdì 2 maggio si entrerà nel cuore del festival vicentino, con l'omaggio alla musica di Charles Mingus proposto dai Quintorigo, formazione che ha saputo costruirsi una fama trasversale, conquistando sia gli ambienti del rock più sofisticato (trionfatori al premio Tenco e a San Remo) che quelli del jazz, già esplorati in numerose e importanti collaborazioni.
La sera di sabato 3 maggio ci si sposterà all'aperto, in Piazza dei Signori, di fronte alla Basilica Palladiana e a fianco della Loggia del Capitanato, per un incontro con la vivacità e l'esaltazione dei ritmi balcanici della Fanfara Tirana.
Domenica 4 maggio (al Tetro Comunale) è in programma una delle più sfavillanti formazioni del jazz elettrico contemporaneo: la Mike Stern Band. Dai gruppi di Miles Davis a quelli di Jaco Pastorius sino all'attuale carriera da solista, la chitarra di Mike Stern è diventata sinonimo della fusion più entusiasmante e rivolta al futuro.
A partire da lunedì 5 maggio gli appuntamenti serali di New Conversations - Vicenza Jazz raddoppiano, iniziando con due serate realizzate come produzioni originali del festival.
Al Teatro Olimpico il 5 maggio si ascolteranno il trio composto da Oliver Lake, Reggie Workman e Andrew Cyrille e il gruppo Franco D'Andrea Five (Franco D'Andrea, Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella, Daniele D'Agaro, Zeno De Rossi). Mentre il primo gruppo è un vero summit tra nomi storici della musica afroamericana, la formazione guidata da Franco D'Andrea vive del confronto tra generazioni, col veterano pianista che accoglie i più rinomati giovani solisti della scena musicale italiana.
Martedì 6 maggio, in occasione del centenario della nascita di Stephane Grappelli, il Trio di Florin Niculescu e il duo composto da Jean-Luc Ponty e Wolfgang Dauner si alterneranno sul palco del Teatro Comunale per una serata costruita in esclusiva per Vicenza in cui il violino detterà la direzione della musica.
Il Teatro Comunale sarà la sede per le restanti serate del festival: mercoledì 7 maggio con un quartetto ad alto tasso di modernità jazzistica (Marc Copland, Greg Osby, John Hebert, Bill Stewart) e il quintetto della cantante Stacey Kent, vera star della scena jazz britannica (anche se statunitense di origine).
Giovedì 8 maggio, alla prova di un gruppo tra i più affermati della scena newyorkese, il quintetto This Against That del trombettista Ralph Alessi, nel quale spicca la presenza al sax tenore di Ravi Coltrane, risponderanno le note del giovanissimo pianista israeliano Ariel: un prodigio di soli dieci anni, per la prima volta in Italia appositamente per le New Conversations vicentine.
L'omaggio a Chet Baker per mano di una all stars internazionale composta da Enrico Rava, Philip Catherine, Riccardo Del Fra, Aldo Romano e il trio di Larry Coryell, chitarrista che ha lasciato il segno su quattro decenni di storia del jazz e del rock, si alterneranno nella serata di venerdì 9 maggio: un appuntamento imperdibile per gli appassionati della chitarra.
Sabato 10 maggio, il Teatro Comunale ospiterà la performance del pianista Giovanni Allevi, mentre in alternativa, in Piazza dei Signori, si potrà assistere alla pirotecnica esibizione dei gitani macedoni della Kočani Orkestar.
Numerosi saranno poi gli appuntamenti musicali pomeridiani, molti dei quali nella caratterizzante architettura palladiana di Palazzo Barbaran da Porto: il pianista Paolo Birro (2 maggio), con un programma esplicitamente dedicato a Palladio; il duo sax-pianoforte composto da Pietro Tonolo e Luigi Bonafede (4 maggio), che presentaranno il loro ultimo cd per la Obliqsound; gli ampi organici del Pedrollo Ensemble e della Big Band del Conservatorio (6 maggio), in un omaggio a Kurt Weill; il cantante e chitarrista blues Keith B. Brown (9 maggio, a Vicenza in esclusiva per un tributo a Big Bill Broonzy, nel cinquantenario della morte); il duo voce-pianoforte con Joanna Rimmer e Riccardo Zegna (10 maggio, anche per un seminario al Conservatorio Pedrollo).
Per il dopo teatro, appuntamenti ricorrenti al Bar Sartea e nei locali del centro storico: va citata la notte di domenica 4 maggio, col quartetto del contrabbassista milanese Lucio Terzano al Sartea e il quartetto di Dan Kinzelman & Ferenc Nemeth al JazsBò. Ma le notti del fine settimana saranno dominate dalla scena (a ingresso gratuito) del Teatro Astra, che ospiterà il quartetto del sassofonista bostoniano Jerry Bergonzi (9 e 10 maggio), oltre ai Baba Yoga (2 maggio) e la Jazz Vicenza Orkestra (3 maggio).
Come di consueto, la scena del festival sarà arricchita da presentazioni di libri, visioni di film a tema, mostre, seminari, oltre che vari concerti all'aperto e nelle chiese antiche. Un Piano Summit con Riccardo Zegna, Roberto Jonata e Debora Petrina farà da postilla al festival, l'11 maggio all'Auditorium di Thiene.
PROGRAMMA
Mercoledì 23 aprile (Prologo)
21:00, Teatro Comunale: Noa & Band
Martedì 29 aprile (Prologo)
21:00, Teatro Olimpico: Frank Vignola
Venerdì 2 maggio
18:00, Palazzo Barbaran da Porto: Paolo Birro "Dedicato a Palladio"
Paolo Birro (pianoforte)
21:00, Teatro Comunale: Quintorigo "Play Mingus"
Valentino Bianchi (sax); Andrea Costa (violino); Gionata Costa (violoncello); Stefano Ricci (contrabbasso); Luisa Cottifogli (voce)
22:00, Teatro Astra: Baba Yoga "Miles Davis 2008"
Gianfranco Salvatore (oud, sintetizzatori, voce); Danilo Cherni (sintetizzatori, voce); Cesare Dell'Anna (tromba); Adriano Lo Giudice (basso elettrico);
Arnaldo Vacca (percussioni); John Arnold (batteria elettronica)
Sabato 3 Maggio
18:00, Piazze e strade del centro storico: parata Fanfara Tirana
18:00, Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino: Sintonia Tbilisi (coro georgiano)
21:30, Piazza dei Signori: Fanfara Tirana
Hysni Niko Zela (voce); Fatbardh Capi, Gezim Haxhiaj (sax, clarinetto); Xhemal Muraj, Gazmor Halilaj (tromba); Agim Sako (sax tenore, clarinetto);
Roland Shaqja (sax baritono); Mark Luca, Artan Mucollari, Pellumb Xhepi (flicorno baritono); Luan Ruci (tuba); Kujtim Hoxha (batteria); Mario Grassi (darbouka)
22:00, Teatro Astra: Jazz Vicenza Orkestra "Dedicato a Sergio Montini"
Domenica 4 Maggio
12.00, Abbazia di Sant'Agostino: Messa con il Coro e Orchestra di Vicenza, dir. G. Fracasso
"We Come Before You – A Jazz Mass" musica di Jan Hellberg
15:30, Piazze e strade del centro storico: parata Slide Family
16:00, Piazza dei Signori: Slide Family
Beppe Calamosca (trombone, fisarmonica); Mauro Ottolini (trombone, elettronica, tuba); Rudy Migliardi, Massimo Zanotti (trombone, tuba, bombardino);
Simone Pederzoli (trombone, elettronica); Peter Cazzanelli (trombone basso); Hannes Mock (trombone); Zeno De Rossi (batteria)
18:00, Palazzo Barbaran da Porto: Luigi Bonafede & Pietro Tonolo
Pietro Tonolo (sax tenore e soprano); Luigi Bonafede (pianoforte) (presentazione cd Peace, ed. Obliqsound)
21:00, Teatro Comunale: Mike Stern Band
Mike Stern (chitarra); Bob Franceschini (sax tenore); Tom Kennedy (basso elettrico); Dave Weckl (batteria)
22:00, Bar Sartea: Terzano Quartet "Cole Porter, Billy Strayhorn, Bill Evans"
Lucio Terzano (contrabbasso); Pietro Tonolo (sax tenore e soprano); Paolo Birro (pianoforte); Luigi Bonafede (batteria)
22:00, JazsBò: Dan Kinzelman & Ferenc Nemeth Quartet
Dan Kinzelman (sax tenore e soprano); Andrea Pozza (pianoforte); Lorenzo Conte (contrabbasso); Ferenc Nemeth (batteria)
Lunedì 5 Maggio
21:00, Teatro Olimpico: Oliver Lake - Reggie Workman - Andrew Cyrille Trio
Oliver Lake (sax contralto, flauto); Reggie Workman (basso); Andrew Cyrille (batteria)
Franco D'Andrea Five
Franco D'Andrea (pianoforte); Gianluca Petrella (trombone); Fabrizio Bosso (tromba); Daniele D'Agaro (clarinetto); Zeno De Rossi (batteria)
Martedì 6 Maggio
18:00, Palazzo Barbaran da Porto:
Pedrollo Jazz Ensemble del Conservatorio diretto da P. Birro e S. Maiore
Big Band del Conservatorio diretta da E. Pasqualin: Shostakovich, Weill e il jazz
21:00, Teatro Comunale: Florin Niculescu Trio: omaggio a Stephane Grappelli
Florin Niculescu (violino); Christian Escoudé (chitarra); Fabien Marcoz (contrabbasso)
Jean-Luc Ponty & Wolfgang Dauner
Jean-Luc Ponty (violino); Wolfgang Dauner (pianoforte)
Mercoledì 7 Maggio
21:00, Teatro Comunale: Copland-Osby-Hebert-Stewart Quartet
Marc Copland (pianoforte); Greg Osby (sax tenore); John Hebert (basso); Bill Stewart (batteria)
Stacey Kent
Stacey Kent (voce); James Tomlinson (sax tenore); Graham Harvey (pianoforte); David Chamberlain (contrabbasso); Matthew Skelton (batteria)
Giovedì 8 Maggio
21:00, Teatro Comunale: Ralph Alessi & This Against That featuring Ravi Coltrane
Ralph Alessi (tromba); Ravi Coltrane (sax tenore); Andy Milne (pianoforte); Drew Gress (contrabbasso); Mark Ferber (batteria)
Ariel
Ariel (pianoforte); Jean Claude Jones (contrabbasso)
Venerdì 9 Maggio
18:00, Palazzo Barbaran da Porto: Keith B. Brown: omaggio a Big Bill Broonzy
21:00, Teatro Comunale: Rava-Catherine-Del Fra-Romano "Chet Mood"
Enrico Rava (tromba); Philip Catherine (chitarra); Riccardo Del Fra (contrabbasso); Aldo Romano (batteria)
Larry Coryell Trio
Larry Coryell (chitarra); Mark Egan (basso); Paul Wertico (batteria)
22:00, Teatro Astra: Jerry Bergonzi Quartet "Tenor of the Times"
Jerry Bergonzi (sax tenore); Renato Chicco (pianoforte); Dave Santoro (contrabbasso); Andrea Michelutti (batteria)
Sabato 10 Maggio
18:00, Palazzo Barbaran da Porto: Joanna Rimmer & Riccardo Zegna
Joanna Rimmer (voce); Riccardo Zegna (pianoforte)
18:30, Piazze e strade del centro storico: parata Kočani Orkestar
21:00, Teatro Comunale: Giovanni Allevi
Giovanni Allevi (pianoforte)
21:30, Piazza dei Signori: Kočani Orkestar
Ajnur Azizov (voce); Durak Demirov (sassofono); Dzeladin Demirov (clarinetto); Turan Gaberov, Sukri Kadriev (tromba); Nijazi Alimov, Redzai Durmisev,
Sukri Zejnelov (tuba baritono); Suad Asanov (basso tuba); Vinko Stefanov (fisarmonica); Saban Jasarov (tapan, percussione)
22:00, Teatro Astra: Jerry Bergonzi Quartet "Tenor of the Times"
Domenica 11 Maggio
21:00, Thiene, Auditorium: Piano Summit
con Riccardo Zegna, Roberto Jonata e Debora Petrina
Tutte le sere musica al Bar Sartea e nei locali del centro storico
Giovedì e domenica jazzclub al JazsBò (Sovizzo)
Seminari al Conservatorio "A. Pedrollo" di Vicenza con Florin Niculescu, Maurizio Franco e Riccardo Zegna.
MOSTRE
Giuseppe Chiari: i colori della musica, Casa del Palladio (2-18 maggio)
Suliko/Anasun: Arte dal Caucaso. Rusudan Petviashivili e Sonya Orfalian , chiesa SS. Ambrogio e Bellino (4-18 maggio)
Fotografie jazz, a cura del circolo fotografico "Punto Focale", Teatro Astra (2-10 maggio)
Informazioni:
Comune di Vicenza - Assessorato alle Attività Culturali
Ufficio Cultura Tel. 0444 222104 Fax. 0444 222155 e-mail: infocultura@comune.vicenza.it
Ufficio Festival Tel. 0444 222122 e-mail: vicenzajazz@comune.vicenza.it
Web: www.comune.vicenza.it
Web: www.greenticket.it
Info per prevendite:
Teatro Comunale Tel. 0444 324442
Agenzia Panta Rhei Tel. 0444 320217
www.greenticket.it
Call center 899 500 055
Filiali della Banca Popolare di Vicenza
Prezzi:
Teatro Comunale e Teatro Olimpico: 22 euro intero; 18 euro ridotto
Palazzo Barbaran Da Porto: 5 euro. Abbonamento per 5 concerti: 15 euro
Tutti gli altri concerti sono gratuiti
Diritto di prevendita di euro 1,50 sui biglietti
Riduzioni:
Militari, giovani fino ai 25 anni, Carta 60, soci del Touring Club Italia, abbonati stagione Teatro Comunale (su presentazione della tessera di abbonamento personale), Cral e associazioni culturali (ne usufruiscono solo coloro che sono regolarmente iscritti), gruppi di almeno 10 persone con richiesta su carta intestata
Direzione artistica: Riccardo Brazzale
25 marzo, 2008
Dormo Sulla Spiaggia, Qui Arrivano I Clienti.
I Bimbi Sperduti di Santo Domingo dormono sulle sabbie immacolate di un’Isola- che-non-c’è: quella dei resort a 5 stelle e dei viaggi all inclusive, dove il ritmo del merengue scandisce giornate fatte di sole, mare e piña colada. Un’isola che esiste per i 4 milioni di stranieri che ogni anno sbarcano nei suoi aeroporti, ma non per gli 8,9 milioni di abitanti di un Paese che vanta l’11˚ posto nella classifica mondiale della disoccupazione, un Pil pro capite di 8.220 dollari (contro i 28.530 italiani), il 40% della popolazione di età inferiore ai 15 anni. I bambini vittime di sfruttamento sessuale sono almeno 35mila, chiunque può portarseli a letto per un pugno di dollari, dai 10 ai 30 dicono le stime. Per un turista, il prezzo di una cena. Per un dominicano, la paga di una settimana.
Sulla spiaggia di Las Terrenas, nel nord della penisola di Samanà, si sente parlare quasi solo italiano. Giovani coppie con figli, comitive di pensionati, villette immerse nel verde. Nessuno sembra far caso al turista sessantenne che amoreggia con due ragazzine, a mollo nell’acqua trasparente. Abbracci, carezze, baci appassionati. I costumi scollati rivelano seni inesistenti, i fianchi sono appena pronunciati. Non hanno più di 14 anni. A Boca Chica, nel sud del Paese, l’ora dello «struscio » scatta alle 7, quando il buio cala su sdraio e ombrelloni. Davanti ai pub di Calle Duarte sfrecciano i motorini. A bordo, turisti di mezza età che rallentano di fronte alle dodicenni in minigonna ferme sui marciapiedi. Niente bordelli in stile Bangkok: qui il mercato della carne avviene alla luce del sole, senza pudori o sensi di colpa; per il gruppo di trentenni romani alle prese con un cuba libre al bancone del bar, l’adolescente con le treccine che si lascia accarezzare le gambe con sguardo assente è solo un piacevole elemento d’arredo.
Del resto, l’all inclusive è la formula che, da queste parti, va per la maggiore. «I turisti valutano le opportunità: ci sono la barriera corallina, la Zona Coloniál (il centro storico di Santo Domingo, patrimonio dell’umanità, ndr)... e poi, perché no, si può fare sesso con minorenni», commenta amara Maria Elena Asuad, che per l’Unicef segue i progetti di contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori nella Repubblica. «Quando si parla di questo problema, il focus è sempre sull’Asia. Ma oggi le rotte si sono spostate». Le nazionalità «sotto accusa»? Sempre quelle, in ogni angolo dell’isola: Italia, Germania, Francia, Canada. Qualche svizzero, pochi americani. Da Puerto Plata a Boca Chica, Punta Cana, Samanà: «Tutti i luoghi dove c’è una spiaggia e un intorno urbano sono a rischio», spiega Camilo Medina, della Fondación Azúcar. Nella sede scalcagnata dell’associazione, a Las Terrenas, gli scaffali sono carichi di fascicoli su casi di violenza a danno di minori; a farla da padroni sono i «turisti della seconda casa, che stanno qui 3-4 mesi, stabiliscono un rapporto di fiducia con la famiglia... Ma denunciarli è quasi impossibile: se la legge (la 136/2003) è buona, le politiche di attuazione sono inefficienti». Perché per un arresto servono le prove. E prima ancora, una denuncia. «Ma guardi che qui le ragazze si sviluppano presto — sbotta Nathalie, una francese sui 35 anni che a Las Terrenas gestisce un’agenzia turistica —, sono loro che si offrono ai turisti...». «Un ex diplomatico italiano —ricorda la Asuad— mi disse: meglio, così gli danno qualche soldo per mangiare, no?». In Calle del Carmen i bambini giocano nei canali di scolo, le strade sono fiumi di fango, le baracche si appoggiano esauste alle recinzioni di ville hollywoodiane. Una ragazzina in tacchi alti e hot pants candidi aspetta nel buio.
A Santo Domingo, le statistiche dicono che la clientela dei «baby prostituti» è in maggioranza nazionale. A Boca Chica, l’associazione Caminantes accoglie i niños de la calle fuggiti da un padre stupratore, una madre prostituta. «Ma qui vediamo uomini camminare per il barrio sventolando mazzette di euro, resort dove le turiste si portano in camera ragazzini di 14-16 anni — racconta la responsabile, Denisse Pichardo —. È inutile: lo straniero che viene qui lo fa per il sesso. Per i responsabili del settore, l’85% dei turisti sono famiglie; ma lo chieda ai dipendenti, cosa capita nelle stanze...». Quanto a quello, basta sfogliare le pagine del Listín Diario: «In un hotel di Boca Chica hanno scoperto un turista che realizzava pellicole porno con minori », ricorda il caporedattore Tomás Aquino Méndez. Dieci anni fa, stesso luogo, un italiano è stato ucciso da un 13enne che imbottiva di droga, filmando gli abusi. «Dopo sei anni di galera è venuto da noi. Completamente impazzito », dice Denisse.
Allo scalo internazionale Las Américas, chi sbarca è accolto da un cartello: «L’uso di minori per prostituzione e pedopornografia è punito con il carcere (fino a 10 anni) e multe (fino a un milione di pesos)». È uno dei risultati del lavoro della Commissione interistituzionale contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori (che riunisce governo e Ong, Unicef e Ilo, associazioni del turismo, polizia...). I fronti aperti sono molti, dalla campagna realizzata con Unicef, Ecpat e cooperazione italiana alle 9 «case di accoglienza » per minori a rischio, alle convenzioni con hotel e guide turistiche. Perché «l’abuso sessuale è un crimine. Ignorarlo pure», ricorda uno spot in tv. Alle 19.30, ai tavolini del Café Las Flores, in piena Zona Coloniál, un americano sui 65 anni, occhialini dorati e barba da Babbo Natale, circonda con un braccio la vita di una ragazzina di 14, forse 15 anni. Il flusso di turisti prosegue oltre, lo sguardo fisso sui negozietti di sigari e souvenir.
Gabriela Jacomella
Nota Della Redazione : Si ringrazia Gabriela per gli ultimi due articoli pubblicati.
Come detto in precedenti post il nostro blog vede nello sfruttamento sessuale di minori e donne e nella povertà le due piaghe che in questo periodo storico pesano piu' di altre sulla coscienza dell'umanita' cosidetta giusta e perbene.
La crisi economica e istituzionale va sempre di pari passo con la crisi morale di un paese. Fino a quando continueremo a chiudere gli occhi su questi problemi l'Italia e l'Europa non potranno che continuare a conoscere un lento ma inesorabile declino.
Un Orrore Di Primato.
Il nuovo identikit del «turista sessuale con minori » — definizione giuridicamente asettica, che cela l’orrore di due milioni di piccole vite violentate e spezzate per sempre — è un pugno nello stomaco del nostro Paese. Sono oltre 80.000 i viaggiatori che ogni anno lasciano la Penisola per andare a caccia di sesso proibito, con bambini e adolescenti; non solo pedofili (il 3% del totale), ma soprattutto uomini e donne normali. Lo dicono i dati raccolti dall’Ecpat (End Child Prostitution, pornography And Trafficking in children for sexual purposes), una rete internazionale di Ong presente in 70 Paesi. In Italia, Ecpat è attiva dal 1994 (www.ecpat.it). Nel 1998 le sue azioni di lobbying hanno contribuito alla nascita della legge 269 (poi migliorata dalla 38/06), che combatte lo sfruttamento di prostituzione, pornografia e turismo sessuale a danno dei minori, anche quando il fatto è commesso all’estero; è grazie a questa normativa che nel marzo 2007 il veronese Giorgio Sampec è stato condannato a 14 anni di carcere, e nel settembre scorso, a Trento, un 55enne è finito in manette per aver commesso atti sessuali con ragazzine thailandesi e cambogiane tra i 12 e i 16 anni. Nel 2000, infine, Ecpat ha promosso il «Codice di condotta dell’industria italiana del turismo».
Ma nella primavera 2008, per Ecpat Italia è di nuovo allarme rosso. «Negli ultimi anni— spiega il presidente, l’avvocato Marco Scarpati—l’italiano ha scalato pesantemente i primi posti di questa terribile "classifica": se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in Kenya (il 24% dei clienti di prostituti/e minorenni è italiano, contro il 38% di "locali"), Repubblica Dominicana, Colombia...». La soglia di attenzione si alza, e si abbassa l’età del turista sessuale, «che non corrisponde più al cliché del "vecchio ricco e bavoso". La media è intorno ai 27 anni, i low cost permettono di spostarsi di più, il Web consente di gestire tutto da soli e di oltrepassare le "dighe" che avevamo cercato di erigere a difesa di questi ragazzi». Come gli accordi con catene alberghiere e tour operator, che in alcuni Paesi vietano l’ingresso in hotel ai minori non accompagnati da un genitore o un tutore. O le alleanze con i tassisti, sguinzagliati a «controllare» i predatori di bambini. «Ma oggi il turista sessuale sa come trovare un autista clandestino, alberghi "senza stelle" e senza formalità, contatti locali che lo aiutino a "cavarsela" in caso di denuncia...». E i nuovi territori di caccia si spingono in luoghi lontani e quasi dimenticati: in Mongolia, per dire, una segnalazione ad Ecpat Italia «ha rivelato l’esistenza di tour operator che organizzano viaggi a sfondo sessuale, presentandoli come battute di pesca sportiva». Tutto online, sfuggente, inafferrabile; intercettare i flussi è complicato e costoso, il materiale si scambia in siti peer-to-peer che come garanzia per l’ingresso richiedono foto del «candidato » impegnato in situazioni hard con minori.
Dai dossier di Ecpat, nati da indagini sul campo e dossier medici, interviste a beach boys e giovanissime jineteras («i ragazzi in genere sono più grandicelli, dai 13 ai 18, per le bambine la fascia è 11-15 anni»), affiora il ritratto «di un italiano turista del sesso che in Kenya, ad esempio, una volta su 2 non vuole il profilattico. In molti poi filmano gli incontri, anche con il cellulare, e li mettono in Rete». C’è poi il mondo inesplorato del turismo sessuale femminile, «fatto di donne dal reddito e livello culturale alti; le mete? Kenya, Gambia, Senegal, ma anche Cuba, Brasile, Colombia». Da parte sua, Ecpat non sta con le mani in mano: ci sono i progetti di cooperazione e i centri di recupero nei Paesi a rischio (tra gli ultimi nati, quello in Bulgaria, «ci arrivano bambini che hanno avuto fino a 6.000 "clienti" l’anno»), formazione congiunta per poliziotti italiani e stranieri, progetti di campagne sociali («se l’età del turista sessuale è calata in modo così drammatico, questo significa che la prevenzione, qui, va fatta sin dall’adolescenza»). Perché l’Italia, Paese d’origine di tanti predatori del sesso, è anche in prima fila tra chi li combatte: «Come finanziamenti governativi, siamo al primo posto in Europa e sul podio mondiale. Un impegno costante, dal 2000 ad oggi», conferma Scarpati. L’appuntamento, ora, è per il III Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei minori, organizzato da Ecpat, Unicef e Ong per la Convenzione dei diritti dell’Infanzia. Luogo: Rio de Janeiro. Data: dal 25 al 28 novembre prossimi. L’Italia, anche stavolta, ci sarà.
Gabriela Jacomella
Tratto Dal Corriere Della Sera.
18 marzo, 2008
Neil Young v/s Jeff Healey
Questa settimana vogliamo fare un tributo a Jeff Healey e per questo abbiamo scelto la bellissima Like An Hurricane quale canzone per il nostro concorso. Avrete la possibilitla' di ascoltarla interpretata prima in versione acustica ( organo e armonica ) da N. Young e poi in versione piu' blues da Jeff. Buon Ascolto e votate inviandoci una mail con la vostra preferenza e i vostri commenti ( che poi pubblicheremo sul nostro blog )
PER ASCOLTARE I DUE BRANI CLICCA QUI O DIGITA
http://www.radiomlr.it/Concorso/index.html
Il concorso terminera' 19 marzo alle ore 24.00 e tra tutti coloro che parteciperanno verra' estratto un vincitore sempre usando come riferimento il primo numero estratto sulla ruota di Milano di Sabato 22 Marzo. Il premio è il nuovo cd di Jeff Healey.
ECCO COME AVETE VOTATO FINO AD ORA
1 - Andrea A. - Neil Young
Commento : Ragazzi, ma è un confronto che non può esistere... con tutto il rispetto, come si confrontare Young con Healey?... sono di due categorie completamente diverse, è come un combattimento tra un peso massimo e un peso leggero: non c'è storia, non ha senso!... :-)
2 - Francesco T - Neil Young
Commento : Con tutto l' amore e il rimpianto per il grande Jeff Healey, di cui ho tutti i dischi e ho assistito ad entrambi i concerti italiani, la versione che preferisco e' quella di Neil Young. Intanto il brano e' suo, e si sente. Poi per quanto il buon Jeff fosse un grandissimo bluesman e chitarrista. Neil Young e' il piu' grande genio musicale vivente. Non c'e' confronto con nessuno!! Saluti carissimi. Francesco
3 - Nicola C - Neil Young
Commento - Un soud nostalgico per Neil Young
4 - Andrea L - Jeff Healey
Commento - IO PREFERISCO LA SECONDA SOPRATUTTO PERCHE' E' PIU' ORECCHIABILE E MI SEMBRA UN PO' PIU' MODERNA.
5 - Lorenzo U. - Jeff Healey
Commento - Lasciando perdere l'esecuzione tecnica (sarà l'alcool) dei due personaggi direi che preferisco di gran lunga quella di Jeff Healey, decisamente più movimentata e roccheggiante... Anche se con un arrangiamento molto classico e a volte un po' scontato. Vocalmente preferisco Neil Young ma l'impostazione è troppo malinconica. Va bene se hai appena bevuto molto!
6 - Giovanni A - Neil Young
Commento : Preferisco la versione di Neil anche se quella di Jeff non è nienete male!!!
7 - Emanuele P : Jeff Healey
8 - Franco B : Neil Young
Commento : La mi scelta cade su Neil Young, il quale non credo abbia bisogno di presentazioni. La sua versione di Like a Hurricane, contrapponendosi al titolo, è più acustica ed intima e la sua voce inimitabile. Bella anche l’altra versione del compianto Jeff Healey, molto diversa nell’interpretazione e più appassionata.
9 - Francesco C : Jeff Healey
Commento : Questa è dura da decidere. La versione di Neil Young è quella autentica, dell'autore dovrebbe quindi essere superiore e però non si può fare a meno di citare la bravura ed il pathos della versione di Jeff Healey che ci ha lasciato con un ottimo ultimo album, possa riposare in pace. Voto per Jeff Healey
10 - Gianluca D : Neil Young
11 - Renato C : Jeff Healey
Commento : Preferisco sicuramente la versione di Jeff Healey; quella di Neil Young, pure bella, ma sentita e risentita troppe volte...
12 - Sergio : Neil Young
Commento : bellissimo pezzo cantato stupendamente dal grande Neil che preferisco naturalmente
13 - Edo : Neil Young
Commento : scelgo Neil Young, perchè la sua versione con l'organo fa venire la pelle d'oca. Non c'è più l'elettricità selvaggia, ma la carica emotiva rimane la stessa... anche i walkabouts hanno fatto una gran versione di questa canzone...
14 - Gianluca : Jeff Healey
Commento : Molto bella la versione di Young, ma forse sin troppo "ieratica"!
Preferisco quella di Jeff Haley.
Complimenti per tutto il vs. lavoro, leggere le vs. mail con aggiornamenti e spunti musicali è diventato un piacere a cui non saprei più rinunciare.
15 - Flavio F : Jeff Healey
Commento : Premetto che è molto difficile scegliere,anche perchè i due artisti sono di caratura e di provenienza musicale molto diversi,non ho perà mai amato Young,quindi voto per la versione di Healeymolto più blues e con una grinta a cui l'ARTISTA ci aveva abituato.
Grazie Jeff.
16 - Maicol P : Jeff Healey
Commento : bellissime entrambe ma per il compianto jeff vince
17 - Raffaele C : Neil Young
Commento : Ciao a tutti, la versione che preferisco è sicuramente quella di Neil Young.
Un caro saluto
18 - Flavio B : Jeff Healey
Commento : Preferisco la versione di Jeff Healey
19 - Carlo : Neil Young
Commento : Ciao, decisamente meglio Neil Young, sarà perchè lo ascolto da diverso tempo
20 - Simone S : Neil Young
Commento : Direi che non c’è dubbio: Neil Young! Senza nulla togliere al grande Jeff ed alla sua memoria!
21 - Enrico P : Jeff Healey......non sò perchè ma oggi mi sento più cattivo(sarà che è lunedi mattina)
22 - Walter T : J E F F H E A L E Y
Commento : J E F F H E A L E Y è come vedere le stelle anche se piove ! ! !
23 - Antonio D. F. : Neil Young
Commento : Jeff Healey è molto bravo ed ho avuto anche modo di ascoltarlo in concerto…ma sono stato e sono troppo innamorato del vecchio californiano/canadese.
Il mio voto è pertanto x NEIL YOUNG
Ciao !
24 - Raffaele M : Jeff Healey
25 - Ranze : Neil Young
Commento : Ciao Nelly,
Io preferisco la prima versione (Neil Young)! La versione di Jeff Healey (per quanto possa capire di musica) e' troppo rock, a tratti assomiglia, nel modo di cantare, a Bruce Springsteen (per quelle poche canzoni che ho ascoltato).
26 - Andrea C : Jeff Healey
Commento : scelgo Jeff Haley: molto più convincente e accattivante. Il sound è migliore e anche la voce è migliore
Andrea
27 - Marco : Neil Young
Commento : Neil Young (o forse Nelly Young).
Commento Della Redazione : Il mio cognome ( Veronelli ) è divenuto in lunghi anni Nelly. E un Nelly Young è un bellissimo complimento visto anche gli ultimi malanni di stagione che rendono in me sempre piu' solida e profonda la consapevolezza che ormai il Young è un agettivo che sta andando nella mansarda dei ricordi. Comunque grazie a Marco.
28 - Alessandra A : Neil Young
Commento : Una versione molto ben arrangiata e personale. Ho sentito un "hurricane" di emozioni arrivare.. :-)
Ciao
29 - Leo : Neil Young
Commento : Decisamente meglio la versione di Neil Young, (forse avevo gia' deciso prima ancora di ascoltare, lo ammetto) voce incerdibile, e' sempre un piacere ascoltarlo.
L'altro, non so chi sia...ehem...ma non e' che abbia apprezzato particolarmente.
Comunque canzone molto molto bella, grazie.
30 - Giacarlo C : jeff healey
31 - I like the version by Neil Young best for his singing makes a stronger impression to me. Musicwise spoken there is little difference: both very skilful and intense, lots of emotion in both versions. Maybe I like Neil Young's version also more because he needs lesser time than Healey to put forward his message.
Both versions are almost equally strong but in my humble opinion Neil Young's version is just a little bit stronger.
Kind regards from Eddy B. , Bemmel, The Netherlands.
32 - Bizio : Jeff Healey
Commento Difficile scegliere!! Neil è stupendo, però Jeff in questo caso ti fa battere il piede anche se non vuoi, quindi voto per Jeff.
E il vincitori è il numero 21
Enrico P dalla provincia di Varese.
( Metodo estrazione : il numero uscito sulla ruota di milano sabato 22 marzo è 85. Avendo risposto in 32, con il metodo della conta ( 32 + 32 + 21 = 85 ) il vincitore del concorso è il numero 21.
Grazie mille e alla prossima.
La Parola Ad Agnese Moro
"Ricordo mio padre mentre mi teneva per mano, quando mi portava di notte un bicchiere d'acqua, quando mi accompagnava al circo, a teatro e a cinema a vedere i film western. Film che lui non riusciva a seguire e dei quali, all'uscita, mi chiedeva di raccontargli la trama...Sono qui per ricordare non solo mio padre Aldo Moro, ma anche i suoi compagni di viaggio: Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Non accada mai più che i loro nomi vengano dimenticati".
[Agnese Moro, sociopsicologa, figlia terzogenita dello statista rapito il 16 marzo 1978 e ucciso dopo 55 giorni di sequestro,intervenendo ieri a Viterbo all'incontro "Per non dimenticare Aldo Moro, per conoscere la nostra storia", organizzato dalla Provincia, in collabrazione con l'Archivio Flamigni, l'Archivio di stato e la Cgil di Viterbo. In altre dichiarazioni a diversi mezzi d'informazione Agnese Moro, autrice di un "Un uomo così",un centinaio di pagine ricche di ricordi personali che presentano lo statista in termini non ufficiali e non pubblici, ha detto anche: "Credo dentro di me, di avere, è una parola grossa, comunque di aver un po' perdonato tutti. Però dovrebbero anche loro fare la loro parte. Da parte di chi ha partecipato alla lotta armata dovrebbe nascere un senso di responsabilità nei confronti della collettività e quindi anche sentire la necessità di dire la verità su tutto quello che è successo in quegli anni".]
Fonte : Misna
07 marzo, 2008
Sedon Salvadie vs Lautari
VS
LAUTARI
TORNANO I CONCORSI DI RADIO MOONLIGHT
Questa settimana si scontrano due culture completamente diverse ossia quella sicula e quella veneta. I rappresentanti sono da una parte Massimo Bubola e La Sedon Salvadie e dall'altra il gruppo prodotto dalla stessa Carmen Consoli i Lautari.
Ciò che accomuna queste due sensibilita' tradizionali è Lu Cielu o Il Cil troppo grande per noi.... Grande quanto la nostra libertà.
Buon Ascolto a tutti.... E votate.
1 -Antonio D F : Voto x I LAUTARI …e brava Carmen
2 - Francesco U : Preferisco decisamente "Il Cil Da L'Irlande" anche se la melodia è forse un po' meno originale (magari sono io che non conoscevo l'altra canzone).
3 - Marco : sono attratto dal premio...lo confesso! per questo voto i Lautari ! si sente il "tocco" di Carmen Consoli...
4 - Fede J : a me piace il cielo d'irlanda... sarò brianzola inside, ma il siculo non mi piace...
5 - Andrea L : io preferisco la prima ( Lautari ) , mi sembra piu' nuova piu' romantica. la seconda e' troppo normale.
6 - Andrea C :Voto x I LAUTARI mi piace decisamente di più.
7 -Fulvio : Preferisco il brano dei Lautari. Grazie
8 -Lefti A : La Sedon Salvadie... molto più originale... molto più bello... molto più... tutto.
9 -VINCENZO M : sedon salvadie
10 - Bisio : Il Cil Da L'Irlande! Senza dubbio!
11 - Fabrizio I : sedon salvadie
12 - Edu : Lautari
Grande cantautrice italiana…la mitica Carmen Consoli !!! (il cui ultimo album è a mio parere un capolavoro, quasi a livello, mi si perdoni l’irriverenza, del mitico e compianto Fabrizio…)
13 - Roberto P : Lautari
Grazie come sempre per l'opportunità di farci conoscere anche la musica folcloristica e non solo !!!
14 - Luigi : Voto Il Cil Da L'Irlande
15 - Luigi G - LA SEDON SALVADIE
16 - Max C -Lautari
17 - Marcello C : Lautari
18 - Saverio F : La Sedon Salvadie- Il Cil Da L'Irlande
19 - Pietro C : Lautari
dall’altra l’affetto per le italiche radici e la possibilità di un raro ascolto in dialetto trinacrico. Un po’ ricorda anche il primo Conte, no?
Però devo dare una preferenza. Scelgo il cielo di Sicilia!
20 - Andrea R : LA SEDON SALVADIE
21 - Francesco B : La Sedon Salvadie
22 - Andrea M : Lautari - ju non sugnu'n pueta
Commento : dice così il collega che devo lasciare un commento...
povera fiorella mannoia!
23 - Renato C : Lautari
24 - Francesco S : LA SEDON SALVADIE - IL CIL DA L'IRLANDE.
25 - Enzo P : padano di nascita .......ma preferisco LAUTARI
26 - Franco B : La Sedon Salvadie
Commento : La mia scelta cade per ragioni affettive con il Friuli più che per le capacità intrinseche dei due gruppi su: La Sedon Salvadie Anche se non è il genere di musica che ascolto più di frequente devo dire che la musica “etnica” o “folk” (se vogliamo imprigionarla dentro una definizione) riesce ad esprimere attraverso le note e le parole e le forme melodiche la forza culturale dei popoli, forza che spesso è una rabbia interiore. L’Italia pienamente dimostra in tutta la sua lunghezza l’enorme quantità di materiale musicale e di musicisti validi e riconosciuti non solo in campo Jazz. In definitiva due brani diversi non solo geograficamente ma anche nella loro struttura e due belle voci.
Fuori Termine Utile Per Il Concorso ma comunque comunichiamo il suo voto :
- Salvatore G. - Lu Cielu di Sicilia
Il vincitore verrà estratto con il metodo della conta.
Non sono neanche passate 24 ore...
ROMA - Un turista italiano è stato arrestato in Cambogia con l'accusa di abuso sessuale su sei bambini. Lo rende noto l'Ecpat-Italia (Onlus affiliata alla End Child Prostitution Pornography and Trafficking) che riferisce informazioni ricevute da Ecpat International e dalla polizia locale. L'uomo ha 43 anni, ed è stato arrestato a Sihanoukville, martedì notte mentre era in compagnia di un gruppo di bambini. L'uomo di cui non si conosce la città di provenienza, è in attesa di un processo; è accusato di aver molestato quattro bambine e due bambini, tra gli otto e i tredici anni.
Sinanoukville, dove è stato arrestato l'italiano - riferisce Ecpat - è la più importante città cambogiana sul mare: dieci anni fa c'era una mezza dozzina di guest houses. Oggi, fra alberghi di lusso e pensioni, i posti letto sono centuplicati, e centuplicati sono i bambini sfruttati. Lo sviluppo economico viene pagato anche con le vite dei bambini, che perdono la loro libertà e diventano schiavi. Proprio a Sihanoukville aprirà presto un centro finanziato da Ecpat Italia e dalla Ong italiana CIFA per la prevenzione dello sfruttamento sessuale da parte di turisti. "Se le accuse dovessero essere confermate - afferma Marco Scarpati, presidente di Ecpat-Italia - ci troveremmo ancora una volta di fronte ad un caso di turismo sessuale a danno di minori, in quella Cambogia in cui da anni lavoriamo con dei progetti per tenere i bambini lontani dal mercato del sesso. Purtroppo sempre le solite scene. Un turista straniero che con due soldi compra su una spiaggia un bambino".
Secondo stime di Ecpat, i bambini schiavi del mercato del sesso in Cambogia sono circa 20.000. Rapiti o comprati dalle mafie alle famiglie spesso inconsapevoli, sono poi rivenduti ad altre organizzazioni criminali per farli prostituire in strada o nei bordelli. Ecpat-Italia ha attualmente due progetti di prevenzione in Cambogia."Proprio qualche mese fa abbiamo portato i bambini che sosteniamo a distanza, in gita al mare a Sihanoukville - afferma Scarpati - offrire loro la possibilità di andare a scuola, di avere una vita dignitosa per loro e le proprie famiglie e garantire le cure mediche, è la strada maestra per tenere i bambini lontani dal mercato del sesso".
06 marzo, 2008
05 marzo, 2008
04 marzo, 2008
Pubblicita' e Progresso By Nicola C.
In un decennio nel sud est asiatico il traffico delle donne a scopo di prostituzione ha fatto 33 milioni di vittime.
Altre piccole cifre :
L'industria della prostituzione infantile sfrutta:
400.000 bambini in India
100.000 nelle Filippine
200/300.000 in Thailandia
100.000 a Taiwan
200/300.000 negli Stati Uniti
200/500.000 nella Repubblica Popolare cinese
500/2.000.000 in Brasile
In media un bambino che si prostituisce vende i "suoi" servizi sessuali a 2.000 uomini.
Un esempio su tutti.
In Thailandia 2.000.000 di persone vivono o gravitano attorno alla prostituzione e di questi 800.000 sono minorenni e di questi 200/300 mila bambini.
In un contesto piu' globalizzato si stima che il profitto derivante dallo sfruttamento della prostituzione si aggira tra i 5 e i 7 miliardi di dollari e il numero delle persone coinvolte si aggira sui 4 milioni.
Ogni anno 500.000 nuove persone vengono inserite nel traffico della prostituzione nella sola Europa.
Attenzione : Da queste cifre non si considerano quelle donne che decidono di prostituirsi in modo libero.
A qualcuno interessa ?
Fonte : Civilta' Cattolica.
03 marzo, 2008
La finta epidemia gonfiata e l'epidemia dimenticata...
FEBBRAIO 2006, ONU - Ogni minuto un bambino di età inferiore ai 15 anni muore di sindrome di immunodeficienza acquisita (sida/aids) e oltre 15 milioni hanno perso uno o entrambi i genitori: è l’infanzia il volto meno noto dell’epidemia che colpisce gran parte della nazioni povere, in particolare quelle africane. A loro, quelli uccisi dalla malattia o i milioni resi orfani dalla sindrome, è stata dedicata una conferenza con la partecipazione di 150 esperti medici e operatori sociali, organizzata dall’Onu e dal governo inglese. Secondo le proiezioni dell’Unaids, competente organismo dell’Onu, presentate alla conferenza, il numero degli orfani africani rischia di aumentare a 18 milioni nel 2010, con una crescita del 10% l’anno. “La conseguenza – ha detto Peter Piot, capo dell’Unaids - è un impatto a lungo termine sul tessuto sociale ed economico delle nazioni colpite, paragonabile a quello del surriscaldamento del clima”.
MARZO 2007, SUD-SUD: Una ‘banca del latte materno’ a Capoverde per le madri sieropositive allo scopo di scongiurare il pericolo di trasmissione del virus da mamma a neonato: la sua creazione, per iniziativa del Brasile, è stata annunciata da Arthur Correia, segretario esecutivo del Comitato per la lotta alla sindrome di immunodeficienza acquisita (sida/aids), ricordando che l’iniziativa fa parte di un progetto di collaborazione chiamato ‘Laços Sul- Sul’ (Legami Sud-Sud), in base al quale l’arcipelago africano lusofono già riceve aiuto dai brasiliani con l’invio di farmaci anti-retrovirali e assistenza specializzata alle gestanti sieropositive. Obiettivo del programma è fare in modo che entro il 2010 tutte le donne di Capoverde in gravidanza facciano il test per diagnosticare la malattia e seguano le cure indicate. In occasione della recente ‘Giornata della Donna di Capoverde’, il Comitato ha diffuso nuovi dati dai quali emerge che la parte femminile della popolazione si rivolge maggiormente ai centri clinici e presenta comportamenti a rischio minori rispetto agli uomini del paese.
Fonte : Misna
Aviaria, Sars, Bse: previsioni errate
Un altro inverno è passato, il terzo da quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità lanciò l'allarme di un nuovo rischio epidemico legato a un virus di origine aviaria, l'H5N1. Sembrava che da un momento all'altro la febbre dei polli, diabolica per i volatili, potesse fare «almeno un milione di morti » disse l'Oms, contagiando l'uomo con la stessa aggressività della micidiale Spagnola, la peggiore pandemia della storia. Dal 2003 ad oggi, per fortuna, nulla è successo di tutto questo. L'aviaria colpisce l'uomo ma poi si ferma. Il rischio endemico (veloce contagio uomo-uomo) non è dimostrato e l'emergenza, soprattutto da noi, si è rivelata quasi esclusivamente veterinaria. E' successo almeno altre due volte negli ultimi 10 anni di veder passare probabili catastrofi epidemiche terminate con bilanci molto modesti sul piano delle perdite umane. Ricordiamo la Sars negli ultimi mesi del 2002. Anche lì l'Oms lanciò (era il marzo 2003) un allarme: «Non si sa quando ma la pandemia ci sarà». E invece è sparita. E ancor prima la Bse, il morbo della mucca pazza, arrivato nel 2001 in Italia. In via di estinzione. Cominciamo dall'H5N1. Qualcuno predisse milioni di morti. I governi occidentali fecero a gara per accaparrarsi scorte di antivirali e assicurarsi la precedenza nell'acquisto di vaccini.
La tabella aggiornata dell'Oms rispecchia una realtà ben diversa. Dal novembre del 2003, la presunta big influenza ha contagiato 369 persone uccidendone 234. La maggior parte in Vietnam, Indonesia, Egitto, Thailandia e Cina. Si è fermata all'Azerbaijan e alla Turchia, dunque alle porte dell'Europa, non è riuscita a fare breccia nei Paesi dove condizioni igieniche e qualità dei sistemi sanitari sono migliori. La trasmissione interumana, che avrebbe potuto dare il via all'ondata contagiosa, non è mai stata dimostrata. Il virologo Fernando Dianzani ritiene che molto difficilmente l'H5N1 potrà scatenare la nuova pandemia perché non possiede le caratteristiche per saltare da uomo a uomo: «La prudenza era doverosa ma ora possiamo dire che abbiamo esagerato nell'annunciare la catastrofe. Predire l'arrivo di una pandemia da H5N1 è un'illazione che non si basa su dati concreti. Fino a questo momento il virus aviario non si è ricombinato con quello umano, non ha cioè scambiato pezzi di genoma, evento che avrebbe determinato un reale pericolo». E allora, a cosa attribuire l'enfasi con cui le autorità scientifiche internazionali, Oms in testa, hanno lanciato e rilanciato allarmi? Ha le idee chiare Maria Rita Gismondo, microbiologa dell'ospedale Sacco: «Dietro fenomeni come questi si celano grossi appetiti industriali. C'è chi ha interessi diversi dalla tutela della salute. Pensiamo a quelli commerciali. Bisognerà poi riconsiderare le modalità di diffondere informazioni. Coinvolgere la popolazione fin da subito significa seminare panico». Andrebbe bocciata anche l'Oms? La microbiologa insiste: «E' un'istituzione politicizzata: quando c'è di mezzo la salute non bisognerebbe muoversi in base a opportunità e pressioni industriali».
E che fine ha fatto la Sars che ha atterrito il mondo tra novembre 2002 e fine luglio 2003? Moderatamente colpiti sono stati soltanto il Sudest asiatico e il Canada, unico Paese occidentale coinvolto: 8.100 casi, 774 morti causati da un virus della polmonite venuto dal mondo animale. Lei sì, incuteva paura per la velocità nel propagarsi attraverso il respiro. E in Italia la paura fu ingigantita dalla morte del virologo italiano Carlo Urbani, che era stato lo scopritore del virus della Sars e che proprio venendone a contatto perse la vita il 29 marzo 2003. Ma oggi non ce n'è più traccia: «Il virus è tornato nel suo habitat naturale perché ha perso le caratteristiche aggressive. In quella situazione la barriera sanitaria dei Paesi occidentali ha funzionato. L'epidemia non ha toccato l'Europa», dice Dianzani. Infine la Bse, «mucca pazza», che ha sterminato gli allevamenti bovini d'Europa e tenuto lontane dalle nostre tavole la prelibata bistecca con l'osso. Si scoprì che l'agente infettivo, il prione, poteva colpire l'uomo con la cosiddetta variante della Creutzfeldt Jakob, malattia degenerativa neurologica. I tecnici predissero migliaia di morti. Il registro mondiale aggiornato a febbraio riporta 163 casi (più tre da trasfusione). «Abbiamo sbagliato, è vero — ammette Maurizio Pocchiari, Istituto Superiore di Sanità —. Ma siamo stati condizionati dalla scarsità delle conoscenze. Però una volta capito, abbiamo aggiustato il tiro. L'emergenza è finita. Anche se qualche dato non torna». In quanto alla Bse bovina, in Italia non c'è più. L'altro anno si sono ammalate 2 vacche. Quest'anno nessuna. «I controlli veterinari sono stati efficaci», dice Maria Caramelli, responsabile del centro riferimento per la Bse all'istituto zooprofilattico di Torino.
Fonte : Corriere
Ciao Jeff, Rimarrai sempre tra i nostri eroi preferiti.
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CIECO - Cieco dall'età di un anno, Healey iniziò a suonare la chitarra a soli 3 anni, sviluppando da subito la sua particolarissima postura, con lo strumento appoggiato sulle gambe perché non sapeva come imbracciarla. Il suo album più noto è il primo, See the Light del 1988. In seguito Healey assunse sonorità più jazzistiche. Il 22 aprile uscirà il suo primo disco dopo otto anni, Mess of Blues.
Fonte Corriere
Due note :
La prima è che la vita, comunque ci sia donata, è bellissima quando si ha la voglia e lo spirito di viverla. Esempi come quello di Jeff ne sono la testimonianza.
Healey muore a 41 anni dopo una malattia "atroce". Oggi Jeff potrebbe non nascere grazie al progresso scientifico. La vita di Jeff, cosi' come quella di Gallieno e di Petrucciani prima dimostrano che c'è un limite oltre il quale la libertà degli individui deve cedere il passo a qualcosa di piu' grande.
Seconda Nota : Il cd menzionato nella rassegna è gia' disponibile al pubblico europeo grazie alla Ruf Records. E' stato editato proprio settimana scorsa.
Grazie ancora Jeff per la testimonianza della tua vita che vale di piu' di mille parole vuote dei nostri politicanti.
Dal sito ufficiale della sua etichetta :
Following a lengthy struggle with cancer,Healey passes away on the eve of the release of a new blues rock album Jeff Healey, arguably one of the most distinctive guitar players of our time, died today (Sunday March 2) in St. Joseph's Hospital, Toronto. He was 41, and leaves his wife, Cristie, daughter Rachel (13) and son Derek (three), as well as his father and step-mother, Bud and Rose Healey, and sisters Laura and Linda.Funeral and memorial arrangements are pending.Robbed of his sight as a baby due to a rare form of cancer, retino blastoma, and he started to play guitar when he was three, holding the instrument unconventionally across his lap. He formed his first band at 17, but soon formed a trio which was named the Jeff Healey Band.After his appearance in the movie Road House, he was signed to Arista records, and in 1988 released the Grammy-nominated album See the Light, which included a major hit single, Angel Eyes. He earned a Juno Award in 1990 as Entertainer of the Year.Two more albums emerged on Arista, with lessening success as the '90s passed. Various "best-of" and live packages were released, and he recorded two more rock albums, before turning to his real love, classic American jazz from the '20s, '30s and '40s.By then, however, Healey was an internationally-known star who had played with dozens of musicians, including B.B. King and Stevie Ray Vaughan, and recorded with George Harrison. Mark Knopfler and the late blues legend, Jimmy Rogers.A family man with a three-year-old son and a 13-year-old daughter he preferred to stay close to home. "I've traveled widely before — been there and done that," he told friends, determined to avoid the lengthy, exhausting tours that marked his life in his twenties and early thirties.A long-running CBC Radio series saw him in the role of disc jockey — My Kinda Jazz was a staple for a while, but in recent years he had hosted a programme with a similar name on Jazz-FM in Toronto. A highlight of his broadcasts was always the use of rare — and rarely heard — music from his 30,000-plus collection of 78-rpm records.As his rock career wound down as the millennium came, he recorded a series of three album of early jazz, playing trumpet as well as acoustic guitar in a band he called Jeff Healey's Jazz Wizards. The most recent was It's Tight Like That, recorded live at Hugh's Room in Toronto in 2005, with British jazz legend Chris Barber as guest star.At the time of his death he was about to see the release of his first rock/blues album in eight years, Mess of Blues, which is being released in Europe on March 20, and in Canada and the U.S. on April 22. The album was the result of a joint agreement between the German label, Ruf Records, and Stony Plain, the independent Edmonton-based label that has released his three jazz CDs.Mess of Blues was recorded in studios in Toronto, with two cuts recorded at the Jeff Healey's Roadhouse in Toronto and two at a concert in London England. The backup group on the upcoming CD — the Healey's House Band — played with him regularly at the downtown Roadhouse, and at a previous club bearing his name in the Queen-Bathurst area.Early last year, Healey underwent surgery to remove cancerous tissue from his legs, and later from both lungs; aggressive radiation treatments and chemotherapy, however, failed to halt the spread of the disease.Despite his battle with cancer, he undertook frequent tours across Canada with both his blues-based band and his jazz group; he was set for a major tour in Germany and the U.K. and was to be a guest on the BBC's famed Jools Holland Show in April.Remembered by his musicians — and his audiences — for his wry sense of humour as well as his musical playfulness, Healey was a unique musician who bridged different genres with ease and assurance.
29 febbraio, 2008
AJ & The Shapes
Come ogni "vero" armonicista blues della West Coast Andy Just ha catturato, costruito, amato il suo pubblico grazie alle sue esplosive performances live durante le quali si trasforma in un vero ribelle rockin’blues pieno di energia. La sua popolarita’ è cosi’ via via cresciuta sino a varcare i confini nazionali ed è arrivata a noi grazie alla milanese Appaloosa. Il suo sound è potente, innovativo e soprattutto genuino costruito grazie a decenni passati on the road suonando con musicisti del calibro di Robben Ford, Mark Ford, Chris Cain, B.B. King, Bo Diddley, John Lee Hooker, Buddy Guy, Albert King, Paul Butterfield, Al Kooper, Nick Gravenites, Roy Rogers, Ronnie Wood, The Fabulous Thunderbirds, Luther Tucker, Albert Collins, Lazy Lester, Ike Turner, Ronnie Earl, Lowell Fullsom, Norton Buffalo, Jimmy Witherspoon, Junior Wells, Lee Oskar, Chris Cain, Gary Smith, Tommy Castro, James Cotton, John Mayall, Charlie Musslewhite, Fred James, Sista Monica, John Entwistle, Paul Rogers, Maria Muldaur, Angela Strehli, Joe Lewis Walker, Fenton Robinson, Gail Muldrow, Myron Dove, Dennis Chambers, e tantissimi altri ancora . Al momento Andy è in tour con la mitica “ The Ford Blues Band “ di cui è front man da oltre un decennio. Di lui Charlie Musselwhite scrive : “Andy’s Playing shows the feel that’s meant for the harp”.
Sebbene nell’albiente sia ormai una leggenda e il suo stile un vero e proprio marchio di fabbrica la sua capacita’ innovative e soprattutto l’arte di improvvisare con il suo strumento, ossia l’armonica, fa si che ogni sua esibizione crei nei suoi fans delle nuove aspettative che raramente il nostro riesce a deludere. Infatti come tutti i fans della Ford Blues Band riconosceranno Andy ha la grande capacita’ di aprire il suo repertorio piu’ blues a contaminazioni rock e jazz. Cosi’ ogni suo lavoro non è mai banale e la base musicale cosi’ costruitia riesce a dare al suo sound un’energia da rocker in un repertorio propriamente blues. Alla voce e all’armonica Andy ha un talento unico e sebbene nel grande circuito sia propriamente conosciuto per il marchio di fabbrica della sua armonica ormai leggendaria, questo lavoro ve lo fara’ scoprire come musicista completo a 360 gradi con una voce blues in grado realmente di emozionare per la sua potenza e interpretazione. Accompagnato in tutto questo dalla delicata e mai invasiva presenza del talentuoso chitarrista americano Fred James. Questo cd è inoltre l’occasione per conoscere come protagonista il suono della sua armonica che centinaia di musicisti ( quasi sempre senza sucesso ) hanno tentato di replicare. Ma questo suono è dato dalla sua anima e come tale incedibile, chiuso a chiave nel suo cuore. Quel cuore che lo accomuna ai grande dell’armonica blues, James Cotton su tutti. Ma come innovatore del suo strumento Andy può essere considerato alla stregua del Charlie Parker dell’armonica con un talento da far si da amare la sua musica e il suo lavoro.
Cosi’ se vi capitera’ di ascoltarlo in un piccolo club nelle nottate invernali americane o nei grandi festival blues Americani o Europei Andy vi donerà energia da vendere.
Un grazie particolare va alla piccola etichetta indipendente Appaloosa che in un momento difficile come questo per il mercato riscopre la sua vocazione di mecenate e rilancio di grandi musicisti della scena contemporanea Usa e non solo ( Dischi come quelli di Sam Lay, Dirk Hamilton, Eric Wood , Daryl Ryce hanno sicuramente portato momenti di emozioni genuine nella nostra piccola ma bellissima Italia )
In particolare quest’ultimo cd è una specie di reunion per AJ & The Shapes. Andy Just e Fingers Farrell formarono la band un quarto di secolo fa e nel corso degli anni ’80 il gruppo divenne uno dei più popolari live act della San Francisco Bay Area. Registrarono un EP (che ancora deve godere di una ristampa digitale) per un’etichetta indipendente e dopo alcuni anni di grandi soddisfazioni i membri del gruppo andarono ognuno per la sua strada. Fingers ha continuato a lavorare con la band funk/rock Cold Blood e occasionalmente ha continuato a fare musica con vecchi amici come (tra gli altri) Tommy Castro e Chris Cain. Andy si è unito alla Ford Brothers Blues Band ed ha suonato con il leggendario chitarrista blues e jazz Robben Ford. In tempi più recenti Andy ha registrato un album come solista per la Cross Cut Records, mentre Fingers Farrell ha inciso e si è esibito con il pianista blues di Chicago Ken Saydak.
Quando Fingers, alcuni anni fa, si è trasferito in Colorado ha conosciuto il singer/songwriter, chitarrista e produttore Fred James e, assieme al batterista Lenny Campanaro, hanno cominciato a lavorare a un nuovo progetto. Lenny si era trasferito in Colorado dalla California del sud, dove aveva suonato con Iron Butterfly, Badfinger e Private Life, una band con la quale ha realizzato un album per la Warner Brothers prodotto da Eddie Van Halen (e come risultato Lenny si ritrovò ad esibirsi nelle arene di tutti gli USA come opening act per Van Halen nel 1988). Quando Fingers ed Andy decisero di riprovarci con The Shapes assoldarono Lenny come batterista. Quando contattarono Fred proponendogli la produzione del nuovo progetto, questi si offrì anche come chitarrista. L’album è stato registrato nella casa di Fingers di Black Forest, Colorado, con un uno stusio mobile nel corso di una settimana nell’estate 2006. Tutti quanti i musicisti coinvolti hanno contribuito alla stesura delle canzoni e degli arrangiamenti e il risultato è un album di blues rock rilassato ed eccitante che può ricordare le atmosfere create nei giorni gloriosi da gruppi come The Fabulous Thunderbirds e The Blasters. Questo è un album di quattro attempati veterani del music business capaci di creare una classica e scintillante American Roots music.
Per questo post si vuole ringraziare
Franco Ratti per aver creduto nel musicista
Marco Grompi per la recensione del cd
Fred James per il suo immenso talento.
21 febbraio, 2008
A Qualcuno Interessa La Crisi Della Musica ( 3za Parte )
Da questo insieme di articoli che vi stiamo proponendo su questo blog, due dei quali sono proprio interviste al nostro non eroe, stiamo cercando di capire insieme cosa si intenda per musica per lor Signori.
Se per costoro musica sono tutta quella serie artisti che ogni anno si esibiscono a Sanremo, be' che quel tipo di musica fosse finito ( o verra' distribuita su braccialetti, cellulari o quant'altro con magari un breve stacco pubblicitario tra una canzone e l'altra ) lo sapevamo da ancor prima dell'avvento del digitale.
Ma cosa accadra' a quelle centinaia, anzi migliaia di artisti che si esibiscono nei jazz club o nei locali blues, gruppi e cantanti genuini che hanno tanto da dire quanto talento....
E' finita per loro ?
Be, se il cd di Davide Van De Sfross è arrivato quarto in classifica senza una lira di promozione al signor Mazza saranno venuti i brividi di freddo..... A pensare alla quantita' di denaro sprecato dal suo organismo e dagli uffici marketing delle grandi major...
Comunque per onor di cronaca riportiamo le sue ultime ( come sempre ) illuminanti parole :
MILANO – Non è un muro contro muro, ma poco ci manca. Da una parte la crisi del cd e del mercato discografico che attende da anni una legge sulla musica che riconosca il disco come prodotto culturale (con conseguente riduzione dell'Iva), per far sì che la grande industria riduca i prezzi del cd al pubblico a fronte di una recessione economica generale; dall'altra il pubblico, specialmente quello più giovane, che consuma la musica attraverso strumenti nuovi e diversificati.
UN MERCATO «LIQUIDO» – Per approfondire bene tutti gli aspetti del fenomeno, abbiamo incontrato Enzo Mazza, presidente della Fimi, (Federazione industira musicale italiana), l'organo che tutela e promuove le attività connesse all'industria discografica. «La musica è diventata "liquida" – spiega Mazza -: si espande, si diversifica, si adatta alle nuove esigenze di mercato, conservando il proprio valore artistico ma assumendo una nuova "corporeità", digitale, che le permette di essere prodotta, comunicata e consumata in modo più immediato e coinvolgente».
TAGLI DEL 30% - Ma la maggiore facilità di diffusione e di copiatura rende la vita difficile alle aziende che operano nel settore, soprattutto perché i nuovi canali sono quelli in cui maggiormente prospera l'illegalità. «Se le case discografiche tradizionali dal 2000 ad oggi hanno tagliato il personale del 30%, non è solo per colpa della pirateria tradizionale, ovvero il cd contraffatto – sottolinea ancora Mazza – Quella continua ad avere la sua diffusione, ma ha avuto un notevole calo, mentre è aumentata la circolazione di musica illegale. In linea con i tempi».
ETICHETTE DIGITALI – Anche il mercato ufficiale, comunque, guarda sempre di più alla rete. « In Italia – dice Mazza - uno degli esempi pilota è H2O una delle prime case discografiche digitali creata da Sony e Bmg che riassume tutti i concetti in un colpo solo: scovare nuovi talenti e distribuire la musica solo attraverso internet e la telefonia, senza la vendita diretta al pubblico». I talenti si possono dunque cercare anche in rete e anche le case discografiche si interfacciano la nuova linea. «Sia le piccole etichette che le grandi major hanno bisogno di far crescere nuovi artisti in modo innovativo - sottolinea il presidente della Fimi – e hanno compreso che si deve sperimentare attraverso nuove forme di vendita e promozione. Le pubblicazioni avverranno per singolo brano o al massimo con "cluster" di due/tre canzoni. In questo modo si può permettere agli artisti emergenti di crescere organicamente e di consolidare l'esperienza costruendo una personale "fan base"».
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IL BOOM SARA' NEL 2012 – Quale scenario attende dunque il settore discografico? «La crisi del modello tradizionale del fare e diffondere musica – risponde Mazza - si scontra con le esigenze del nuovo mercato. Da una parte il mercato del cd che resiste, in quanto il supporto presenterà sempre delle evoluzioni e dei formati ad alta definizione, dall'altra il mercato digitale prenderà il sopravvento. Si prevede che nel 2012 ci sarà il 23% di diffusione in più».
Ringraziamo come sempre il Corriere da cui questo articolo è tratto.
Alla prossima intervista illuminante e profonda come le precedenti.